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Italia al 1° posto (a pari punti con la Germania) nella classifica mondiale per l’efficienza energetica, secondo la IV edizione dell’International Energy Efficiency Scorecard, stilata dalla ONG statunitense ACEEE, anche se per raggiungere gli obiettivi climatici si può e si deve fare di più.

L’American Council for an Energy-Efficient Economy (ACEEE), ONG statunitense che funge da catalizzatore per promuovere politiche, programmi, tecnologie, investimenti e comportamenti per l’efficienza energetica, ha pubblicato la sua quarta edizione della Classifica Internazionale per Efficienza Energetica (International Energy Efficiency Scorecard), modellata secondo un approccio già testato con successo dall’Associazione per stimare il livello dell’efficienza energetica degli Stati Uniti, che include 25 Paesi delle maggiori economie mondiali (due in più rispetto alla precedente edizione del 2016: Emirati Arabi Uniti e Ucraina), che rappresentano il 78% di tutta l’energia consumata sul pianeta e oltre l’80% del prodotto interno lordo mondiale (PIL).

I dati provengono da: International Energy Agency (IEA), Banca Mondiale (WB), Consiglio Mondiale dell’Energia (WEC), Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD), Consiglio Internazionale per i Trasporti Puliti (ICCT).

Le valutazioni e i punteggi si basano su 36 parametri relativi alle politiche attuate e ai risultati conseguiti (performance), raggruppati in 4 categorie: sforzi nazionali; edifici; industria; trasporti; progresso complessivo dell’efficienza energetica nazionale.

Gli indicatori “di politiche” comprendono, ad esempio, obiettivi nazionali di risparmio energetico, dimensioni del mercato delle ESCO, normative di controllo dei consumi e delle emissioni per i veicoli, criteri di efficienza energetica per gli elettrodomestici, ecc.

Le metriche “di performance”, invece, misurano parametri quantificabili, come ad esempio l’energia consumata da un Paese in relazione al suo PIL, i consumi chilometrici medi per passeggero dei veicoli stradali, e l’energia consumata per metro quadrato di superficie negli edifici residenziali.

A ciascuna di queste 4 categorie sono stati assegnati 25 punti, per un massimo attribuibile di 100 punti. Anche se tutti i Paesi considerati hanno segnato dei miglioramenti rispetto alla passata edizione, nessun di loro ha riportato il punteggio pieno su tutte le metriche, rimanendo al di sotto degli 80 punti, a testimonianza che si può fare di più sul fronte del risparmio energetico, considerando che, secondo lo studio, la domanda globale di energia è destinata a crescere del 30% entro il 2040.

I nostri risultati mostrano che tutti i Paesi trarrebbero vantaggio dall’adozione di ulteriori politiche di efficienza energetica – ha affermato il Direttore esecutivo dell’ACEEE, Steven Nadel Tali politiche ridurrebbero la dipendenza dalle importazioni di energia, creerebbero posti di lavoro, ridurrebbero ‘inquinamento e farebbero risparmiare denaro alle persone e alle imprese. Inoltre, aiuterebbero i Paesi a rimanere competitivi a livello globale e a raggiungere gli obiettivi climatici”.

Italia e Germania occupano il 1° posto a parità di punteggio (75,5 su 100), seguono poi Francia (73,5 punti), Regno Unito (73 punti) e Giappone (67 punti).

Gli Stati Uniti sono passati dall’8° al 10° posto tra il 2016 e il 2018, mentre il Messico fa il salto maggiore nella classifica, scalando 7 posizioni (12° posto). Fanalino di coda è ancora l’Arabia Saudita (16,5 punti), sotto gli Emirati Arabi Uniti (18 punti) e Sudafrica (23,5 punti).

Analizzando i singoli parametri, si osserva che la Germania ha ottenuto il punteggio migliore per gli sforzi nazionali sul tema dell’efficienza energetica, compresi obiettivi e programmi trasversali. La Francia ha il primato per i trasporti, la Spagna per l’impegno connesso all’efficienza energetica degli edifici, mentre il Giappone ha scalato la classifica per l’attività a livello industriale.

Ecco di seguito i risultati dell’Italia nelle 4 categorie.

National efforts (4° posto con 18 punti)
L’Italia è impegnata nel raggiungimento degli obiettivi nazionali di Efficienza energetica in linea con la Direttiva 2012/27/UE27 per ridurre il consumo di energia di 15 Mtep entro il 2020. Lo schema dei Certificati bianchi rappresenta uno dei meccanismi principali e una delle migliori prassi, fin dal suo inizio nel 2005. 

Edifici (5° posto con 20 punti)
Il report cita varie iniziative intraprese nel settore delle costruzioni, considerate tra le migliori analizzate dall’ACEEE: il programma Conto Termico per incentivare le ristrutturazioni e i miglioramenti dell’efficienza energetica negli edifici residenziali e pubblici; i regolamenti edilizi che hanno reso obbligatori i requisiti per le riqualificazioni a livello territoriale, e che, qualora fossero estesi a livello nazionale, permetterebbero all’Italia di raggiungere un punteggio pieno. 

Industria (2°posto con 20,5 punti)
Il Paese ha mostrato un forte impegno, definendo obiettivi di risparmio energetico e richiedendo l’energy manager per i risultati e periodici controlli. In particolare, il sistema dei certificati di efficienza energetica (Certificati bianchi) ha permesso flessibilità. Inoltre, l’Italia è tra i Paesi con il maggior numero di impianti di cogenerazione, dovuto alle politiche che ne incoraggiano l’utilizzo. 

Trasporti (2°posto con 17 punti)
Per quanto attiene all’efficienza energetica nei trasporti, l’Italia è tra i migliori Paesi per il basso consumo di carburante delle auto (miles per gallon) e alla più bassa percorrenza europea delle auto in rapporto alla popolazione (Vehicle miles traveled ) e per gli investimenti sul trasporto su rotaia. Tuttavia, ha perso una posizione rispetto alla precedente edizione della classifica , per lo scarso utilizzo dei trasporti pubblici.

 

 

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