Una dieta mediterranea, arricchita con olio d’oliva protegge le ossa

Una dieta mediterranea, arricchita con olio d’oliva protegge le ossa

Studio rileva che svolge anche azione di secrezione insulinica.

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Che la dieta fosse un fattore determinante per lo sviluppo e il mantenimento della massa ossea era risaputo.


Che una dieta ricca di alimenti vegetali e olio d’oliva, a basso contenuto di carne e latticini, fosse in grado di prevenire e combattere l’osteoporosi, patologia che consiste nella perdita della densità ossea, causando una maggiore fragilità delle ossa, e che colpisce principalmente le donne, soprattutto quelle in età avanzata o nel periodo post menopausa, era già stato accertato da precedenti studi, tanto che Studi hanno dimostrato come l’incidenza di osteoporosi in Europa sia inferiore nel bacino del Mediterraneo (cfr: Kontogianni et al. “Association between dietary patterns and indices of bone mass in a sample of Mediterranean women”. Nutrition, 2009; 25 (2): 165 DOI: 10.1016/j.nut.2008.07.019, clicca qua per consultare il link).

Ora, la Società di Endocrinologia ha annunciato che è stato diffuso on-line, prima della pubblicazione sul numero di ottobre di “The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism”, lo Studio “A Mediterranean Diet Enrichedwith Olive Oil is Associated with Higher Serum Total Osteocalcin Levels in Elderly Men at High Cardiovascular Risk” (clicca qui per consultare il link), condotto da una equipe di specialisti spagnoli, in cui si evidenzia che una dieta mediterranea arricchita con olio di oliva vergine per 2 anni si associa ad un aumento nel sangue di concentrazioni di osteocalcina (marcatore del metabolismo osseo), suggerendo effetti protettivi sulle ossa.

“L'assunzione di olio d'oliva è stato messo in relazione alla prevenzione di osteoporosi in modelli sperimentali e in vitro - ha ddichiarato l’endocrinologo José Manuel Fernández-Real, Ricercatore presso l’Ospedale “Dr. Josep Trueta” a Girona, in Spagna e principale autore dello studio - Questo è il primo studio randomizzato che dimostra come l'olio di oliva conservi le ossa in buono stato, secondo quanto si deduce dai marcatori ossei circolanti negli esseri umani”.



I partecipanti a questo studio nazionale a lungo termine denominato “Prevenzione con Dieta Mediterranea” (PREDIMED), sono stati 127 uomini di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, scelti a caso tra i degenti in comunità, che non presentassero diagnosi di precedenti malattie cardiovascolari, ma con una diagnosi di diabete di tipo 2 o di avere almeno uno dei tre fattori di rischio cardiovascolare come l’ipertensione, l’elevata presenza di grassi nel sangue (dislipidemia) o una storia familiare di malattie cardiovascolari premature. I partecipanti sono stati assegnati in modo altrettanto casuale a tre gruppi:

- il primo ha seguito una dieta mediterranea integrata con frutta secca;

- il secondo, una dieta mediterranea con olio extravergine di oliva;

- il terzo, una dieta povera di grassi.

Ai volontari all’inizio e durante il periodo di osservazione di due anni sono stati prelevati a digiuno dei campioni di sangue per analizzare i livelli di biochimici di osteocalcina, glucosio, colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi. Le analisi condotte hanno permesso ai ricercatori di scoprire che solo il gruppo che ha seguito una dieta mediterranea arricchita di olio d’oliva ha evidenziato un aumento delle concentrazioni di osteocalcina nel sangue, mentre negli altri due gruppi era diminuita significativamente, come pure la quantità di calcio che, viceversa, dimostrava un incremento di valori nel sangue dell’altro gruppo. Inoltre, in questo gruppo alimentato a dieta mediterranea arricchita con olio d’oliva, la secrezione di insulina si era preservata maggiormente.



”È importante sottolineare che la maggior concentrazione di osteocalcina nel sangue è stata associata alla maggior secrezione di insulina in pazienti che avevano assunto olio d’oliva - ha aggiunto Fernández-Real - L’osteocalcina è stata così descritta anche per aumentare la secrezione insulinica in modelli sperimentali”.

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