XX Rapporto sul turismo italiano: in ripresa e con buone prospettive per l’estate 2016

XX Rapporto sul turismo italiano: in ripresa e con buone prospettive per l’estate 2016

Curato dall’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del CNR di Napoli, il Rapporto costituisce da oltre 30 anni il documento di riferimento per le politiche del turismo a livello nazionale, regionale e locale.
Per l’estate 2016 si prevedono buone prospettive stante il trend costante di sviluppo del settore sul mercato internazionale e la ripresa del mercato interno, che rappresentano un’occasione per il Paese, in particolare per il Mezzogiorno, dove Puglia e Basilicata sono le regioni più dinamiche.

italia

Il Rapporto sul Turismo Italiano, pubblicato da oltre trent’anni, costituisce il documento di economia e politica del turismo più continuo e di più lunga tradizione. È stato, e continua a essere, un punto di riferimento per tutti gli addetti ai lavori grazie al contributo che offre allo sviluppo e al radicamento di una cultura del turismo in Italia. In questo ambito, il Rapporto offre una base conoscitiva molto ampia per comprendere le dinamiche del settore, che può essere utile per orientare le scelte dei policy maker, ma anche le strategie dei tanti operatori che contribuiscono a comporre il mosaico del sistema di offerta di una destinazione nazionale. 

In esso si affronta il turismo a 360 gradi: dall’analisi quantitativa e qualitativa dell’offerta turistica a livello nazionale, regionale e provinciale all’analisi quantitativa e qualitativa della domanda; dalle strategie di valorizzazione, riqualificazione e promozione degli Enti territoriali ai provvedimenti normativi che riguardano il turismo; dallo studio delle dinamiche nei molteplici turismi in cui si suddivide il comparto, agli aspetti macro e micro economici che il turismo determina.
Dal XX Rapporto, presentato nei giorni scorsi dall’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerca (IRISS-CNR) di Napoli, emerge che il settore turistico continua a svolgere un ruolo trainante nell'economia italiana, con un'incidenza sul PIL che è arrivata all'11,8%, un risultato importante, dovuto soprattutto ai flussi di stranieri, che nel decennio 2004-2014 sono aumentati del 32,3% grazie ad uno sviluppo generalizzato del mercato turistico globale, che nel 2015 ha fatto registrare 1.113 milioni di arrivi e che promette di proseguire anche nei prossimi anni, fino a raggiungere 1,8 miliardi di arrivi nel 2030.

Il Rapporto - ha affermato Alfonso Morvillo, Direttore dell'IRISS-CNR - si propone di offrire un contributo di conoscenze e di strumenti utili sia attraverso un'analisi sistematica delle evidenze statistiche più significative, organizzate in modo da rendere comparabili nel tempi i fenomeni esaminati, sia attraverso la presentazione di alcune ricerche empiriche finalizzate a studiare i fenomeni emergenti di maggiore interesse”.

Dopo un periodo di crisi prolungata, nel 2015 si è registrata un'inversione di tendenza con un lieve incremento delle presenze degli italiani negli esercizi ricettivi, che hanno superato i 194 milioni (+1,8% rispetto al 2014). Un primo segnale di ripresa che fa ben sperare, in quanto porta il numero complessivo delle presenze (pernottamenti) straniere e italiane a più di 384 milioni, che corrispondono a oltre 109 milioni di arrivi. Numeri che pongono l'Italia ai vertici della classifica delle destinazioni più ricercate in Europa dopo Spagna e Francia (con poco più di 400 milioni di presenze).
"Si tratta probabilmente di dati sottostimati – ha osservato Morbillo - Esiste, infatti, un turismo sommerso, che sfugge alle statistiche ufficiali, in quanto il pernottamento avviene in seconde case, presso parenti o amici o in appartamenti privati. Questa realtà, di cui si parla poco, è tutt'altro che marginale e alimenta anzi numeri superiori a quelli ufficiali".
I turisti stranieri più presenti sono, come da tradizione, i tedeschi, che nel 2014 hanno pesato per il 28,1%, seguiti da francesi, statunitensi e britannici, assestati singolarmente intorno al 6,4%.
L'incidenza di questi Paesi sul totale delle presenze tende però a diminuire passando nell'ultimo decennio dal 53,9% al 47,3%, anche a causa della maggiore incidenza nello stesso periodo di turisti provenienti dalla Russia, che ha registrato un aumento dall'1,2% al 3,7%, dalla Polonia (dall'1,3% al 2,3%) e dalla Cina (dallo 0,9% all'1,9%).
Altro trend positivo, quello di alcune regioni meridionali. In particolare le più dinamiche rispetto al mercato turistico internazionale sono state Puglia e Basilicata, dove le presenze di turisti stranieri sono aumentate, rispettivamente, del 54,7% e del 35,9% nel quinquennio 2009-14.
Anche secondo le aspettative degli operatori del settore, emerse dall'ultima indagine congiunturale organizzata nella seconda metà di maggio dal CISET-Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turistica presso un campione rappresentativo di imprese turistiche italiane, le valutazioni sono ottimistiche e si prepara un'estate di crescita per il turismo in Italia.
Secondo gli intervistati, tra maggio e ottobre, gli arrivi dei turisti stranieri in Italia dovrebbero aumentare del +1,8%, mentre le presenze del +1,6% rispetto all'estate 2015. Crescita più consistente per il turismo domestico: +2,0% per i flussi e +1,5% per le notti. Positiva anche l'evoluzione del fatturato del turismo in Italia: +0,7%, trainato dalla crescita della spesa dei turisti stranieri, ma anche da una maggiore disponibilità a spendere da parte degli italiani. 
La ripresa economica risulta uno dei fattori motore di questo andamento, ma rispetto all'estate 2015, aumenta l'importanza di altri aspetti, quali la questione sicurezza che per gli operatori spingerebbe gli stranieri a scegliere l'Italia e gli italiani a rimanere entro i confini nazionali, e la qualità dell'offerta e delle politiche promozionali. Su quest'ultimo punto, tra gli intervistati c'è divergenza di opinioni in merito al fatto se e in che misura l'Italia sia competitiva rispetto ad altre destinazioni in termini di rapporto qualità-prezzo.

banner hotel pineta

Tra i prodotti turistici più gettonati, ai primi posti si collocano l'agriturismo e il turismo verde, seguiti dal turismo culturalee d'arte e dal turismo fitness e benessere.
Anche il turismo balneare è ritornato in auge fin dalla scorsa stagione, sopravanzando le crociere. Buone risultano le performance della vacanza ai monti e del soggiorno termale tradizionale, mentre pressoché stabile il turismo lacuale.  
Calo "fisiologico" per il turismo d'affari e quello per convegni e congressi, soprattutto nei mesi centrali. 
Per gli Italiani che invece faranno una vacanza all'estero le destinazioni preferite saranno, quelle europeea breve-media distanza, localizzate prevalentemente in Sud ed Est Europa (Spagna e isole, Grecia e isole, ma anche Croazia e Slovenia). In leggera crescita anche il Nord Europa (Regno Unito e Scandinavia) e le Americhe, così come l'Asia Nord-Orientale, in particolare la Thailandia. Rimane pressoché stabile l'Europa centrale, mentre in tendenziale flessione il resto dell'Asia e l'Oceania.

Si conferma, infine, la forte contrazione della domanda verso la sponda africana del Mediterraneo e il Medio Oriente. 

Commenta