Secondo i ricercatori della Temple University di Philadelphia, la costruzione di barriere artificiali alte 300 metri e lunghe 160 km potrebbe mettere un freno alla forza dei violenti fenomeni meteorologici.

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Dagli Stati Uniti arriva un progetto innovativo: la realizzazione di grandi muraglie contro la potenza distruttiva dei tornado. I ricercatori della Temple University di Philadelphia, infatti, hanno messo a punto un piano che prevede la creazione di barriere artificiali alte 300 metri e lunghe 160 chilometri con cui sarebbe possibile mettere un freno alla forza di questi temibili fenomeni meteorologici che da alcuni anni stanno letteralmente devastando molti Stati centrali americani.

Il piano anti-urgano si propone di contrastare i pericoli portati dal “clima estremo”, destinati ad aumentare nel corso dei prossimi anni. La costruzione nella cosiddetta Tornado Alley - la regione centrale degli Usa con un’alta incidenza di tornado - di muri in grado di “ammorbidire” le correnti contrastanti di aria calda da sud ed aria fredda da nord, che fanno nascere i fenomeni, rappresenterebbe una risposta concreta per fronteggiare l’impatto dei cambiamenti atmosferici.

L'opera, presentata al Convegno dell’American Physical Society di Denver, costerebbe 16 miliardi di dollari, ma secondo gli ideatori del progetto farebbe risparmiare sugli altrettanti miliardi di dollari spesi ogni anno per fronteggiare i danni causati. “Non possiamo avere catene montuose ad est e ad ovest come le Alpi in Europa, ma possiamo costruire muri” ha dichiarato alla Bbc Rongjia Tao, autore dello studio.

Il piano ha pensato anche all’impatto ambientale: secondo gli scienziati, le pareti potrebbero addirittura avere una valenza artistica ed estetica. “Ho parlato con alcuni architetti e mi hanno detto che è possibile costruire il muro anti tornado in vetro” ha sottolineato Tao.

Molti meteorologi però rimangono particolarmente scettici di fronte all’iniziativa, considerandola sia impraticabile sia in grado di creare più problemi di quanti ne possa risolvere. “Qualunque idea ingegneristica abbastanza potente per eliminare i tornado avrebbe, per definizione, effetti collaterali catastrofici - ha commentato a tal proposito Joshua Wurman del Center for Severe Weather Research di Boulder - La soluzione ai tornado non sta nel cercare di sbarazzarsi di loro, ma nel migliorare i sistemi di previsione e avviso e nel costruire abitazioni e rifugi più adeguati”.

L’idea ricorda il progetto da 20 miliardi di dollari presentato (ma non realizzato) dall’ex sindaco Michael Bloomberg l’anno scorso per proteggere New York dagli uragani entro il 2050. Il piano prevedeva, infatti, la costruzione di muraglie di cemento, argini, dune, spiagge sabbiose, barriere marine, migliaia di alberi e un quartiere nuovo di zecca sull’East River lungo il fianco più vulnerabile di Manhattan, con l’obiettivo di attrezzare la Grande Mela a convivere con il “clima estremo”.