Verso l’Economia Circolare: la Commissione chiede agli europei nuove idee

Verso l’Economia Circolare: la Commissione chiede agli europei nuove idee

La Commissione Juncker, dopo le numerose critiche ricevute per aver sospeso dal Programma del 2015 la revisione delle Direttive sui Rifiuti, parte integrante del Pacchetto sulla Circular Economy, ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere pareri sulla strategia da adottare per impostare in modo nuovo e ambizioso la transizione verso l'economia circolare.
La Consultazione resterà aperta fino al 20 agosto 2015.

circular economy

Dopo le numerose critiche espresse da imprese della green economy e associazioni e organizzazioni ambientaliste, ma soprattutto da organi istituzionali come il Parlamento europeo e il Comitato delle Regioni e da alcuni Paesi membri, la Commissione UE sembra voler riconsiderare la sua posizione programmatica assunta formalmente il 16 dicembre 2014 di sospendere per il 2015 il Pacchetto sull’Economia Circolare.

La precedente Commissione Barroso aveva adottato il 2 luglio 2014 una Comunicazione “Towards a Circular Economy”, intesa a sviluppare un'economia più circolare, di cui la revisione delle 6 Direttive sui rifiuti per promuovere il riciclaggio degli Stati membri costituiva la parte essenziale, rendendo l'Europa più competitiva tramite la riduzione della domanda di risorse sempre più scarse e costose, e creando al contempo 2 milioni di nuovi posti di lavoro.

Tuttavia, la nuova Commissione Juncker, come sopra accennato, aveva deciso di sospendere la proposta di revisione delle Direttive sui rifiuti, per essere sostituita da “nuove, più ambiziose proposte previste alla fine del 2015 per promuovere l’economia circolare, come eufemisticamente dichiarato nel Programma di lavoro per il 2015.

Ora, la decisione della Commissione UE del 28 maggio 2015 di avviare una Consultazione pubblica per raccogliere pareri sulla strategia da adottare per impostare in modo nuovo e ambizioso la transizione verso l'economia circolare, sembra indicare una volontà di presentare quanto prima ed entro la fine dell’anno una nuova Strategia, comprensiva della riveduta proposta legislativa sui rifiuti e l’indicazione di un piano d’azione per l’economia circolare, che riguardi l’intera catena del valore e misure concrete con un chiaro valore aggiunto.

Nel Comunicato la Commissione UE sottolinea come sia in aumento la concorrenza per le risorse del pianeta e, in particolare, le materie prime essenziali siano concentrate al di fuori dell'Unione europea, per cui l’industria e la società europee dipendono dalle importazioni e sono sempre più vulnerabili all’aumento dei prezzi, alla volatilità dei mercati e alla situazione politica dei paesi fornitori. Al tempo stesso, in tutto il mondo le risorse naturali vengono spesso utilizzate in maniera non sostenibile, il che provoca ulteriori pressioni sulle materie prime, degrada l'ambiente e mette a repentaglio gli ecosistemi. Questa tendenza rischia di accentuarsi con l'evoluzione della popolazione mondiale e dei modelli di crescita economica.

A differenza del modello economico improntato al "prendi, produci e getta", nei sistemi a economia circolare i materiali e l'energia utilizzati per fabbricare i prodotti mantengono il loro valore più a lungo, i rifiuti sono ridotti al minimo e si utilizzano quante meno risorse possibili. La transizione verso un'economia più circolare in Europa oltre a promuovere la competitività, favorire la crescita e l'occupazione e proteggere l'ambiente, offrirà prodotti innovativi e più duraturi grazie ai quali si risparmieranno soldi e si migliorerà la qualità della vita.

"Lo sviluppo economico dell'Europa deve avvenire all'insegna della sostenibilità - ha dichiarato il primo Vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per la Qualità della legislazione, le Relazioni interistituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali, a capo del gruppo di lavoro che dovrà elaborare le nuove proposte - Non vi sono alternative: dobbiamo utilizzare le risorse in maniera più intelligente, progettare i prodotti in modo da poterli riutilizzare e riciclare, e fissare obiettivi ambiziosi per ridurre e riciclare i rifiuti. Oggi chiediamo ai cittadini di tutta Europa di darci spunti su come formulare politiche che stimolino lo sviluppo di un'economia verde competitiva in Europa e tutelino l'ambiente per le generazioni future”.

Le strategie che porteranno l'Europa a sviluppare un'economia circolare competitiva, secondo la Commissione UE, non dovranno limitarsi solo ai rifiuti, ma contemplare l'intero ciclo di vita dei prodotti, tenendo conto della situazione di ciascuno Stato membro, prevedendo, oltre ad azioni sul fronte dei rifiuti, interventi in materia di progettazione intelligente dei prodotti, riutilizzo e riparazione dei prodotti, riciclaggio, consumo sostenibile, livelli di riciclaggio, uso intelligente delle materie prime, rafforzamento dei mercati delle materie prime secondarie e misure settoriali specifiche.

La transizione verso un'economia circolare più sostenibile può creare opportunità per tutti e offrire all'Europa un nuovo vantaggio competitivo - ha aggiunto Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, nonché Membro del gruppo di lavoro - Vogliamo presentare un piano d'azione globale che incentivi sia i consumatori sia le imprese ad utilizzare le risorse in modo più efficiente. Per questo abbiamo bisogno del contributo di quanti operano nei diversi punti della catena del valore”.

I cittadini, le autorità pubbliche, le imprese e tutti gli altri soggetti governativi e non governativi interessati sono invitati a rispondere alle domande riguardanti i vari segmenti del ciclo economico e il loro ruolo nella transizione verso un'economia circolare.
La Consultazione resterà aperta fino al 20 agosto 2015.

Inoltre, il 25 giugno 2015 a Bruxelles si terrà una Conferenza dei Portatori di interesse “Closing the Loop. Circular Economy: boosting business, reducing waste”, aperta a tutti coloro che desiderano contribuire a dare forma alla politica europea in questo settore, i cui esiti confluiranno nel processo di consultazione.
 

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