Le linee guida per le strategie nazionali di gestione dei rifiuti dell’UNEP indicano le misure pratiche che possono essere adottate per uno sviluppo sostenibile.

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Nel corso di una Tavola Rotonda durante l’Annuale Congresso Mondiale dell’ISWA (International Solid Waste Association), conclusosi a Vienna oggi, 11 ottobre 2013, l’UNEP ha presentato le “Linee Guida per le strategie nazionali di gestione dei rifiuti. Dalle sfide alle opportunità” (The Guidelines for National Waste Management Strategies. Moving from Challenges to Opportunities), realizzate dal Centro di Tecnologia Ambientale Internazionale (IETC-UNEP) e dall’Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca (UNITAR), nell'ambito del Programma IOMC (Inter-Organization for the Sound Management of Chemicals) di coordinamento delle politiche per la corretta gestione delle sostanze chimiche in relazione alla salute umana e all’ambiente.

Il Progetto costituisce la risposta alla raccomandazione di cui al punto 218 del Documento finale “Il futuro che vogliamo” della Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile del giugno 2012 “RIO +20”, di elaborare strategie nazionali di gestione globale dei rifiuti. Nell’introduzione a firma congiunta, Achim Steiner, Direttore esecutivo dell’UNEP, e Sally Fegan-Wyles, Direttore esecutivo dell’UNITAR, ricordano che 3,5 miliardi di individui, la metà della popolazione mondiale, non hanno accesso ai servizi di gestione dei rifiuti, che più di 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani sono stati generati nel 2012 e saranno 2,2 miliardi nel 2025.

Non c’è tempo da perdere, quindi, nell’intraprendere azioni conseguenti, dal momento che una cattiva gestione dei rifiuti può causare effetti devastanti sulla salute di coloro che vivono in prossimità delle discariche e dei siti incontrollati di abbandono dei rifiuti, che interessa per lo più i cittadini di Paesi poveri, ma non ne sono immuni, come sanno gli abitanti della nostra “Terra dei fuochi”, gli stessi Paesi sviluppati. Oltre agli effetti sulla salute, la cattiva gestione dei rifiuti implica effetti negativi sullo sviluppo, dal momento che comporta riduzione delle materie prime.

Le Linee guida sottolineano che una corretta ed efficiente gestione dei rifiuti costituisce una vera e propria miniera d’oro. Una tonnellata di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), contiene tanto oro quanto 5-15 tonnellate di minerale aurifero, e quantità di rame, alluminio e metalli rari che superano di gran lunga i livelli che si riscontrano nei minerali grezzi. I circuiti stampati sono “probabilmente il flusso di metalli più ricco che tu possa mai trovare”.

Il mercato globale dei rifiuti, dalla raccolta al riciclaggio, ha un valore stimato in 410 miliardi di dollari l'anno, senza contare il segmento informale considerevole nei Paesi in via di sviluppo.

Il riciclo di una tonnellata di alluminio fa risparmiare 1,3 tonnellate di residui di bauxite, 15 m3 di acqua di raffreddamento, 0,86 m3 di acque di processo e quasi 40 barili di petrolio, evitando l’emissione di 2 tonnellate di anidride carbonica e 11 kg di anidride solforosa.

Nel 2000, le attività di riciclaggio nell’Unione europea avevano generato 229.200 posti di lavoro, che al 2008 erano aumentati a 512.340, ad un tasso di crescita annuale di oltre il 10,5%. La percentuale di persone occupate in attività di recupero dai rifiuti in Europa è passato da oltre 400 persone per milione di abitanti nel 2000, ad oltre 600 nel 2007, con un incremento di circa il 45%.

Ulteriori progressi potrebbero essere fatti se fossero adeguatamente rivalutati i processi di produzione e di consumo, in modo che tutte le inefficienze, le perdite e gli effetti avversi associati con la generazione e la gestione dei rifiuti siano ridotti o, per alcuni tipi di prodotti, anche eliminati completamente. Al riguardo il documento torna a segnalare quanto riportato anche dall’ultimo Rapporto della FAO sullo spreco alimentare ovvero che a livello mondiale, circa un terzo del cibo prodotto per il consumo umano è perduto o sprecato, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate l'anno.

Tra le altre indicazioni, le Linee Guida offrono una serie di misure pratiche che possono portare alla creazione di una efficace ed efficiente strategia nazionale di gestione dei rifiuti, tra cui:

preparazione per lo sviluppo di una strategia nazionale, identificando i leader e raccogliendo le informazioni, in particolare attraverso uno studio di riferimento;

identificazione degli elementi fondamentali della strategia, tra cui: valutazione della portata, individuazione di un obiettivo generale, stima dei benefici attesi nazionali e delle opzioni iniziali di finanziamento e di adeguate risorse;

impegno con tutte le parti interessate, tenendo conto della vasta gamma di gruppi e interessi coinvolti, poiché il sostegno politico in una fase iniziale è un passaggio fondamentale;

esame della situazione e analisi delle lacune, concentrandosi sul contesto più ampio e sulle priorità nazionali pertinenti (ad esempio in relazione alla salute o allo sviluppo), sull'informazione di base per la strategia, sullo stato attuale della gestione dei rifiuti e sulle infrastrutture tecniche disponibili e sulla loro adeguatezza;

definizione delle priorità, in particolare, individuando i flussi di rifiuti e le questioni più urgenti come la raccolta, oltre alle altre questioni che richiedono un'attenzione prioritaria, indicate nelle esigenze di investimento o di finanziamento;

sviluppo di una strategia nazionale composto da un insieme sistematico di scelte politiche.