Una Guida per la classificazione dei rifiuti pericolosi

Una Guida per la classificazione dei rifiuti pericolosi

La Direzione Generale Ambiente della Commissione UE ha predisposto un documento di orientamento per rendere più uniforme l’applicazione della nuova normativa entrata in vigore il 1° giugno 2015 tra gli Stati membri e aiutare le autorità nazionali e operatori alla corretta applicazione.
I pareri e le opinioni espresse nel documento non hanno carattere vincolante, ma si possono esprimere commenti e suggerimenti fino al 10 luglio 2015.

nuovo cer

Dal 1° giugno 2015 è entrato in vigore il nuovo Elenco europeo dei Rifiuti (Decisione 2014/955/UE) e la nuova codifica delle Caratteristiche di pericolo per i rifiuti (Regolamento UE n. 1357/2014 che obbliga alla classificazione i produttori di rifiuti pericolosi e di quelli con codice CER “a specchio” ovvero rifiuti non pericolosi che posseggono anche un analogo codice che li descrive in alcune circostanze come “pericolosi” a causa dei processi che li originano, della presenza e delle concentrazioni di sostanze che conferiscono ad essi caratteristiche di pericolosità.

Al riguardo, le Associazioni degli operatori del settore (Fise Assoambiente, FISE UNIRE, ATIA-ISWA) avevano sottolineato che le nuove disposizioni “confliggono con quelle nazionali (allegato D, parte IV del D. Lgs. 152/06), rendendole incompatibili - si leggeva nel Comunicato stampa del 4 giugno 2015 - A preoccupare sono soprattutto le mancate indicazioni, a livello nazionale, rispetto ai temi lasciati in sospeso dalla stessa Commissione, come, in particolare, l’attribuzione della caratteristica di pericolosità “eco-tossico” (HP 14), per la quale si rimanda ad uno studio supplementare. Nell’attesa, sul punto, il Regolamento non fornisce specifici criteri, ma rinvia all’indicazione generica contenuta già nella Direttiva 2008/98/CE. In mancanza di indirizzi certi a livello comunitario, risulta pertanto indispensabile una chiara e univoca indicazione da parte del Ministero al fine di assicurare la prosecuzione della corretta programmazione e gestione dei rifiuti in questione”.
Il Governo inglese, per esempio, ha messo online per tempo una Guida che è stata via via aggiornata.

Ora, al fine di rendere più uniforme tra gli Stati membri l’applicazione delle nuove norme sulla classificazione dei rifiuti e di assistere le autorità nazionali e gli operatori economici fornendo indicazioni su come comprenderle e applicarle correttamente, la Direzione Generale Ambiente della Commissione UE ha reso disponibile una Guida su cui Istituzioni, Imprese e Cittadini potranno esprimere osservazioni e commenti.

Guidance document on the definition and classification of hazardous waste è suddivisa in 3 capitoli:
- il primo introduttivo contiene il quadro generale, a chi è rivolta la guida e come leggerla;
- il secondo contiene la legislazione sui rifiuti;
- il terzo entra direttamente nell’argomento, trattando delle procedure per la classificazione dei rifiuti.

A ciò si aggiungono 4 Allegati:
- quello che contiene il glossario dell’elenco dei rifiuti;
- quello che offre dati e informazioni di riferimento sullo sostanze pericolose;
- quello relativo alla valutazione della proprietà di pericolo;
- quello che contiene gli esempi.
Un 5° Allegato attiene i riferimenti finali.
 

schema rifiuti


Poiché è compito degli Stati membri far rispettare la legislazione ambientale dell’UE e la pratica esecutività, viene specificato che il contenuto della Guida non è in alcun modo vincolante, riflettendo solo le opinioni della Direzione Generale Ambiente. Solo la Corte di Giustizia dell’Unione europea può interpretare in maniera imprescindibile la legislazione dell’UE. Inoltre, le opinioni espresse nella Guida non pregiudicano la posizione che la Commissione UE potrebbe assumere prima che i casi giungano davanti alla Corte.

Suggerimenti e commenti debbono utilizzare il modello disponibile sul sito: http://ec.europa.eu ed inviarlo entro il 10 luglio 2015 a: waste@bipro.de e madalina.caprusu@ec.europa.eu
Il tempo a disposizione e il testo in inglese non favoriscono di certo un’ampia partecipazione.
 

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