Ad illustrare la qualità della vita di Agugliano è il Sindaco Sauro Lombardi

agugliano

Ad Agugliano si sta bene.
Parola di chi fugge dalla città per cercare rifugio nella tranquillità delle colline dell’anconetano. 
Vicina quanto basta ai maggiori centri urbani della Provincia (Ancona, Chiaravalle, Falconara M. ma, Osimo, Jesi) e alla principali arterie di comunicazione e alle più importanti infrastrutture di collegamento, ma lontana a sufficienza dal caos della città, Agugliano è per molte giovani coppie e per molti lavoratori della Provincia, il posto ideale dove mettere su casa. 

Situata su un poggio che si innalza tra dolci rilevi collinari, a 203 m.s.l.m., sul versante destro del basso corso del fiume Esino, con i suoi pochi abitanti (4.713), distribuiti nel centro cittadino, oltre che nelle frazioni di Castel D’Emilio, Borgo Ruffini, la Chiusa e il Molino, Agugliano è il giusto compromesso tra paese e città, dove è possibile recuperare la vivibilità e la tranquillità del paese, senza rinunciare, però, alle comodità della città.

Agugliano, infatti, dista appena 15 km da Ancona e può contare su di un efficace sistema di collegamenti viari: la ferrovia e la strada statale n. 16 Adriatica si trovano a soli 9 km dall’abitato, mentre i caselli di Ancona Nord e Ancona Sud dell’autostrada A14 sono situati rispettivamente a 9 e 15 chilometri, proprio come l’aeroporto e il porto.
Ben collegato e ben servito, il paese è stato oggetto negli ultimi dieci anni di un vero e proprio boom urbanistico. Traffico, smog e urbanizzazione sono così entrati di recente nell’agenda dell’Amministrazione comunale, chiamata oggi a fare i conti con problemi ambientali del tutto nuovi.

Ad illustrare le nuove sfide che si aprono all’amministrazione comunale, oltre che i consueti problemi, tipici di un paese di collina, è Sauro Lombardi, Sindaco di Agugliano con delega anche all’Urbanistica, all’Edilizia privata, alla Viabilità e alla Polizia municipale.

Quali sono le problematiche ambientali di Agugliano?
Le problematiche ambientali di Agugliano sono comuni a molti altri paesi collinari del territorio provinciale. Per via della sua conformazione morfologica, simile a quella di molti altri Comuni dell’anconetano, le criticità ambientali con cui Agugliano, ormai da tempo, deve fare i conti riguardano soprattutto la gestione dei fiumi e dei fossi di scolo delle acque. A tali criticità negli ultimi anni si è aggiunta un’altra problematica, seppur circoscritta, per via delle ridotte dimensioni del nostro Comune, quella relativa all’inquinamento da polveri sottili.
Quello delle PM10 è diventato un problema anche in un Comune piccolo come il nostro che negli ultimi 10 anni ha vissuto un vero e proprio boom dal punto di vista dell’urbanizzazione, dovuto al trasferimento di molte coppie giovani e di molti lavoratori che hanno deciso di abbandonare la città per rifugiarsi ad Agugliano, dove il costo del mattone è più abbordabile e la qualità della vita nettamente superiore ad Ancona.
Ecco allora che il trasferimento ad Agugliano per molti ha rappresentato una scelta di vivibilità, oltre che economica e strategica.
Vicina ai principali collegamenti infrastrutturali (statale, autostrada, porto, aeroporto), Agugliano è anche a due passi dai principali centri dell’anconetano (Ancona, Falconara, Chiaravalle, Osimo, Jesi).
L’aumento dell’urbanizzazione ha creato, tuttavia, anche un aumento del traffico veicolare.
Traffico e trasporti sono diventati, anche in un paesino di ridotte dimensioni che conta più di 4000 abitanti, un problema reale e non ancora risolto.
L’aumento del traffico intercomunale, infatti, ha creato problemi anche in centro a causa di una vecchia strada provinciale che lo attraversa.
Per uscire dalla città, infatti, è necessario attraversarlo. Di qui il progetto di una variante al tracciato della provinciale che transiti fuori dal centro abitato, un tracciato teleriscaldamento alimentato da una centrale a biomasse. Il nuovo impianto di Trigenerazione Centralizzato con Rete di Teleriscaldamento, a servizio dei nuovi insediamenti e destinato anche alla riconversione dei vecchi stabilimenti, soddisferà il fabbisogno energetico degli abitanti serviti e provvederà, utilizzando biomassa legnosa e gas-metano di rete, alla produzione contemporanea di energia termica per il riscaldamento, acqua calda sanitaria, energia di raffrescamento ed energia elettrica.

Cosa chiedono i cittadini per rendere più “green” Agugliano?
Tutti, purtroppo, vogliono il giardino a casa propria e i problemi a casa degli altri.
È un modo di dire che ad Agugliano vale soprattutto per le discariche e per i campi fotovoltaici.
Per questi ultimi, in verità, recentemente c’è stata una correzione delle normative per quanto riguarda la loro istallazione a terra.
La stessa Regione Marche avrebbe provveduto ad individuare le aree non idonee.
Ma andiamo con ordine.
Partiamo dal problema dei rifiuti. Fino al 2004 ad Agugliano il problema rifiuti non è stato preso in considerazione. Solo successivamente insieme ad altri quattro Comuni della zona, ovvero ai cosiddetti Comuni dell’Unione dei Castelli, simili ad Agugliano per dimensioni e problematiche (Camerata Picena, Polverigi, Offagna e Santa Maria Nuova) abbiamo iniziato a gestire il servizio in maniera congiunta, alternativo che costituisca un collegamento diretto tra la S.P n. 4 che da Torrette arriva ad Agugliano con il tratto che da Agugliano porta a Polverigi e a Osimo.
Si tratta di una soluzione che potrebbe alleggerire il carico di traffico che attualmente pesa all’interno di Agugliano e che conseguentemente potrebbe contribuire a ridurre anche l’inquinamento da PM10 da questo causato.
Si consideri che, secondo gli ultimi provvedimenti sulle polveri sottili, messi a punto lo scorso anno dalla Regione Marche, anche Agugliano rientra nella fascia dei Comuni del circondario di Ancona soggetti alle stesse norme del capoluogo.
Se la variante potrebbe contribuire a liberare Agugliano da traffico e smog e a dare al centro cittadino una boccata d’ossigeno, la sua realizzazione è ancora lontana. Il progetto è fermo da più di quattro anni.
A bloccarlo è la burocrazia che intralcia tutte le scelte che affrontano i prolemi e che pone il Comune in contrapposizione alla Provincia stessa. Ma questo non vale solo per il traffico e per la viabilità, ma anche per i fiumi o i corsi d’acqua soggetti alla gestione della Provincia.
Per quanto riguarda l’inquinamento da PM10 il Comune sta, tuttavia, lavorando per contenerlo. Per le nuove urbanizzazioni di Agugliano abbiamo, infatti, previsto riscaldamenti centralizzati.
Stiamo eliminando tutte le caldaie dei singoli appartamenti per la gestione del calore, dell’acqua calda e del raffrescamento d’estate e nell’Area di Lottizzazione IP 5, nella zona Quercettino Alto, stiamo realizzando anche un impianto di anticipando così la legge che obbliga i Comuni sotto i 5000 abitanti a gestire i servizi in associazione.
L’Unione dei Comuni ha stabilito di attivare e coordinare le attività dirette alla gestione congiunta del servizio di raccolta, trasporto, conferimento e avvio allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Tra mille difficoltà abbiamo iniziato questa gestione congiunta, alquanto complessa, in quanto obbliga gli amministratori ad abbracciare una diversa visione amministrativa che valica i confini territoriali comunali, allargando lo sguardo anche oltre e che mette al bando la concezione del “Sindaco-padrone” a favore di quella del “Sindaco-amministratore” dal momento che ogni politica e ogni scelta attuata da un Comune dell’Unione influenza necessariamente anche i Comuni confinanti.
Con l’adesione all’Unione abbiamo accantonato qualsiasi logica di confine e abbiamo iniziato a ragionare in un’ottica di sistema.
Ad inaugurare il cambio di rotta è stata la gestione dei rifiuti. Abbiamo così iniziato sul fronte dei rifiuti questa avventura congiunta che oggi prosegue anche su altri versanti. Tuttavia, l’impegno dell’Amministrazione per quanto riguarda i rifiuti, risale a ben prima dell’adesione di Agugliano all’Unione dei Comuni.
Già nel 2004 per incentivare la raccolta differenziata avevamo realizzato un’isola per il conferimento di rifiuti da parte dei cittadini, l’Isola Ecologica comunale “Differenzia”, un sistema adottato da circa un terzo della famiglie di Agugliano e snobbato da molti che, dopo le lamentele, hanno continuato ad ignorare l’iniziativa, frenando la raccolta differenziata ad Agugliano e impedendone così il decollo.
Qui, infatti, nonostante l’impegno dell’Amministrazione, la percentuale di raccolta differenziata si attesta intorno al 25%, un risultato del tutto insufficiente rispetto agli obblighi di legge.
Agugliano, dove l’amministrazione comunale spinge e promuove la raccolta differenziata, si trova così al pari di altri Comuni in cui la raccolta differenziata non è ancora arrivata.
Il nostro impegno è stato ininfluente e gli sforzi messi in atto vani.

Pensa che il “porta a porta” possa contribuire al decollo della raccolta differenziata?
Anni fa ritenevo il “porta a porta” una costrizione inutile e costosa.
Trovavo inutile costringere i cittadini a fare quello che avrebbero potuto fare volontariamente a costi minori.
Per questo trovavo assurdo il “porta a porta”.
Con l’impegno volontario dei cittadini, la raccolta differenziata sarebbe potuta decollare anche senza, con costi minori per tutti. Purtroppo, invece, dilaga una strana convinzione secondo cui quello che è fuori di casa non è competenza della famiglia.
Per questo la raccolta differenziata non cresce e non decolla.
Ecco allora che di fronte alla pigrizia dei cittadini, ci siamo convertiti al “porta a porta”.
Ci siamo così attrezzati e abbiamo indetto una gara di appalto per il sistema di raccolta “porta a porta” che, se da un lato aumenta i costi, dall’altro impone un obbligo ai cittadini, costringendoli a fare quello che avrebbero potuto fare liberamente. Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici a terra, qual è la posizione dell’Amministrazione comunale? Siamo convinti che gli impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica siano uno dei tanti sistemi per diminuire il problema della dipendenza dal fossile o dal petrolio, siano essi a terra o sui tetti.
La loro istallazione sui soli tetti, purtroppo non permette di raggiungere una percentuale di risparmio consistente e non contribuisce in maniera sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto.
Per questo abbiamo ritenuto opportuno puntare anche sul fotovoltaico a terra.
Dal 2005 ad oggi, tuttavia, abbiamo assistito ad un cambio di prospettiva anche da parte degli imprenditori. Contrariamente a quanto accade oggi, in quegli anni, infatti, non c’erano imprenditori disponibili ad istallare impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni.
Del resto, i tetti delle abitazioni non sono sufficienti: parliamo di 3 kW ogni abitazione e di 24 m2 per ogni abitazione.
L’amministrazione comunale, in campo energetico, ha tentato di percorrere tutte le strade possibili.
Dove era possibile abbiamo optato per il fotovoltaico sui tetti degli edifici, come ad esempio quelli realizzati sui tetti delle scuole medie o elementari o quello realizzato al cimitero, ma abbiamo sperimentato anche l’ipotesi del fotovoltaico a terra.
Ne abbiamo realizzato uno in un terreno individuato tra quelli ritenuti più idonei, su cui l’impianto sarebbe risultato meno impattante che altrove.
C’è stata anche un grande polemica sulla scelta del terreno, preceduta, tuttavia, da un’attenta valutazione affidata ad un nostro ingegnere.
Questo impianto se da un lato ci permette di attingere a nuove risorse e nuove entrate indipendenti dai trasferimenti statali, sul fronte energetico ci permette di raggiungere gli obiettivi di Kyoto.
Ma a parte tale impianto, il nostro impegno in campo energetico, si è spinto ben oltre: abbiamo proposto alle famiglie di affittarci il proprio tetto per realizzare degli impianti fotovoltaici.
Il meccanismo è semplice: noi realizziamo l’impianto di 3 kW sul tetto delle famiglie aggiudicandoci il contributo del GSE come rimborso dei costi sostenuti, mentre la famiglia che ci autorizza all’utilizzo del tetto per l’istallazione dell’impianto ne beneficia per il 50% del risparmio di energia.

Come hanno risposto le famiglie all’iniziativa?
L’iter burocratico non è ancora terminato.
Lo stiamo completando proprio in questi giorni.
Ci stiamo lavorando da circa tre anni. Fino ad oggi abbiamo ricevuto nel nostro Comune e in quello di Camerata Picena oltre un centinaio di richieste.
Sperimentalmente ne realizzeremo una decina.
Delle 130 domande ricevute è stato fatto un primo screening e abbiamo selezionato i primi dieci tetti su cui realizzeremo i primi dieci impianti.
La gestione dell’iter procedurale è stata complessa anche dal punto di vista formale e burocratico, vista l’incertezza dei contratti da applicare.
Duplice è l’obiettivo del progetto: si tratta, infatti, di un’ un’operazione ambientale, oltre che sociale, visto che, oltre a dare una spinta all’energia rinnovabile, l’iniziativa punta ad offrire alle famiglie locali una forma di risparmio energetico ed economico, a costo 0.