Alla Fiera di Rimini, nella giornata conclusiva degli Stati Generali della Green Economy, sono state presentate e discusse le proposte degli 8 Gruppi di Lavoro del Consiglio nazionale della green economy per coniugare economia ed ecologia.

sviluppo green economy

In occasione della seconda ed ultima giornata di lavori degli Stati Generali della Green Economy, che si sono svolti a Fiera di Rimini nel corso delle Manifestazioni Ecomondo-KeyEnergy-Cooperambiente (3-6 novembre 2015), i Gruppi di lavoro sulle 8 aree tematiche strategiche per lo sviluppo di una green economy in Italia, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, costituito da 64 organizzazioni di imprese che svolgono attività convergenti con una green economy, hanno presentato e discusso le 23 proposte su cui hanno lavorato.

Le proposte, riunite in un documento che sarà sottoposto al Governo, riguardano pertanto gli ambiti che oggi offrono maggiori possibilità alla green economy nazionale, come l’eco-innovazione, l’agricoltura e l’alimentazione, la lotta al dissesto idrogeologico e la mobilità.
Questo documento - spiega Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy - serve a qualificare la ripresa verso la green economy. Le misure in esso contenute sono tutte in chiave di sviluppo sostenibile che vede coniugare economia ed ecologia. Servono inoltre a stimolare politiche che aiutino il Paese e le imprese a puntare sempre di più sulla green economy”.

Tra le proposte:
- un green bonus per supportare le start up, agevolazioni fiscali per le imprese che investono in eco-innovazione;
- strumenti finanziari innovativi e di mercato da utilizzare per i servizi eco-sistemici;
- un piano di azione nazionale per l’energia e il clima;
- sostenere gli obiettivi del manifesto della green economy per l’agroalimentare e rafforzare la spinta all’occupazione giovanile attraverso agevolazioni fiscali e creditizie con accesso al microcredito;
- un piano di adattamento climatico contro il dissesto idrogeologico;
- la promozione dell’economia circolare;
- un indirizzo green per la mobilità utilizzando dei fondi europei e detrazioni fiscali al 19% delle spese sostenute ogni anno dai cittadini per l’utilizzo di sistemi per la sharing mobility (car sharing, bike sharing, car pooling) e l’attribuzione ai cittadini che rottamano un’auto e non ne acquistano un’altra di un bonus annuale di 400 euro (per 5 anni) per l’utilizzo di sistemi di sharing mobilità;

Nel documento non manca un lungo capitolo dedicato alla fiscalità ecologica e in particolare a una tassa sul carbonio, da introdurre da qui al 2020, applicata inizialmente alle accise di benzina e gasolio e successivamente anche ad altri settori con importi crescenti. La tassa dovrebbe riguardare anche il carbonio relativo ai prodotti di importazione (border tax) con gli stessi livelli di tassazione della carbon tax dei prodotti nazionali. Con l’introduzione della carbon tax si dovrebbe alleggerire il prelievo fiscale dalle imprese e dal lavoro. Un’operazione quindi che lascia invariato il prelievo fiscale.