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Dopo l’ennesima proroga del SISTRI fino al 31 dicembre 2018 continuano ad applicarsi “semplificati” gli adempimenti e obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, e non si applicano le relative sanzioni. Si spera che entro quel termine nasca finalmente il SISTRI.2.

La 5a proroga di fila per l’avvio della piena operatività del Sistema di tracciabilità telematico dei rifiuti (SISTRI) e, quindi, anche quella per le sanzioni relative alla sua applicazione, quest’anno non sono arrivate con il famigerato “Milleproroghe” che, non è stato più reiterato per il previsto scioglimento del Parlamento, ma dalla Legge di Bilancio 2018 (G.U. n. 302 del 29 dicembre 2017, S.O. n. 62) che ha incorporato tutte quelle proroghe che negli anni passati venivano inserite nel succitato Decreto.

In tal modo si è snaturato, di fatto,  il senso della riforma introdotta due anni fa di passare dalla “Legge di Stabilità”alla “Legge di Bilancio”che non avrebbe più dovuto contenere norme di delega, di “carattere ordinamentale o organizzatorio”, né “interventi di natura localistica o microsettoriale”.

Tant’è che l’emendamento che introduceva la proroga era stato in primo momento giudicato inammissibile dalla Commissione Bilancio, ma poi è stato riammesso, quando le maglie si sono allargate con una serie di misure particolaristiche che alla vigilia di elezioni politiche non era difficile prevederne un elevato numero.

Che il differimento fosse inevitabile era noto da tempo, dal momento che alla scadenza del 31 dicembre 2017 per la cessazione dell’attuale regime, il nuovo concessionario del SISTRI non sarebbe stato in grado di espletare le attività oggetto di affidamento dal momento che il TAR del Lazio con ordinanza collegiale del 7 giugno 2017 aveva rinviato al 24 gennaio 2018 la decisione sul ricorso presentato contro l’affidamento effettuato da Consip.

Anche se il nuovo concessionario vedesse riconfermato dalla Giustizia Amministrativa l’affidamento e al netto di ulteriori sviluppi di tipo giudiziario, scatterebbero comunque i tempi tecnici, previsti dal contratto, di affiancamento per 6 mesi dell’attuale gestore al subentrante.

Rimane poco comprensibile, tuttavia, l’inazione del Ministero dell’Ambiente e del Governo che si sono mossi dopo l’iniziativa dei parlamentari, accogliendone gli emendamenti che sono stati recepiti poi con il comma 1134 della Legge di Bilancio con cui si proroga fino al 31 dicembre 2018 il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del SISTRI e non si applicano le sanzioni relative al sistema medesimo.

Ovviamente è stato anche procrastinato il termine finale di efficacia del contratto con l’attuale concessionario del SISTRI, che si è così garantito altri 10 milioni di euro di gestione straordinaria.

Il Governo ha introdotto, però, il successivo comma 1135, integrando il D. Lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) con l’articolo 194 bisSemplificazione del procedimento di tracciabilità dei rifiuti e per il recupero dei contributi dovuti per il SISTRI”, con cui viene concessa la possibilità di assolvere in formato digitale gli adempimenti relativi alle modalità di compilazione e tenuta del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto (FIR) e di trasmetterne la IV copia mediante posta elettronica certificata.

Anche il contributo di iscrizione al SISTRI di cui all’Art. 7 del DM n. 78/2016 si prescriverà dopo 10 anni e il Ministro dell’Ambiente, con proprio Decreto di natura non regolamentare, stabilirà le modalità per il recupero dei contributi dovuti e non corrisposti e per le richieste di rimborso o conguaglio da parte degli utenti del sistema, stante l’attuale assenza di una procedura di riferimento e del crescente numero di pratiche da gestire.

Quest’ultima integrazione del Governo non è stata accolta favorevolmente dagli operatori se in un comunicato della CNA si legge: “Dopo otto anni dall’istituzione, caratterizzati da confusione normativa, complicazioni e oneri ingiustificati, il SISTRI non funziona e continua a gravare sulle imprese. E purtroppo la Legge di Bilancio, accanto all’attesa proroga dell’entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti, aggiunge nuove criticità a questa brutta vicenda”.

“Di fatto le nuove disposizioni danno il via a un’azione di recupero dei contributi pregressi pur in assenza dell’operatività del SISTRI la cui procedura di affidamento è sospesa, alla luce dei ricorsi sulla gara della Consip”.

“Siamo di fronte all’ennesima misura preoccupante per le imprese, su cui sollecitiamo una seria riflessione da parte del Ministero dell’Ambiente chiamato a emanare il decreto attuativo. Si vanifica in questo modo l’apprezzabile intento del Parlamento di dare risposta alle migliaia di imprese che da oltre otto anni attendono una parola definitiva sul SISTRI”.

Speriamo che con questa ulteriore proroga introdotta nella Legge di Bilancio possa finalmente giungere ad una positiva conclusione il “tormentone SISTRI” che in questi otto anni ha riempito le pagine delle riviste specializzate, e non solo, ha fatto scrivere a giuristi volumi di commenti e interpretazioni, e ha dato motivo ai parlamentari di presentare un considerevole numero di interrogazioni e ordini del giorno.

Anche la Corte dei Conti ha sottolineato che le “continue modifiche normative […] nonché la perdurante assenza di sanzioni, che non fossero quelle relative alla mancata iscrizione e mancato versamento dei contributi, hanno creato, anzitutto, notevoli incertezze applicative, nonché un clima di intolleranza, che ha impedito il rafforzarsi di una coscienza collettiva consapevole della necessità di doversi adeguare ad un obbligo giuridico, al fine di utilizzare uno strumento efficace nella lotta alla c.d. criminalità ambientale” (Delibera n. 4/2016/G  del 7 giugno 2016).

Ora c’è il tempo affinché dopo la fine del vecchio SISTRI possa nascere un SISTRI.2 ovvero un sistema completamente rinnovato che, garantendo un elevato livello di controllo e tracciabilità dei rifiuti e coinvolgendo tutti gli attori, superi quelli fasi di incertezza e difficoltà operative che ne hanno compromesso in tutti questi anni la effettiva funzionalità.

Di qui la il gioco di parole (paranomasia) usata nel titolo, per accostare il sistema di tracciabilità dei rifiuti così qual è stato conosciuto finora al sistro, l’antico strumento usato nelle cerimonie funebri dell’Egitto faraonico, che, annunciando la morte di un individuo, ne anticipava al contempo la resurrezione.

Foto di copertina: Abu Simbel. La Regina Nefertari tiene nella mano destra il sistro

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