Non essendo stata raggiunta la maggioranza richiesta degli Stati membri per la moratoria di alcuni neonicotinoidi, sarà la Commissione UE a procedere nella sua proposta.

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L’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), con una nota stampa diffusa in data odierna, plaude alla decisione che la Commissione UE dovrà adottare nelle prossime settimane di vietare l’uso di tre insetticidi neonicotinoidi (clothianidin, imidacloprid e thiametoxam), sostanze chimiche che, usate per lo più per la concia delle sementi (pratica sviluppata da più di una decina d'anni, consistente nell'avvolgere il seme da piantare in una pellicola contenente una certa dose di fitofarmaco), costituiscono un “elevato rischio acuto” per le api, secondo i pareri rilasciati, su richiesta della Commissione UE stessa, dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) il 16 gennaio 2013.

L’EEA, a sua volta, aveva pubblicato il 25 gennaio 2013 il secondo volume “Late lessons from early warnings: science, precaution, innovation” nel quale si evidenziava che l’imidacloprid, sulla base di comprovati studi scientifici, era dannoso per l’apicoltura, raccomandandone il ritiro dal mercato.

Sulla base delle corpose prove, possiamo considerare assolutamente corretto adottare un approccio precauzionale e vietare queste sostanze chimiche - ha dichiarato la Direttrice esecutivo dell’EEA Jacqueline McGlade - La Francia ha vietato alcune di queste sostanze chimiche sui semi di girasole e mais fin dal 2004, e sembra che la produttività non ne sia stata colpita. Il 2007 è stato l'anno migliore della Francia per la resa di queste colture da oltre un decennio. Inoltre, qualsiasi analisi economica dovrebbe prendere in considerazione il valore incommensurabile dell’impollinazione effettuata dalle api da miele e da quelle selvatiche. Infatti, continuando ad utilizzare queste sostanze chimiche si metterebbe a rischio un servizio vitale che sostiene l'agricoltura europea”. 

Il divieto, tuttavia, a queste sostanze chimiche si applicherà a partire dal 1° dicembre 2013, per un periodo massimo di 2 anni, entro il quale la Commissione UE riesaminerà, non appena disponibili nuove informazioni, le condizioni di approvazione, tenendo conto degli sviluppi scientifici e tecnici. Il divieto, inoltre, interesserà solo “le colture attraenti per le api”, non verrà esteso alle colture in serra e a cielo aperto cesserà dopo l’avvenuta fioritura per i trattamenti foliari e solo per i 3 citati neonicotinoidi (il termine deriva dal fatto che gli estratti del tabacco sono stati i primi insetticidi di origine vegetale) e non coinvolgerà gli altri 4 in grado di danneggiare altri importanti insetti impollinatori, né gli altri che potrebbero, nel frattempo, essere immessi sul mercato.

Dalle eccezioni sopra indicate si potrebbe pensare ad una “vittoria di Pirro”, in realtà questo primo passo verso una maggior protezione delle api non è stato facile, basti pensare che i produttori sono giganti industriali come Bayer e Syngenta. La proposta della Commissione di mettere al bando i 3 neonicotinoidi dopo i pareri dell’EFSA, non aveva raggiunto il 15 marzo la necessaria maggioranza qualificata in seno alla Comitato permanente di esperti degli Stati membri per la catena alimentare e la salute degli animali (13 Stati membri avevano sostenuto la restrizione, 9 avevano votato contro e 5 si erano astenuti). Nemmeno il 29 aprile 2013, al Comitato d’Appello che si esprime dopo che non si è raggiunta la maggioranza qualificata per l’approvazione della proposta o della sua bocciatura, si è avuta una espressione inequivocabile: 15 Stati membri si sono espressi a favore della proposta della Commissione, 4 si sono astenuti e 8 hanno votato contro, tra cui l’Italia che ha mutato l’atteggiamento assunto il 15 marzo per aver la Commissione UE introdotto condizioni più restrittive nell’applicazione delle misure, in particolare per il divieto di effettuare anche “trattamenti foliari”.

Anche se la maggioranza degli Stati membri ora supporta la nostra proposta, non è stata raggiunta la maggioranza qualificata necessaria - ha affermato M. Tonio Borg, Commissario UE per la Salute e la Politica dei Consumatori - La decisione spetta ora alla Commissione che andrà avanti con il suo testo nelle prossime settimane”.