L’OCSE propone le strategie di intervento per gli obiettivi di RIO+20
crescita verde

“Crescita verde significa promuovere la crescita e lo sviluppo economico e al contempo assicurare che il patrimonio naturale continui a fornire le risorse e i servizi ambientali sui quali si basa il nostro benessere. Per far ciò, è necessario accelerare gli investimenti e l’innovazione che renderanno possibile una crescita sostenuta e daranno vita a nuove opportunità di ordine economico”.

È quanto si può leggere nel Rapporto di 142 pagine “Towards Green Growth”, pubblicato dall’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE), dove si indica che la Green Economy può offrire nuove opportunità di crescita e di posti di lavoro pari a 1.000 miliardi di dollari entro il 2050, ma per raggiungere questo traguardo, secondo l’OCSE bisogna che i Governi di tutto il mondo adottino politiche di promozione dell’innovazione, degli investimenti e dell’imprenditorialità.


Un ritorno allo “status quo” sarebbe infatti poco saggio e, in ultima analisi, insostenibile. Un tale orientamento implicherebbe rischi che potrebbero generare costi umani e frenare la crescita e lo sviluppo economico. Ne potrebbero risultare:
- maggiore penuria idrica;
- colli di bottiglia nell’approvvigionamento di risorse;
- inquinamento atmosferico e idrico;
- cambiamenti climatici e perdita di biodiversità irreversibili.
Da qui sorge la necessità di strategie volte a realizzare una crescita più verde.

Fonti di crescita verde
La crescita verde ha il potenziale per fronteggiare le sfide economiche e ambientali e per introdurre nuove fonti di crescita tramite i seguenti canali.
• La produttività. Incentivi per una maggiore efficienza nell’uso delle risorse e del patrimonio naturale in modo da aumentarne la produttività, riducendo gli sprechi e il consumo energetico. Tali risorse devono essere impiegate per usi del massimo valore.
• L’innovazione. Opportunità di innovazione incoraggiate da politiche e condizioni quadro che rendano possibili nuovi modi di creazione di valore e di gestione delle problematiche ambientali.
• Nuovi mercati. Creazione di nuovi mercati tramite lo stimolo della domanda di tecnologie, prodotti e servizi verdi. Creazione di condizioni favorevoli a nuove opportunità di lavoro.
• La fiducia. Aumentare la fiducia degli investitori tramite una maggiore prevedibilità e stabilità circa i modi con cui i governi intendono gestire le principali questioni ambientali.
• La stabilità. Condizioni macroeconomiche più equilibrate, prezzi delle risorse meno volatili e consolidamento fiscale tramite, ad esempio, il riesame della composizione e dell’efficienza della spesa pubblica e l’aumento dei redditi attraverso l’attribuzione di un prezzo all’inquinamento.

La crescita verde può anche ridurre i rischi di impatti negativi sulla crescita generati da:
• Effetto “collo di bottiglia” che rendono gli investimenti più costosi, come avviene nel caso in cui vi è necessità di infrastrutture ad alta intensità di capitale allorché le riserve idriche diventano scarse o la qualità dell’acqua si riduce (ad esempio, impianti di desalinizzazione). A tale riguardo, la perdita di capitale naturale può eccedere i guadagni generati dall’attività economica e mettere a repentaglio la capacità di sostenere la crescita futura.
• Squilibri dei sistemi naturali che aumentano il rischio di conseguenze più profonde, inaspettate, altamente dannose e, talvolta, irreversibili, come è avvenuto per alcuni stock ittici e come potrebbe avvenire per la biodiversità se il cambiamento climatico dovesse proseguire con la stessa intensità. I tentativi di identificare potenziali soglie limite suggeriscono che alcune di queste sono già state oltrepassate (cambiamento climatico, cicli globali dell’azoto e perdita di biodiversità).

Un modello per la crescita verde
Non esiste una ricetta universale per l’applicazione di strategie di crescita verde. Il percorso di crescita di un’economia più “verde” dipende dalle politiche adottate e dal quadro istituzionale, dal livello di sviluppo, dalle disponibilità di risorse e dalle specifiche criticità ambientali. I Paesi avanzati, emergenti e in via di sviluppo fronteggiano sfide diverse e possono cogliere opportunità distinte; lo stesso può dirsi di Paesi con economie e situazioni politiche diverse.
Tuttavia, vi sono elementi comuni da considerare qualunque sia il contesto. L’aspetto più importante è che al centro di ogni strategia di crescita verde vi sia una buona politica economica. Una politica economica flessibile e dinamica è il migliore strumento di crescita e di transizione verso una crescita verde.
Per rendere la crescita “verde”, sarà necessario un utilizzo molto più efficiente delle risorse al fine di ridurre le pressioni sull’ambiente. Un uso e una gestione efficienti delle risorse sono gli obiettivi fondamentali della politica economica e ciò richiederà di attuare molti interventi fiscali e normativi in genere non associati a un’agenda “verde”. In ogni caso, si afferma nel Report, l’azione governativa richiede l’esame di un ampio ventaglio di politiche e non unicamente di quelle abitualmente considerate “verdi”.
Una strategia di crescita verde è basata sugli aspetti della politica economica e ambientale capaci di rafforzarsi a vicenda. Essa riconosce il pieno valore del capitale naturale quale fattore di produzione, nonché il ruolo che svolge nella crescita. Tale strategia mira a individuare dei metodi efficaci sotto il profilo dei costi, volti ad attenuare quelle pressioni ambientali che potrebbero ostacolare la transizione verso i nuovi percorsi di crescita che permetteranno di non superare le soglie ambientali critiche su scala locale, regionale e globale.
L’innovazione svolgerà un ruolo chiave. Con la tecnologia di produzione e i comportamenti attuali dei consumatori, è possibile ottenere esiti positivi solo fino a un certo punto; al di là di questo, infatti, l’esaurimento del capitale naturale avrà conseguenze negative sulla crescita generale. Non sempre sappiamo dove sia situata tale frontiera, ma sappiamo che la capacità di sostituire il capitale riproducibile (come le macchine) con capitale naturale (esaurito) è limitata in assenza di innovazione. L’innovazione può contribuire, spostando tale frontiera, a disgiungere la crescita dall’esaurimento del capitale naturale.
Una strategia della crescita verde è anche consapevole del fatto che, utilizzando il PIL quale misura del progresso economico, in genere si tralascia il contributo del patrimonio naturale alla ricchezza, alla salute e al benessere. Pertanto, essa mirerà ad ampliare il ventaglio di indicatori del progresso affinché questi includano anche la qualità e le diverse componenti della crescita, nonché l’impatto di quest’ultima sulla ricchezza e il benessere individuale. Per tale ragione, e per tante altre, la crescita verde è una componente essenziale dello sviluppo sostenibile (vedi box).
I costi in termini economici generati dalle emissioni di alcuni inquinanti e l’eccessivo sfruttamento di alcune risorse sono relativamente noti. Una volta che le giuste politiche saranno applicate, i benefici ottenuti saranno evidenti.
In alcuni casi, l’entità dei vantaggi derivati dalla conservazione dei servizi ambientali, ovvero le risorse che l’uomo reperisce nella natura, nonché i tempi con cui tali vantaggi si manifestano sono incerti dal momento che le interazioni tra servizi ambientali, cambiamento climatico e biodiversità sono complessi. Tuttavia, le azioni intraprese oggi per proteggerci da esiti sfavorevoli, irreversibili o addirittura catastrofici possono evitare costi notevoli domani.
Le decisioni in materia di politica economica devono integrare una prospettiva di più lungo termine. Vi è un forte legame tra modelli di crescita e cambiamenti tecnologici che crea una dipendenza dal percorso seguito nonché vincoli tecnologici e istituzionali. Gli impatti ambientali sono altresì cumulativi e talvolta irreversibili. Ciò implica nessi molto stretti tra le decisioni prese oggi e le opportunità economiche di domani.

“Questo Rapporto mostra che verde e crescita possono coesistere - ha dichiarato il Segretario generale dell’OCSE José Angel Gurrìa - Con le giuste politiche in atto, siamo in grado creare posti di lavoro, aumentare la prosperità, preservare il nostro ambiente e migliorare la qualità della vita. Tutti allo stesso tempo”.

CRESCITA VERDE E SVILUPPO SOSTENIBILE

Lo sviluppo sostenibile fornisce un importante contesto di analisi per la crescita verde. La Green Growth Strategy dell’OCSE si giova del nucleo fondamentale delle analisi e degli sforzi politici compiuti dopo la Conferenza di Rio tenutasi vent’anni fa. Essa sviluppa un’agenda chiara e mirata per tenere fede a numerose aspirazioni a favore dello sviluppo sostenibile defi nite a Rio de Janeiro. La crescita verde non è stata concepita in sostituzione dello sviluppo sostenibile, ma dovrebbe piuttosto essere considerata quale un sottoinsieme dello stesso. Essa ha una portata ridotta e implica un’agenda politica operativa che può contribuire a raggiungere un progresso concreto e misurabile capace di coniugare le esigenze dell’economia con quelle dell’ambiente. Il suo punto focale è la promozione delle condizioni necessarie a favorire l’innovazione, gli investimenti e la concorrenza che possano creare un terreno fertile per la nascita di nuove fonti di crescita economica compatibile con ecosistemi resilienti. Le strategie di crescita verde devono tenere particolarmente conto di numerose problematiche sociali e preoccupazioni relative all’equità che potrebbero essere sollevate da un’economia più “verde”, tanto su scala nazionale quanto internazionale. Ciò è essenziale per portare a buon fi ne l’applicazione delle politiche di crescita verde. Inoltre, bisognerebbe applicare tali strategie parallelamente a iniziative centrate sul più ampio pilastro sociale dello sviluppo sostenibile. La Green Growth Strategy dell’OCSE propone un quadro operativo di politiche abbastanza fl essibile da poter essere adattato alle diverse circostanze nazionali e livelli di sviluppo. In collaborazione con iniziative condotte da altre sedi internazionali tra cui UNEP, UNESCAP e Banca Mondiale, la crescita verde dell’OCSE è stata progettata per contribuire alla realizzazione degli obiettivi di RIO+20. Far confl uire politiche di crescita verde e obiettivi di riduzione della povertà sarà un aspetto importante del processo di adattamento di tale quadro ai Paesi emergenti e in via di sviluppo. Vi sono importanti complementarietà tra crescita verde e riduzione della povertà, che possono contribuire a realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Queste includono, ad esempio, la predisposizione di infrastrutture più effi cienti (come quelle idriche e di trasporto), il miglioramento delle condizioni precarie di salute legate al degrado ambientale e l’introduzione di tecnologie effi cienti capaci di ridurre i costi e di aumentare la produttività attenuando, al contempo, la pressione ambientale. Data la crescita del patrimonio naturale nei Paesi a basso reddito, le politiche di crescita verde possono ridurre l’esposizione ai rischi ambientali e incrementare la sicurezza dei mezzi di sostentamento per i poveri.