La Commissione UE ha avviato una Consultazione al fine di acquisire pareri su come affrontare il problema della domanda e dell'offerta, come gestire il rischio di contaminazione del suolo e quali tecnologie o innovazioni promuovere per migliorare l’uso sostenibile del fosforo.

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Con la “Comunicazione consultiva sull’uso sostenibile del fosforo adottata l’8 luglio 2013, la Commissione UE ha annunciato l'avvio di una Consultazione pubblica su come utilizzare il fosforo in maniera più sostenibile per garantire che le future generazioni possano usufruire delle riserve di fosforo e per ridurre al minimo gli effetti secondari indesiderati di questo elemento chimico sull'ambiente.

Il fosforo è ampiamente utilizzato in agricoltura poiché è un componente essenziale dei concimi e dei mangimi animali, ma è una risorsa che non può essere sostituita. Le riserve limitate, la volatilità dei prezzi e gli alti livelli di spreco destano serie preoccupazioni per il costo e la disponibilità degli approvvigionamenti futuri di fosforo nell’Unione europea e nel mondo. Il fosforo è estratto soprattutto in miniere di rocce fosfatiche, ma esiste solo una miniera di questo tipo nell’UE che deve, perciò, utilizzare  quelle provenienti dal Nord Africa e dalla Russia. Le riserve limitate, la volatilità dei prezzi e gli alti livelli di spreco destano serie preoccupazioni per il costo e la disponibilità degli approvvigionamenti futuri di fosforo nell’Unione europea e nel mondo. Esiste solo una miniera di questo tipo nell’UE e la maggior parte delle rocce fosfatiche utilizzate nell’UE proviene dal Nord Africa e dalla Russia. 

Grandi quantità di fosforo sono attualmente sprecate durante tutto il ciclo di produzione alimentare, causando spesso problemi ambientali, come l’inquinamento idrico. Il deflusso del fosforo dai terreni agricoli ai corsi d'acqua, per esempio, può provocare un aumento della crescita delle piante acquatiche e delle alghe, un fenomeno noto come "eutrofizzazione". 

Il diritto dell'UE regolamenta l'inquinamento idrico da fosforo ad esempio attraverso la Direttiva Nitrati (91/676/CEE) che vieta lo spargimento dei reflui degli allevamenti oltre un limite massimo annuo di 170 kg di azoto per ettaro (l’Italia con il Decreto “Sviluppo” del 2012, nonostante avesse ottenuto una deroga per l’applicazione di tale direttiva, sotto determinate condizioni,  ha di fatto azzerato per un intero anno tale Direttiva) e la Direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane (91/271/CEE) che impone agli Stati membri di provvedere affinché tutti gli agglomerati siano provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane (l’Italia è stata condannata il 19 luglio 2012 dalla Corte europea di Giustizia per avere ancora numerosi agglomerati con più di 15mila abitanti dove non viene effettuato un trattamento conforme delle acque confluite nelle reti fognarie, o addirittura sprovvisti di quest’ultime, nonostante tali situazioni avrebbero dovuto essere state risolte entro la fine del 2000, quasi 12 anni fa). Tuttavia, la legislazione comunitaria non ha promosso finora un uso più efficiente della risorsa fosforo.

 “Stiamo sprecando questa preziosa risorsa e ne stiamo facendo un agente inquinante - ha affermato il Commissario per l’Ambiente Janez Potočnik - Un uso più efficiente del fosforo permetterà di ridurre l'impatto sull’ambiente e di migliorare la sicurezza di approvvigionamento. È inoltre possibile creare nuove opportunità economiche nel settore del riciclaggio”."

Numerosi Stati membri hanno preso misure per incentivare maggiormente il riciclaggio e un uso efficiente del fosforo, mentre alcune forme di riutilizzo, come lo spargimento del letame e dei fanghi di depurazione, sono diffuse in tutta l’Unione. Questi metodi non sono tuttavia sempre utilizzati nei luoghi adatti o nel modo corretto per garantirne l’assimilazione da parte delle colture.

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La Mappa è il risultato di uno studio che cerca di calcolare gli equilibri del fosforo a livello mondiale. Dalla figura risulta che in molti Paesi in via di sviluppo esistono considerevoli deficit di fosforo. Questi livelli sono inferiori a quanto sarebbe necessario per mantenere la produttività del suolo nel lungo periodo e per consentire la migliore resa delle colture. In parte questo fabbisogno supplementare potrebbe essere soddisfatto ottimizzando lo sfruttamento delle fonti organiche locali, ma probabilmente gran parte di questa domanda dovrà essere soddisfatta dalla fosforite. Poiché le previsioni indicano che la popolazione umana crescerà nel mondo in via di sviluppo, il maggior fabbisogno di fertilizzanti fosfatici si registrerà in quelle zone che attualmente registrano i più bassi livelli di fosfato nel suolo.

L’UE sta lavorando per migliorare l’accesso al mercato di alcune di queste fonti di fosforo riciclato, in particolare attraverso la revisione del regolamento relativo ai concimi.

Sono necessarie ulteriori ricerche in tecniche e tecnologie promettenti, e la piattaforma europea per l’innovazione dell’agricoltura sostenibile e altre attività nell’ambito di Orizzonte 2020 contribuiranno a stimolare questi sviluppi presso le imprese europee e gli istituti di ricerca. 

La Comunicazione non è stata elaborata in vista di una specifica normativa sul fosforo, ma invita le istituzioni europee e tutte le parti interessate a presentare le loro osservazioni in merito, suggerendo una serie di opzioni tese a migliorare l’attuale situazione, ad esempio utilizzare i fertilizzanti e i mangimi in modo più mirato, ridurre l’erosione del suolo e favorire il riciclaggio del fosforo ricavato dal letame, dalle acque reflue e dal concime organico. Gli interessati sono invitati a riflettere sulle possibili iniziative da intraprendere per promuovere il recupero del fosforo da altre fonti, quali i generi alimentari e i rifiuti biodegradabili.

La consultazione sollecita inoltre pareri su come affrontare il problema della domanda e dell'offerta, come gestire il rischio di contaminazione del suolo e quali tecnologie o innovazioni promuovere per migliorare l’uso sostenibile del fosforo. 

Il Parlamento europeo, il Consiglio e le altre istituzioni europee, i cittadini, le autorità pubbliche, le ONG e le imprese possono contribuire con le loro osservazioni fino al 1º dicembre 2013. La Commissione analizzerà i contributi nel corso del 2014 e integrerà i risultati della consultazione nei settori pertinenti, dalla politica agricola alle attività relative alle materie prime passando per le risorse idriche e i rifiuti.