A giorni il primo invito a presentare proposte per il nuovo Programma 2014-2020 che mette a disposizione un budget di oltre 96 milioni di euro per favorire partenariati tra le città sui temi dell’innovazione, del lavoro, dei trasporti sostenibili, della protezione ambientale, e non solo.

urbact

Nato con lo scopo di promuovere lo sviluppo urbano sostenibile (European Programme for Urban Sustainable Development) mediante lo scambio di esperienze e la diffusione delle conoscenze tra città europee, dopo il successo dei due precedenti programmi, è stato lanciato a Bruxelles il 16 marzo 2015 URBACT III, uno dei primi programmi interregionali per il periodo 2014-2020 ad essere adottato ed è l’unico che ha avuto un incremento di budget di quasi il 40%, a dimostrazione dell’importanza che il nuovo quadro di regolamentazione europeo annette ai temi urbani.

Così, il nuovo Programma avrà un finanziamento di 96,3 milioni di euro e con un contributo del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) di circa 74,3 milioni, delle quali risorse almeno il 70% sarà concentrato nella ricerca e innovazione, economia a basse emissioni di carbonio, protezione ambientale, creazione di posti di lavoro e inclusione sociale. Complessivamente in questo nuovo periodo almeno il 50% delle risorse FESR sarà investito nelle aree urbane.
I risultati raggiunti dalle città nella lotta alla disoccupazione e alla povertà e nell'utilizzo efficiente delle risorse sono molto importanti per la ripresa europea: nelle città vive infatti il 72% della popolazione dell'UE ed entro il 2050 questa percentuale salirà all’80%.
"La dimensione urbana è al centro della politica di coesione - ha dichiarato Corina Crețu, Commissaria europea per la politica regionale - Creare posti di lavoro, garantire buone condizioni di vita, migliorare l'efficienza energetica dell'edilizia abitativa o sviluppare trasporti sostenibili: le città d'Europa si devono occupare di questi problemi. Il lavoro di URBACT nella condivisione delle conoscenze e nello sviluppo di capacità delle città è dunque più importante che mai”.

Dal momento che l’Italia è risultato lo Stato Membro con più partner coinvolti nei progetti del precedente programma URBACT (61 progetti attivati sul territorio nazionale che hanno coinvolto 43 Comuni, 3 Regioni e 4 Istituzioni universitarie), riteniamo offrire ulteriori ragguagli sul Programma affinché gli interessati possano conoscerne le opportunità per tempo: il primo Bando (call) è previsto entro il mese di marzo 2015.
Per ogni informazione in merito, rinviamo comunque al relativo sito web.

È da chiarire subito che URBACT non finanzia “investimenti” in senso stretto, ma agisce, invece, a monte ed in modo complementare ai fondi strutturali e alle risorse nazionali (per l’Italia, il Fondo di Sviluppo e Coesione), mirando in particolare a superare la carenza di strategia e pianificazione integrata spesso alla base dei principali problemi di gestione delle città a cui, a torto o ragione, si imputano interventi a spot svincolati da una visione coerente e aventi impatti su politiche settoriali spesso configgenti e tutt’altro che sostenibili.

URBACT III è organizzato intorno a 4 obiettivi principali:
1. Capacità di attuazione delle politiche (capacity policy delivery), per migliorare la capacità di gestione delle politiche e pratiche urbane sostenibili delle città, secondo modalità integrate e partecipate;
2. Elaborazione delle politiche (policy design), per migliorare l’elaborazione delle strategie sostenibili e degli action plan nelle città;
3. Implementazione delle politiche (policy implementation), per migliorare l’implementazione delle strategie urbane sostenibili e piani di azione delle città;
4. Costruzione e condivisione della conoscenza (building and sharing knowledge), per assicurare che operatori e decision makers a tutti i livelli, incrementino il loro accesso alla conoscenza e condividano il know-how in tutti gli aspetti dello sviluppo urbano sostenibile al fine di migliorare le politiche urbane di sviluppo.

Venendo ai Beneficiari delle risorse del programma, il nuovo Urbact III apre a più tipologie di “soggetti giuridici”ricadenti nei territori dei 28 Stati membri e dei 2 Paesi partner Norvegia e Svizzera, e precisamente:
- Città senza necessariamente limiti di dimensione demografica e geografica, che manterranno il ruolo di capofila (lead partner) di possibili proposte;
- Enti di governo infra-municipali (es per l’Italia unione di comuni ecc.);
- Autorità metropolitane e agglomerazioni riconosciute.
Inoltre, potranno partecipare come partner, anche in ragione del riordino amministrativo, ma non con ruolo da capofila e purché soggetti pubblici:
- Agenzie di sviluppo locali;
- Autorità ed enti provinciali, regionali e nazionali;
- Università e centri di ricerca.

Per quanto riguarda le tipologie di progetti, Urbact III finanzierà 3 tipologie di reti:
1. Reti tematiche transnazionali intese a rafforzare la capacità degli enti locali, partendo cioè da una sfida comune attorno cui costruire, assieme ad altre città europee, piani di azione locale congiuntamente con gli stakeholder principali. Tale tipologia rientra nel classico network lanciato nei precedenti URBACT, mantenendone il valore aggiunto e sperimentale dell’approccio ovvero di costruzione dal basso di strategie specifiche che integrino politiche settoriali spesso tra loro conflittuali.
2. Reti per l’implementazione di strategie o piani d’azione. Si tratta di una nuova tipologia di progetti che premierà quelle città che hanno già strategie consolidate e che, attraverso i POR 2014-2020, avranno finanziati progetti integrati di sostenibilità urbana anche ed in primis attraverso Agenda Urbana. Il Segretariato comunque prenderà in considerazione programmi di intervento rientranti ed in altre ambiti tematici dell’UE che prevedono piano di azione specifici (es. i PAES di cui al Patto dei Sindaci) ad uno stadio maturo di finanziamento degli interventi rientranti nell’agenda.
3. Reti per il trasferimento di buone pratiche. Si tratta di una nuova tipologia di collaborazione partita in via sperimentale con l’ultima call Urbact II e che mira a mettere a disposizione buone pratiche sviluppate da città che sono avanti in molte politiche ed a sperimentarle, adattandole in contesti meno avanzati.

Le Reti sono costituite da un minimo di 8 ad un massimo di 12 partner, da almeno 3 Stati, con una città capofila e un massimo di 3 partner che non sono città. Hanno una durata totale di 36 mesi (6 mesi per la fase di sviluppo e 30 mesi per la fase di implementazione) e il budget disponibile è compreso tra 300.000 e 710.000 Euro per progetto. L'obiettivo delle città partner è di produrre Piani di Azione Locale sulla tematica.
Sono previste nel settennio circa 9 call, 3 per ciascuna tipologia di network e la prima call è prevista per il primo trimestre 2015 e resterà aperta per circa 3 mesi.

Il programma è gestito dall'ente pubblico francese “Commissariat général à l’égalité des territories” (CGET).
Il contatto nazionale per l'Italia è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Come per il precedente, Cittalia - Fondazione ANCI Ricerche è stata selezionata anche per Urbact III come National Dissemination Point (NDP), nell’ambito delle attività di assistenza al Programma.