L’ex Presidente del Messico, Felipe Calderón  e l’ex Capo Economista della Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo nonché autore del famoso Rapporto che porta il suo nome, Lord Nicolas Stern, lanciano il Progetto “The New Climate Economy”, con lo scopo di fornire nuove prove autorevoli riguardo a come i Governi e le Imprese possono ottenere una crescita economica più forte, pur affrontando contemporaneamente i rischi climatici.

Climate Week NY

Il nostro futuro low carbon – Leadership. Opportunità. Sicurezza è il tema della V edizione della “Climate Week NYC”, evento entrato nel calendario internazionale dei più importanti appuntamenti mondiali sulle problematiche legate ai rapporti tra cambiamenti climatici e mondo della finanza e delle imprese.

Nel corso della settimana che va dal 23 al 30 settembre 2013, a New York City e nei dintorni avranno luogo oltre 50 incontri di alto profilo cui partecipa un gruppo eterogeneo di imprese, capi di governo, attori della società civile, sindaci delle più grandi città del mondo, organizzati da “The Climate Group”, un’organizzazione no-profit indipendente che lavora per sollecitare le leadership mondiali verso una Clean Revolution, iniziativa a cui aderisce un network dei principali decision maker mondiali, che si propone di “presentare le opportunità di un’economia a basse emissioni di carbonio, in grado di garantire sviluppo, creare posti di lavoro, aumentare la sicurezza energetica, migliorare la qualità della vita delle comunità in tutto il mondo e scongiurare gli effetti paralizzanti dei cambiamenti climatici galoppanti“.

Nell’ambito di questa Manifestazione, prima dell’apertura della riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Uniti e alla vigilia della presentazione il 27 settembre a Stoccolma del Rapporto di sintesi per policy maker dell’IPCC che farà il punto dei risultati degli studi della scienza del clima, dopo il precedente (AR4) del 2007, è stato lanciato “The New Climate Economy”.

Progetto faro di The Global Commission on the Economy and Climate di cui fanno parte a titolo gratuito ex Presidenti, Capi di Governo e Ministri di 14 Paesi,  Amministratori delle più importanti società ed imprese del mondo economico-finanziario, presieduta dall’ex-Presidente del Messico Felipe Calderón e con Lord Nicolas Stern (l’autore del famoso Rapporto del 2006 che metteva in guardia sui rischi per l’economia globale derivanti dai cambiamenti climatici) alla vice-Presidenza. 

Gli impatti climatici sono in aumento e l’evidenza del riscaldamento globale si manifesta in modo sempre più chiaro, ma la maggior parte delle analisi economiche non tiene conto in maniera corretta dei rischi crescenti del fenomeno o dei potenziali benefici che ne derivano, agendo per contrastarlo - ha affermato Felipe Calderón, ricordando i principali disastrosi eventi dello scorso anno e quelli più recenti (tra gli ultimi: le inondazioni che la settimana prima avevano devastato alcune regioni costiere del Messico sia sul versante del Pacifico, dopo il passaggio di superstorm Manuel, che su quello dell’Atlantico, con le piogge al seguito dell’uragano Ingrid; l’alluvione che aveva invaso il giorno prima le strade di Quezon City, la più importante e ricca città dell’area metropolitana della capitale delle Filippine, dopo intense piogge monsoniche che si sono riversate sul Paese) - Abbiamo urgentemente bisogno di identificare come possiamo conciliare una maggiore azione per ridurre le emissioni di gas a effetto serra con una forte crescita economica”.

Filippine

Un ragazzo si arrampica fuori dalla finestra per raggiungere il tetto della sua casa, evitando le acque alluvionali lungo una strada di Maria Clara a Quezon City, nell’area metropolitana di Manila, 23 settembre 2013. Secondo quanto riportato dai media locali, le pesanti piogge monsoniche hanno allagato da domenica alcune parti dell'area metropolitana di Manila e le province vicine, rendendo le strade impraticabili per i veicoli di piccole dimensioni (Fonte REUTERS/Romeo Ranoso)

Il  dibattito in merito è oggetto di controversie. Mentre, la maggior parte dei Paesi hanno iniziato a fare seri investimenti nelle energie rinnovabili e molti altri stanno attuando normative sui prezzi del carbonio, i critici lamentano che tali politiche possono minare la crescita. Politici ed imprenditori sono preoccupati degli effetti che i costi per questa trasformazione potrebbero avere sull’economia globale che non si è ancora ripresa dal crollo finanziario del  2008 e con i costi energetici in continuo aumento, non ancora compensati da una maggiore efficienza energetica.
L'avvento di shale gas ha confuso il dibattito energetico ancora di più. Se il gas è sostitutivo del carbone, può essere un ponte utile per un futuro a basse emissioni, ma, sorprendentemente, il carbone, il combustibile più sporco, è quello che  viene maggiormente utilizzato. Se è vero che alcune aziende e dei gruppi  finanziari stanno investendo in misure di efficienza delle risorse e in attività a basso tenore di carbonio, tuttavia il loro “portafoglio” è ancora prevalentemente costituito da attività ad alto tenore di carbonio. L’indecisione politica di alcuni Paesi, poi, non ha favorito la transizione.

In un momento in cui i Governi di tutto il mondo stanno lottando per rilanciare la crescita, aumentare l’accesso all’energia e migliorare la sicurezza alimentare, è essenziale che tutti i costi e i benefici delle politiche climatiche siano compresi chiaramente - ha osservato Nicolas Stern - Non può essere che si debba scegliere tra sviluppo e contrasto ai cambiamenti climatici: bisogna conseguire entrambi”.

Queste sono tematiche dai profili essenzialmente economici, ma che, purtroppo, sono spesso incagliate in dispute ideologiche circa le risposte adeguate da dare alla crisi economica e la validità degli interventi dei Governi nel mercato, quando i cambiamenti climatici non sono una questione partitica e le politiche climatiche non possono fare affidamento solo sul mercato. Si tratta “semplicemente” di fallimenti del mercato che devono essere corretti, in modo che il mercato stesso e l'imprenditorialità possano svolgere il loro ruolo che è quello di garantire l'innovazione e l'allocazione efficiente delle risorse.

Per sfuggire a questa situazione di stallo, la Commissione globale su economia e clima ha messo in cantiere questo nuovo progetto che ha in partnership sette principali istituti di ricerca politica di sei continenti, che viene supervisionato da un gruppo di ex Capi di governo e Ministri delle finanze e Imprenditori di primo piano, con la collaborazione di eminenti Economisti di tutto il mondo. Il suo scopo è quello di fornire nuove prove autorevoli riguardo a come i Governi e le Imprese possono ottenere una crescita economica più forte, pur affrontando contemporaneamente i rischi climatici.

La domanda principale che dobbiamo porci non è se siamo o meno in grado di ridurre le emissioni - sostengono i promotori del progetto - ma come la politica possa aiutare a raggiungere questo principale obiettivo, costruendo un’economia in grado di resistere ai cambiamenti climatici. Qualsiasi trasformazione strutturale comporta costi, compromessi e incertezze, è essenziale, però, che noi siamo correttamente consapevoli di questi”.