L'organizzazione Meteorologica Mondiale, a margine del Rapporto sullo stato del Clima del 2016, lascia intendere che l'anno in corso ci riserverà ulteriori record di effetti meteorologici e climatici estremi, Nel frattempo per la Giornata della Meteorologia ha messo online il nuovo Atlante internazionale delle nubi.

In occasione dell'evento celebrativo della Giornata Mondiale della Meteorologia (23 marzo 2017), l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha lanciato il nuovo Atlante internazionale delle nubi (International Cloud Atlas) per mezzo del quale tutti coloro che vogliano trovare una nube, collegandosi al link https://www.wmocloudatlas.org/search-image-gallery.html, tramite un percorso guidato giungono alla foto e alla descrizione della nube o più semplicemente, cliccando sulle foto si ha la descrizione.

Il sistema di classificazione delle nubi attualmente adottato venne ideato nel 1803 da Luc Howard, autore del volume "The essay on the modification of clouds'" in cui attribuiscono alle nuvole nomi latini. Il catalogo prevede circa 100 diverse combinazioni e tipologie, ottenute da 10i generi di nubi, suddivisi per specie.
In Italia, un grande contributo di conoscenza venne da Luigi Taffara (1881-1966) con la sua opera "Le nubi'" pubblicata nel 1917 e composta di una parte descrittiva e una seconda parte a forma di atlante.
"Rispetto al passato il nuovo atlante presenta alcune importanti novità - ha spiegato Marina Baldi dell'Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr) - Oltre alle nubi classiche vengono per la prima volta introdotte le nubi speciali: l'Homogenitus, il nome dal latino che significa 'nubi dovute alle attività umane', quali le scie di condensazione o contrails generate dagli aerei, quelle che una 'bufala' purtroppo diffusa definisce 'scie chimiche', e le Asperitas: (nubi dalle forme convolute e drammatiche, che ricordano la superficie di un oceano in tempesta). È stata inserita nell'Atlante anche la specie Volutus, dal latino 'che si avvolge', che comprende le roll clouds, enormi rotoli di vapore simili a un cilindro o rotolo, a volte arrotondati e disposti orizzontalmente".

Oltre al nuovo Atlante, WMO ha pubblicato il suo annuale Rapporto "State of the Global Climate" basato su più set di dati internazionali raccolti in modo indipendente da centri di analisi del clima e dei servizi idrogeologici dei Paesi appartenenti al WMO.

"Questo Rapporto conferma che il 2016 è stato il più caldo mai registrato, al di sopra di 1,1 °C rispetto alla temperatura prima della rivoluzione industriale e 0,06 °C in più del precedente record stabilito nel 2015. Dati che sono coerenti con gli altri cambiamenti che si sono verificati nel sistema climatico - ha sottolineato Petteri Taalas, Segretario generale WMO - A livello globale la media delle temperature della superficie del mare sono state anch'esse le più calde mai rilevate, il livello medio del mare ha continuato ad aumentare e l'estensione della banchisa artica è stata ben al di sotto della media nella maggior parte dell'anno. Con i livelli di CO2 in atmosfera che stanno registrando nuovi record, l'influenza delle attività umane sul clima è sempre più evidente".

A dare ulteriore impulso agli scenari evidenziati nel 2016, il WMO ha citato gli ultimi studi e dati, non inclusi nel Rapporto, che lasciano supporre che le condizioni a cui andremo incontro nel 2017 non saranno di certo migliori, con l'accumulo di CO2 in atmosfera che continua a non diminuire.
"Anche se il forte El Niño del 2016 si è dissipato, stiamo assistendo ad altri sconvolgimenti in tutto il Pianeta, tali da sfidare la nostra conoscenza scientifica del clima - ha affermato David Carlson, Direttore World Climate Research Programme - Ora stiamo entrando in territorio veramente sconosciuto".

Almeno per 3 volte in questo inverno, l'Artico ha sperimentato 3 ondate di calore, accompagnate da violente tempeste atlantiche che hanno introdotto un afflusso di aria calda ed umida. Questo significa, sottolinea l'Organizzazione, che al culmine dell'inverno artico e del periodo di costituzione dei ghiacci marini, ci sono stati giorni in cui si è stati vicini al punto di fusione del ghiaccio. Anche la banchisa antartica ha raggiunto un minimo storico, contrariamente alla tendenza registrata negli ultimi anni.

La ricerca scientifica indica che i cambiamenti nella regione artica e lo scioglimento della banchisa stanno provocando, a scala più grande, una modifica dei regimi della circolazione oceanica e atmosferica, che si riverbererà sulle condizioni meteorologiche in altre regioni del mondo attraverso le ondate di correnti a getto, un rapido movimento in alta quota di masse d'aria in grado di regolare le tempeste.
Così, per effetto di questi fenomeni il Canada e gran parte degli Stati Uniti hanno avuto un tempo insolitamente mite, mentre altre aree, come per esempio la penisola arabica e l'Africa settentrionale all'inizio del 2017 hanno registrato temperature insolitamente basse. Negli USA in febbraio sono stati polverizzati 11.743 record locali di caldo, seconda la NOAA, e in Australi, gli Stati del Nuovo Galles del Sud, del Queensland meridionale, dell'Australia del Sud e del Victoria settentrionale, hanno avuto record di caldo.

"Se il 4 novembre 2016 sarà ricordato come una data storica per l'entrata in vigore dell'Accordo di Parigi sul clima - ha osservato Taalas - è fondamentale tuttavia che tale Accordo si si attui concretamente perché la comunità globale affronti i cambiamenti climatici attraverso il contenimento dei gas serra, la promozione della resilienza e l'integrazione delle misure di adattamento nelle politiche nazionali di sviluppo".

In copertina il mese di Agosto del Calendario delle Nuvole 2017 del WMO