La Commissione UE ha adottato una Comunicazione per ridurre l’impatto ambientale degli edifici ristrutturati e di nuova costruzione, creando nuovi posti di lavoro, migliorando l’efficienza delle risorse, aumentando le informazioni disponibili circa le prestazioni ambientali.

Green building

Completiamo con l’analisi della Comunicazione “Opportunità di efficienza delle risorse nel settore delle costruzioni” il pacchetto delle misure, tra loro correlate e interdipendenti, che la Commissione UE ha adottato il 2 luglio 2014 per favorire la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio ed efficiente nell’uso delle risorse e dei consumi energetici.
Per le altre Comunicazioni:
- Economia circolare e nuovi obiettivi di riuso e riciclaggio dei rifiuti;
- Iniziativa lavori verdi;
- Piano d’azione verde per le piccole e medie imprese.
Il settore delle costruzioni svolge un ruolo importante nell'economia europea, ma è anche un grande consumatore di prodotti intermedi (materie prime, sostanze chimiche, apparecchiature elettriche ed elettroniche, ecc.) e servizi correlati. Data la sua importanza economica, l'andamento del settore delle costruzioni può incidere in modo significativo sullo sviluppo dell'intera economia.

La qualità delle costruzioni ha anche un impatto diretto sulla qualità di vita dei cittadini europei. Non da ultimo, la prestazione energetica degli edifici e l'efficienza d'uso delle risorse nella produzione, nel trasporto e nell'uso dei prodotti destinati alla costruzione di edifici e infrastrutture hanno un impatto rilevante dal punto di vista dell'energia, dei cambiamenti climatici e dell'ambiente. Perciò, la competitività delle imprese di costruzioni è dunque un tema importante non solo per la crescita e l'occupazione in generale, ma anche per la sostenibilità del settore a cui la Comunicazione della Commissione UE "Una tabella di marcia verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050" attribuisce un contributo efficace sotto il profilo dei costi del settore delle costruzioni, quantificabile in una riduzione del 40-50% nel 2030 e del 90% circa nel 2050. Inoltre, attraverso un aumento delle attività in alcuni settori molto promettenti come la ristrutturazione degli edifici e le infrastrutture, il settore potrebbe dare un contributo significativo alla realizzazione della Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Con la Comunicazione “On Resource Efficiency Opportunities in the Building Sector” la Commissione formula nuove proposte per ridurre l’impatto ambientale degli edifici ristrutturati e di nuova costruzione, migliorando l’efficienza delle risorse e aumentando le informazioni disponibili circa le prestazioni ambientali degli edifici. Ne dovrebbero conseguire impatti positivi:
- per l’ambiente: quasi metà del consumo finale di energia e dei materiali estratti dell’UE, oltre a circa un terzo del consumo di acqua dell’UE sono connessi alla costruzione e all’occupazione di edifici;
- per il settore dell’edilizia: genera quasi il 10% del PIL e rappresenta 20 milioni di posti di lavoro;
- per gli occupanti: gli edifici sostenibili sono meno costosi da gestire e mantenere e hanno anche effetti positivi sulla salute e il benessere di coloro che li occupano.

Il settore edile dovrebbe guardare alle proposte adottate oggi come a un’opportunità per innovare e attirare nuovi talenti - ha affermato Michel Barnier, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario facente funzione per l’Industria e l’imprenditoria - Le nuove tecnologie offrono grandi potenzialità, non soltanto per le costruzioni nuove, ma anche per la ristrutturazione di milioni di edifici esistenti per trasformarli in edifici ad alta efficienza energetica. Non lasciamoci sfuggire questa opportunità”.
La costruzione, l’utilizzo e la demolizione degli immobili hanno spesso un notevole impatto sull’ambiente. Sebbene negli ultimi anni il settore dell’efficienza energetica nell’Unione europea abbia compiuto progressi notevoli, sono poche le informazioni disponibili in merito alle prestazioni ambientali complessive degli edifici. Alcune ricerche hanno dimostrato che il 79% dei nuclei familiari in tutta Europa vorrebbe poter tener conto degli aspetti ambientali nell’affitto o nell’acquisto di un immobile. Ciononostante, meno del 1% degli edifici in Europa è stato valutato sotto questo aspetto.

Secondo la Commissione UE, le proposte contenute nella Comunicazione consentirebbero ad architetti, fabbricanti di prodotti da costruzione, costruttori e a tutti coloro che vogliono affittare o acquistare un immobile l’accesso a informazioni di migliore qualità circa gli aspetti ambientali e sanitari coinvolti. Gli impatti ambientali delle diverse opzioni in materia di progettazione, costruzione, uso e demolizione potrebbero essere confrontati più facilmente, il che permetterebbe a sua volta di aumentare gli incentivi a favore degli edifici sostenibili in tutta l’UE. Si ritiene che si potrebbero creare 400.000 nuovi posti di lavoro nel rendere gli edifici più efficienti, secondo quanto prevede la nuova Direttiva sull’Efficienza Energetica
Si parla molto dell’efficienza energetica degli edifici, ma dobbiamo guardare anche al quadro d’insieme - ha sottolineato a sua volta il Commissario UE per l’Ambiente, Janez Potočnik - Una migliore informazione dei cittadini in merito alle prestazioni ambientali è un modo sicuro per migliorare le prestazioni complessive dei nostri edifici. Fa bene all’ambiente, alla salute dei cittadini e ai loro portafogli”.

A tal fine, in collaborazione con le parti interessate e le autorità nazionali, la Commissione elaborerà un quadro con un numero limitato di indicatori per valutare l’efficienza ambientale degli edifici. Lo scopo è fornire uno strumento che possa essere utilizzato in tutta Europa dai privati ma anche dalle autorità pubbliche.
L’anno scorso da una Consultazione pubblica è emerso che tale quadro costituirebbe un elemento importante per stimolare l’offerta e la domanda di edifici più rispettosi dell’ambiente.
La prima serie di indicatori dovrebbe essere disponibile entro due o tre anni. In seguito, saranno raccolte informazioni che avranno un impatto graduale sugli edifici nuovi e ristrutturati.
Questi indicatori prenderanno in considerazione almeno queste aree:
- utilizzo totale di energia, compresa l'energia incorporata dei prodotti e dei processi di costruzione;
- uso dei materiali e il loro impatto ambientale incluso;
- durabilità dei prodotti da costruzione;
- progettazione in funzione dello smantellamento;
- gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione;
- contenuto del riciclato nei materiali e prodotti da costruzione;
- consumo di acqua durante la costruzione;
- intensità di uso degli edifici (per lo più pubblici), per esempio, la funzionalità flessibile per utenti diversi durante i tempi diversi della giornata;
- comfort interno.

L’iniziativa proporrà approcci volti al riconoscimento reciproco o all’armonizzazione dei diversi metodi di valutazione esistenti, anche al fine di renderli più funzionali e accessibili dal punto di vista economico per le imprese di costruzione, le compagnie di assicurazione e gli investitori.