Virus trasmesso da pipistrelli della frutta

Virus trasmesso da pipistrelli della frutta

Scoperta l’origine della grave epidemia che ha fatto vittime nel Sud-est asiatico.

Pteropus giganteus

Chi penserebbe mai che dei piccoli animali che si nutrono di frutta possano essere la causa di un’epidemia da virus che quest’anno ha già causato 10 morti?
Nipah virus, è questo il nome della malattia che trae origine dal villaggio di Slungai Nipah (Malaysia), dove l’agente eziologico è stato isolato per la prima volta nell’uomo nel 1999.
I primi casi umani risalgono al 1996, anche se l’identificazione del virus è avvenuta nel 1999. Le vittime in Malaysia furono un centinaio.

In considerazione delle aree colpite è stata coniata la definizione “fascia di Nipah”, che comprende un gruppo di 10 distretti (Meherpur, Noagoan, Rajbari, Faridpur, Tangail, Thakurgaon, Kushtia, Manikgonj, Rajshahi, e Lalmonirhat).

L’infezione è provocata dal consumo del succo delle palme da dattero contaminato da urina o saliva dei pipistrelli della frutta (Pteropus giganteus), gli animali che ospitano il virus.
Tra dicembre e febbraio, il succo delle palme che è una bevanda molto comune nelle aree rurali del Paese viene raccolto.
Il succo una volta assunto infetta il corpo umano e può essere trasmesso mediante contatto fisico da uomo a uomo.

All’inizio, l’infezione può essere priva di sintomi evidenti o presentare segni clinici di lieve entità. Il periodo d’incubazione varia dai 4 ai 18 giorni. Nelle forme lievi presenta un quadro simile allo stato influenzale, mentre in quelle più gravi può indurre al coma e infine alla morte.
Questa malattia non ha al momento né cure né farmaci che riescano a contrastarla. L’unico rimedio è costituito dalla prevenzione, informando le persone affinché non assumano il siero tossico, evitando cioè di bere il siero ottenuto dalle palme da datteri.

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) anche se le epidemie di Nipah non sono elevate, questo virus è, comunque, molto pericoloso perché può contagiare un gran numero di animali e provocare malattie gravi, come infiammazioni al cervello o malattie respiratorie.

Infezioni dovute a questo virus hanno colpito per la prima volta suini negli allevamenti in diverse province della Malaysia.
Nel 1999, si erano verificate altre epidemie a Singapore, mentre in Bangladesh nel 2001, 2003 e 2004.
Secondo i dati dell’Istituto di Epidemiologia, Controllo e Ricerca delle Malattie, il virus ha fatto registrare 188 casi e 146 decessi, compresi 12 contagi e 10 morti nel 2013.

L’epidemia ha avuto anche una traduzione cinematografica in “Contagion”, film presentato al 68° Festival del cinema di Venezia, nel 2011.
Il film, diretto dal regista Steven Soderbergh, ha fatto incassare 60 milioni di dollari.
La storia personale dei protagonisti si intreccia alla diffusione del virus che viene individuato dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention) come un mix indotto da materiale genetico di maiali e pipistrelli.


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