WWF, nasce il borsino delle specie

WWF, nasce il borsino delle specie

Primo rapporto del WWF sulla Biodiversità con il contributo della Società Italiana di Ecologia: nel nostro Paese è presente il 30% delle specie animali e il 50% di quelle vegetali europee, ma il 31% dei vertebrati è a rischio di estinzione.

orso-bruno-marsicano

Il nostro è un pianeta ricchissimo di vita, abitato da circa 5 milioni di specie animali e vegetali, con 18.000 nuove specie tra fauna e flora descritte ogni anno e 49 scoperte al giorno negli angoli più remoti del globo, a formare un sistema che supporta non solo la natura, ma anche l’uomo e i suoi organismi economici e sociali. 

Allo stesso tempo, però, il tasso di estinzione dovuto alle attività umane è di 1.000 volte superiore al tasso di estinzione naturale, con popolazioni di vertebrati diminuite di un terzo negli ultimi quarant’anni, 21.286 specie a rischio estinzione su 71.576 considerate dall’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), e un’impronta fisica dell’uomo sul pianeta pari a quasi il 50% di tutte le terre emerse, con ormai solo un quarto della biosfera in una situazione ancora “selvatica”. 

Ecco la fotografia che emerge dal primo rapporto WWF sulla biodiversità, in Italia e nel mondo, realizzato con il contributo della Società Italiana di Ecologia e presentato a Roma nei giorni scorsi insieme a due messaggi lanciati con forza: il primo alle Istituzioni, per dare valore al capitale naturale, anche in occasione della Conferenza Nazionale sulla Biodiversità organizzata dal Ministero dell’Ambiente l’11 e il 12 dicembre. Il secondo ai cittadini, per dare un supporto concreto all’azione di tutela attraverso adozione simbolica, in vista del Natale, di una specie a rischio estinzione o di uno dei celebri panda di cartapesta che fino al 17 dicembre sono all’asta su eBay, in edizione limitata e personalizzata da artisti, ragazzi delle scuole d’arte e personaggi amati dal grande pubblico come Fiorello, Aldo Giovanni e Giacomo, i Negramaro, Elisa e tanti altri.

Il mondo ha perseguito modelli di sviluppo basati sulla crescita continua che hanno intaccato drammaticamente il capitale naturale del pianeta, senza il quale non può esistere né benessere né sviluppo per l’intera umanità - ha detto Gianfranco Bologna, direttore scientifico WWF Italia e curatore del rapporto - Mettere in conto la natura è la nostra vera legge di stabilità. Alle istituzioni chiediamo di porre al centro dei sistemi politici ed economici il capitale naturale e gli straordinari servizi che gli ecosistemi ci offrono, gratuitamente, tutti i giorni, perché solo così potremo avere una politica sana che mira al benessere e allo sviluppo delle persone. Ai cittadini chiediamo di sostenere il nostro impegno quotidiano perché questo capitale naturale sia sempre al sicuro e vitale, a beneficio della natura e del nostro futuro sul pianeta”.

Le specie bandiera 

I numeri delle specie bandiera (una "Specie"specie selezionata per la sua "Specie a rischio" vulnerabilità che necessita di essere  o "Ambientalismo"preservata) su cui il WWF concentra la propria azione sono drammaticamente bassi: del rinoceronte di Giava restano appena 50/60 individui, 270 del rinoceronte di Sumatra, minacciati dalla deforestazione, di tigri restano 3.200 individui, con 3 sottospecie su 9 già estinte, la lince iberica conta tra gli 80 e i 140 individui; gli elefanti africani, di foresta e di savana, contano 400.000-580.000 individui, ma erano 1.300.000 negli anni ’70 e di elefanti indiani restano appena 4.000-50.000; i gorilla di montagna sono 860/880, decimati da deforestazione e ricerca del petrolio. Infine, sono solo 1.600 i panda giganti. 

I numeri dell'Italia

Il rapporto del WWF fotografa anche la situazione italiana e stila il “borsino delle specie” per indicare chi sale e chi scende. 

In generale migliorano le condizioni di alcune nostre specie simbolo, ma si stima che il 31% dei vertebrati in Italia sia tutt'ora a rischio estinzione. 

Rispetto al totale di specie presenti in Europa, in Italia si contano oltre il 30% di specie animali e quasi il 50% di quelle vegetali, su di una superficie di circa 1/30 di quella del continente. La fauna è stimata in 58.000 specie, di cui circa 55.000 di invertebrati (95%), 1.812 di Protozoi (3%) e 1265 di vertebrati (2%), con un’incidenza complessiva di specie endemiche pari a circa il 30%. La flora è costituita da oltre 6.700 specie di piante vascolari (di cui il 15% endemiche), 851 di muschi e 279 epatiche. Per quanto riguarda i funghi, sono conosciute circa 20.000 specie di Macromiceti e Mixomiceti. Complessivamente il 12% del territorio italiano è tutelato da aree protette, in linea con gli obiettivi delle convenzioni internazionali, mentre il 21% del paese rientra nella Rete Natura 2000, ovvero Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone a Protezione Speciale (ZPS) identificate in risposta alle direttive europee Habitat e Uccelli.

Chi sale e chi scende

Tra le specie che salgono, il lupo (da 100 esemplari nel 1970 a circa 1.500 oggi); l'orso delle Alpi (da 3-5 nel 1990 a più di 40); il camoscio appenninico da 600 nel 1990 a circa 2.000; il grifone da 20 coppie nel 1990 a più di 100 coppie; l'airone guardabuoi che non era più presente nel 1980, oggi conta più di 1000 coppie. La cicogna bianca è passata da 0 a 100 coppie dal 1970 a oggi; il fenicottero, assente nel 1980, è oggi specie simbolo con 3000 coppie. Sono invece in forte contrazione specie come la gallina prataiola che nel 1970 contava 1.000 esemplari in Puglia mentre oggi sono 5-10; il gambero di fiume, che ha perso il 90% del proprio areale dal 1960 a oggi e altri come il gallo cedrone, la pernice bianca, l’ululone, la tartaruga marina e le testuggini d’acqua e di Hermann, di cui non ci sono dati numerici precisi, ma che hanno subito un potente declino. Mentre sono stabili su numeri bassissimi specie simbolo come l’orso bruno marsicano, con 40-46 individui, la foca monaca o la lince, queste ultime due ridotte a pochissimi individui.

Un decalogo per la tutela della Biodiversità

In occasione della Conferenza Nazionale sulla Biodiversità, il WWF lancia 10 proposte per tutelarla: 

istituzione di un Comitato per il capitale naturale;

legge per la contabilità ecologica;

un Pon Ambiente per raggiungere gli obiettivi della Strategia Nazionale per la Biodiversità (Sbn);

identificazione di compiti e responsabilità ai diversi livelli istituzionali;

rafforzamento da parte del Ministero dell’Ambiente dell’azione integrata delle aree protette nazionali;

introduzione di un nuovo capitolo nel bilancio del Ministero dell’Ambiente per l’attuazione della Sbn;

azione informativa sulla Sbn;

procedure di Valutazione Ambientale Strategica;

introduzione di strumenti per il Pagamento dei Servizi Ecosistemici nei bilanci pubblici e nei settori privati;

catalogo dei sussidi dannosi o favorevoli. 

 


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