Il Gruppo di esperti dell’UNEP licenzia il Sommario per i decisori politici del GEO5
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“C’è urgente bisogno di una revisione completa del modo con cui il nostro Pianeta è gestito, se vogliamo affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile globale, che 7 miliardi di individui debbono affrontare”.

Con questa conclusione si chiude l’ampio processo di revisione della governance ambientale, inserita nel Sommario per i decisori politici del “Global Environment Outlook - 5” che un gruppo di esperti (Foresight Panel) della comunità scientifica internazionale ha realizzato per conto del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), al fine di identificare e classificare i problemi ambientali più pressanti ed emergenti, che forse non ricevono attualmente l’attenzione che meriterebbero, avendo un enorme impatto sulla salute e il benessere dell’uomo.
Il Summary, che anticipa il contenuto del Rapporto e che è stato presentato nel corso del meeting di Nairobi (cfr. articolo a pag. 58 di questo stesso numero di Regioni &Ambiente) ai Ministri dell’Ambiente di oltre 100 Paesi i cui Governi hanno poi ratificato, costituirà uno dei documenti principali di RIO+20 nel corso del quale evento anche il quadro istituzionale sarà sottoposto ad analisi e revisioni e proprio per questo è stato anticipato.

Il Panel di esperti ha definito una graduatoria di “21 problemi del XXI secolo”, selezionandoli tra più di 90 questioni che erano state sottoposte a consultazione e feedback di oltre 400 scienziati e ricercatori famosi di tutto il mondo, riconoscendo che il problema principale è “Allineare la Governance alle sfide della sostenibilità globale”.
Secondo il Gruppo di esperti dell’UNEP il sistema attuale di gestione ambientale internazionale con il suo intrecciarsi di accordi multilaterali senza sbocchi quale si è dimostrato nel corso del XX secolo viene percepito dalla grande maggioranza di interpellati come inadatto e mal attrezzato per affrontare i rischi e cogliere le opportunità del nuovo secolo. Di più, alcuni dei commentatori ritengono che questo sistema sia privo della necessaria rappresentatività, responsabilità ed efficacia per gestire la transizione verso la sostenibilità e che sia necessario un più alto livello di partecipazione e trasparenza.
Sono stati verificati nuovi modelli di governance, che vanno dai partenariati pubblico-privati fino alle alleanze tra gruppi di ambientalisti e della società civile, ma l’efficacia di un nuovo modo di governare è poco chiara e presuppone una ulteriore analisi.

Il secondo problema più indicato è “Trasformare le capacità umane per il XXI secolo: l’incontro tra le sfide ambientali mondiali e la green economy”.
Secondo il Panel UNEP occorre un livellamento di grande spessore nelle competenze e nell’educazione della popolazione mondiale attiva, se si vogliono cogliere le opportunità della green economy. Perciò, bisogna intervenire per colmare le lacune di competenze del settore green, rendere le istituzioni educative aggiornate al fine di formare quadri che siano in grado di dare risposte adeguate ai cambiamenti ambientali globali e di incoraggiare la ricerca per affrontare la sfida della sostenibilità.
Il terzo maggior problema emergente è “Garantire la sicurezza alimentare per 9 miliardi di individui”.
Anche se la sicurezza alimentare è un problema di lunga data, si afferma nel Rapporto, il mondo deve affrontare una serie di sfide, quali i cambiamenti climatici, la competizione per l’acquisizione di terreni per produrre bioenergie, l’accentuata carenza di risorse idriche e l’utilizzo di fosforo quale fertilizzante. Inoltre, la sicurezza alimentare dovrà affrontare le nuove sfide dell’aumento di malattie trasmesse all’uomo dagli animali e l’incremento della contaminazione alimentare.
Rinviamo al relativo Box l’elenco e la graduatoria delle altre problematiche che dovranno essere affondate nel corso del secolo. Il GEO5 Summary for Policy Makers prospetta anche le azioni prioritarie da svolgere e gli esempi di buone pratiche che si possono implementare in qualsiasi parte del mondo per aiutare i Paesi a rispettare gli obiettivi che hanno assunto a livello internazionale