Caricamento...

Type to search

Condividi

Il Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente che valuta i progressi per ridurre gradualmente la produzione e l’importazione di idrofluorocarburi (HFC), certifica che nel 2016, emerge che nel 2016, il loro consumo è stato il più basso da quando è iniziata la segnalazione per la loro graduale eliminazione, essendosi rivelati più determinanti nel riscaldamento globale di quelli che avevano sostituito (CFC) che erano a loro volta lesivi dello strato di ozono.

Come consuetudine, l’Agenzia Europea dell’Ambiente alla fine dell’anno pubblica una serie di importanti report che attengono all’attività di monitoraggio cui è deputata. Così nel giro di una settimana sono stati rilasciati “Gli indicatori ambientali”, Rapporto sui progressi che l’UE sta compiendo per attuare entro il 2020 i 3 obiettivi chiave del 7° Programma di Azione Ambientale  “TERM”, Rapporto sul meccanismo di relazioni trasporti-ambiente, il Rapporto sulle prestazioni ambientali dell’industria europea  e quello sulla produzione e distribuzione dei gas fluorurati di cui diamo ora resoconto.

I gas serra disciplinati dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) includono diversi gruppi di gas fluorurati (F-GAS): gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC), l’esafluoruro di zolfo (SF6) e trifluoruro di azoto (NF3) e sono contemplati sia nel Protocollo di Kyoto che negli impegni NDC dell’UE sottoscritti nell’ambito dell’Accordo di Parigi (2015. Infatti, i gas fluorurati sono potenti gas serra di breve durata che contribuiscono ai cambiamenti climatici, intrappolando fino a 15.000 volte più calore dell’anidride carbonica. Dopo l’Accordo del 1987 (Montreal Protocol) che ha permesso di eliminare quasi completamente i clorofluorocarburi (CFC), lesivi dello strato d’ozono, è cresciuto significativamente il consumo dei loro sostituti (HFC) con relativo aumento delle emissioni da loro provocate del 10% annuo.  Tant’è che dopo ben 7 anni di negoziati, il 14 ottobre 2016 nel corso della 28ma Conferenza delle Parti del Protocollo di Montreal è stato approvato un emendamento (Kigali emendment) che prevede l’eliminazione progressiva entro il 2050 degli idrofluorocarburi (HFC), un’azione questa che contribuirebbe da sola a ridurre di 0,5 °C il riscaldamento globale alla fine del secolo.

Il Rapporto “Fluorinated greenhouse gases 2017” prende in esame, sulla base delle comunicazioni dei dati da parte delle imprese, le prestazioni dell’UE per ridurre gradualmente la produzione e l’importazione di idrofluorocarburi (HFC), utilizzati principalmente in frigoriferi, pompe di calore e condizionatori d’aria negli edifici e nelle automobili, valutando sia la quantità fisica (in tonnellate) che la quantità ponderata per il potenziale di riscaldamento globale prodotto dagli idrofluorocarburi, che si misura in tonnellate di CO2 equivalente(CO2e). Tale riduzione graduale dei gas fluorurati viene attuata attraverso un sistema di quote annuali assegnate a produttori e importatori.

Dal Rapporto dell’AEA emerge che nel 2016, il consumo di HFC nell’UE è stato il più basso da quando è iniziata la segnalazione nel 2007 ed era già del 14% inferiore al primo limite per l’UE nel quadro dell’emendamento Kigali.

La produzione di gas fluorurati segnalati in tonnellate è aumentata del 2% nel 2016 rispetto al 2015, ma l’effetto complessivo di riscaldamento è in realtà diminuito del 2% (CO2e).

Le importazioni nell’UE nel 2016 sono aumentate del 5% rispetto al 2015 o del 2% se misurate in CO2e, dovuto principalmente all’aumento dell’80% degli HFC con un basso potenziale di riscaldamento globale.

 

Tags:

Potrebbe interessarti anche...

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *