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Con l’organizzazione di 3 Convegni il 7 novembre 2018, l’ANEV si conferma l’Associazione di riferimento del settore, grazie anche all’elevato livello raggiunto dai dibattiti scaturiti all’interno di Key Wind.

Il 7 novembre 2018 a Key Energy la Fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibile, in svolgimento alla Fiera di Rimini, in contemporanea con ECOMONDO, gli eventi principali hanno avuto per focus il settore dell’eolico.

Nella mattinata nell’ambito di Key Wind, l’evento di riferimento nel Bacino Mediterraneo, Balcani e Medio Oriente, per le aziende del settore eolico onshore e offshore, organizzato come di consueto da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) in collaborazione con Italian Exibition Group (IEG), si è svolto il Convegno “Il ruolo dell’eolico per il raggiungimento degli obiettivi della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile: Eolico e Regioni, contesti sociali ed ambientali del piano energia e clima” il cui obiettivo era di un confronto tra Regioni e Associazioni sui tempi e le modalità, i meccanismi di Via ed eventuali percorsi virtuosi che si potrebbero innescare, avendo gli organi regionali funzioni importanti nei processi autorizzativi.

Nel pomeriggio ha avuto luogo, sempre nell’ambito di Key Wind, il Convegno “Il ruolo dell’eolico per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia nazionale di Sviluppo Sostenibile: aspetti normativi del nuovo decreto rinnovabili non FV e la nuova frontiera dei PPA (Power Purchase Agreement)”.
Il Decreto attuativo sulle rinnovabili non fotovoltaiche che regola il settore eolico è stato recentemente emanato e consentirà agli operatori di lavorare nel medio periodo per continuare a produrre energia pulita. L’obiettivo del 32% di Rinnovabili al 2030 adottato dall’UE pone gli Stati Membri, Italia compresa, una sfida importante che il Governo dovrà raccogliere con ambizione, fornendo strumenti incisivi a sostegno delle rinnovabili e dell’eolico. Tra questi i PPA (Power Purchase Agreement), contratti a lungo termine in cui un’azienda accetta di acquistare elettricità direttamente da un produttore di energia a un prezzo fisso per kWh, offrendo pertanto una copertura contro eventuali fluttuazioni dei prezzi energetici contratti di lungo termine tra produttori di energia rinnovabile e grandi aziende. Già consolidati negli USA, la sua introduzione anche in Italia è oggetto di dibattito tra gli esperti del settore, che mirano a trovare la soluzione più idonea alle peculiarità del nostro mercato.

Tra i due Convegni si è inserito l’appuntamento più atteso dagli operatori del settore delle rinnovabili, la sessione tematica e di consultazione, nell’ambito degli Stati Generali della Green Economy, il “Piano nazionale Energia e Clima: stato dell’arte e confronto con gli stakeholder” che ANEV ha organizzato, in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS).

Quello di oggi è stato un confronto progettuale molto interessante e utile, che va nella direzione di una collaborazione attiva, intrapresa già da tempo con le Associazioni di categoria – ha dichiarato il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Davide Crippa che ha partecipato all’incontro – I lavori per la predisposizione del Piano nazionale Energia e Clima procedono secondo i programmi. Piano che immaginiamo intende superare la SEN sia negli obiettivi che nel modello di programmazione, partendo da una valutazione dello scenario base fino a definire scenari alternativi di policy che proiettino coerentemente al 2050 il sistema energetico e che forniscano elementi tecnici per stabilire le politiche e le misure per il raggiungimento degli obiettivi. Il prodotto finale sarà un piano industriale di rinascita e di sviluppo, basato su rinnovabili ed efficienza energetica, capace di sollecitare investimenti in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per dare vantaggi competitivi al nostro Paese nella fase di transizione energetica. Parallelamente, saranno attivate misure di sostegno al settore industriale per accelerare l´innovazione e la riduzione di consumi, riducendo in questo modo l´impatto ambientale”.

Il Regolamento 2016/0375/UE sulla Governance dell’Unione dell’Energia prevede l’istituzione di un meccanismo per l’attuazione delle strategie e delle misure per conseguire gli obiettivi dell’UE e per la corretta elaborazione e comunicazione dei Piani nazionali corrispondenti. Pertanto, entro il 31 dicembre 2018, il Governo dovrà inviare a Bruxelles il Piano nazionale contenente le indicazioni di dettaglio per il raggiungimento dei target comunitari. Al riguardo, nei giorni scorsi l’ANEV aveva avanzato le proposte del settore dell’eolico.

Il potenziale dell’eolico in Italia per il futuro è di 19mila MW di potenza che si riducono a 17.500 MW se si effettua un efficientamento degli impianti, anche in ottica di salvaguardia delle aree più a rischio architettonico. Il dato arriva dal Presidente dell’ANEV, Simone Togni che ha sottolineato come oggi siano migliorate le aspettative delle imprese dell’eolico rispetto al 2016: la nuova potenza da realizzare, che la SEN dovrebbe presto confermare, si aggira sui 6.000-7.000 MW al 2030. Oltre a ciò, il Presidente ANEV ha ricordato come sia stato avviato un processo di revamping degli impianti eolici in grado di aumentarne l’efficienza complessiva e la contemporanea riduzione del numero di aerogeneratori.

Il Piano Clima-Energia darà modo al nostro Paese di predisporre gli strumenti necessari a compiere la transizione energetica indispensabile a rispondere ai mutamenti climatici in corso – ha affermato Togni – L’auspicio è che si voglia rivedere complessivamente il sistema, mettendo al centro le Fonti Rinnovabili con un piano straordinario di riassetto complessivo del sistema.

 

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