Il Programma delle Nazioni Unite avvia durante i negoziati sul clima in Perù la prima Gigaton Coalition, in collaborazione con il governo norvegese, con l’obiettivo di incoraggiare le nazioni a mettere in atto politiche che sfruttino le energie rinnovabili e l’aumento dell’efficienza energetica.

emissioni gas serra

Nasce a Lima, durante i colloqui sul clima terminati la scorsa settimana, la Gigaton Coalition, voluta dall’UNEP e dal governo della Norvegia per sostenere la lotta contro il cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra e lo sviluppo dell’efficienza energetica.

Alla presenza di negoziatori provenienti da oltre 190 paesi del mondo, riuniti per l’ultima tappa dei negoziati sul clima, prima dell’accordo sul cambiamento climatico globale previsto a Parigi il prossimo anno, le Nazioni Unite hanno creato una nuova coalizione tra governi denominata appunto First Gigaton Coalition con lo scopo di aumentare gli sforzi per salvare miliardi di dollari e miliardi di tonnellate o gigatonnellate di emissioni di CO2 ogni anno attraverso la misurazione e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

La 1 Gigaton Coalition si è formata alla luce del fatto che molte nazioni, anche quelle in via di sviluppo, hanno già messo in atto o hanno in programma di farlo una vasta gamma di progetti e politiche per promuovere l’efficienza energetica. Tuttavia, la maggior parte di esse non è ancora consapevole dell’importanza della riduzione delle emissioni di gas serra, che secondo la Coalizione potrebbero ammontare a circa un gigatone all’anno entro il 2020.

L'efficienza energetica e le energie rinnovabili rappresentano ancora una miniera d’oro mal sfruttata - ha dichiarato Achim Steiner, sottosegretario generale dell’ONU e direttore esecutivo dell’UNEP - Al contrario esse sono in grado di evitare l’impatto dei cambiamenti climatici, di consentire di risparmiare denaro e al tempo stesso contribuire a soddisfare gli obiettivi dell’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite e denominata SE4ALL con lo scopo di garantire a tutto il mondo uguale accesso all’energia pulita e sostenibile”.

Secondo l’International Energy Agency - ha proseguito Steiner - la nostra economia globale potrebbe guadagnare 18.000 miliardi di dollari entro il 2035 se adottassimo l’efficienza energetica come prima scelta, mentre varie stime mettono il potenziale derivante dallo sviluppo di tale efficienza tra 2,5 e 6,8 miliardi di tonnellate di carbonio all’anno entro il 2030. Per questo i progetti relativi allo sviluppo energetico dovrebbero essere maggiormente sostenuti, invece di essere poco sfruttati come spesso accade oggi. La 1 Gigaton Coalition avrà un ruolo fondamentale nel supporto a questi contributi valutandone i risultati e le tecnologie utilizzate. Le politiche in atto riescono a sfruttare solo un terzo del potenziale dell’efficienza energetica economicamente sostenibile. Occorre estendere l’assistenza tecnica, il sostegno e la collaborazione, e realizzare progetti che integrino lo sviluppo e la mitigazione del clima: solo così questo potenziale potrà essere pienamente realizzato”.

L’analisi dell’UNEP dal titolo Emissions Gap Report 2014 e presentata durante i colloqui sul clima (basata sui risultati della quinta relazione di valutazione dell’IPCC, frutto del lavoro di 38 scienziati provenienti da 22 gruppi di ricerca di 14 Paesi) ha rilevato che, al fine di limitare l’aumento della temperatura globale sotto i 2°C e scongiurare il tipping point del cambiamento climatico, rispetto ai livelli pre-industriali, è necessario raggiungere la “neutralità del carbonio” a livello mondiale entro la metà di questo secolo.

Tuttavia, il mondo non è sulla buona strada per arrivare a tale obiettivo. Il report definisce il divario delle emissioni come la differenza tra i livelli del 2025 e del 2030 in funzione degli obiettivi climatici e dei livelli attesi qualora venissero rispettati gli accordi presi e gli obblighi concordati. Gli scienziati stimano che il gap tra la riduzione delle emissioni necessarie e quelle proposte dai trattati internazionali nel 2020 sarà pari a 10 Gt di CO2 e nel 2030 fino a 17 Gt di CO2.

L’efficienza energetica e le fonti rinnovabili possono svolgere un ruolo fondamentale nel colmare questo divario, e la Coalizione mira ad aumentare le conoscenze sui benefici e incoraggiare le nazioni a mettere in atto politiche che permettano lo sfruttamento delle energie rinnovabili e l’aumento dell’efficienza energetica. “La 1 Gigaton Coalition ci incoraggia ad incrementare i nostri sforzi per promuovere lo sviluppo energetico nei paesi in via di sviluppo al fine di raggiungere l’obiettivo dei 2 gradi” ha affermato Tine Sundtoft, ministro dell’Ambiente norvegese.

I benefici potenziali sono già stati dimostrati: ad esempio, un cambiamento globale di elettrodomestici ed attrezzature ad alta efficienza energetica - comprese luci, condizionatori d’aria, frigoriferi, motori elettrici, ventilatori a soffitto e trasformatori di distribuzione - ridurrebbe il consumo di energia elettrica di oltre il 10%, consentendo di risparmiare 350 miliardi di dollari all’anno in bollette, e diminuirebbe le emissioni di CO2 di 1,25 miliardi di tonnellate all’anno.

Tali benefici potrebbero essere ancora superiori. Dal 1990 al 2010, i miglioramenti in termini di efficienza energetica hanno ridotto la domanda globale di energia cumulativa di oltre il 25%. Tra il 2000 e il 2013, la Germania ha documentato gli effetti di tale miglioramenti:
• nel 2012 le emissioni di gas a effetto serra si sono ridotte di 148 milioni di tonnellate;
• nel solo 2012 sono stati risparmiati 40 milioni di tonnellate di carbone, 12 miliardi di metri cubi di gas e 8 milioni di litri di petrolio, gasolio e gas.
• nel 2011 le importazioni di combustibile fossile sono state limitate a 6.6 miliardi di euro, con i maggiori risparmi nel settore energetico. Nel 2012 il risparmio sui costi dei combustibili fossili ha superato i 10 miliardi di euro (il settore del riscaldamento ha sorpassato quello energetico di un miliardo di euro).

Inoltre, le nuove tecnologie aprono anche opportunità di mercato e creano nuovi posti di lavoro. Si stima che tra il 2004 e il 2014 l’occupazione nel settore delle rinnovabili è raddoppiato, da circa tre milioni di posti di lavoro nel 2004 a 6,5 milioni nel 2014.

Nel 2013, le fonti rinnovabili hanno fornito circa il 19% del consumo di energia mondiale, mettendo in evidenza sia il progresso sia il forte potenziale in fatto di risparmi finanziari ed economici, così come l’aumento dei posti di lavoro.

La 1 Gigaton Coalition rappresenta un “gruppo internazionale di volontariato”, con la partecipazione aperta a paesi sviluppati e in via di sviluppo, nonché ad organizzazioni intergovernative, settore privato e società civile. L’UNEP coordinerà la raccolta dei dati, produrrà relazioni annuali e insieme ai partner svilupperà una metodologia di misurazione, rendicontazione e verifica in linea con i requisiti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC).

Quest’anno, i governi impegnati nei negoziati sul clima dell’UNFCCC hanno osservato da vicino i due settori in questione, considerandoli come le due aree chiave per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2020 - ha concluso Cristina Figueres, segretario esecutivo dell’UNFCCC - In questi ultimi anni abbiamo visto scendere in campo molte iniziative a favore del clima, tra cui il recente UN Climate Summit a New York, che ha messo in atto nuove azioni per sostenere le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. La 1 Gigaton Coalition avrà il ruolo di affiancare i governi proprio nei loro contributi e nei loro progetti che saranno presentati a Parigi il prossimo anno”.