Di fronte all’attuale situazione politica in Ucraina e al rischio che la Russia chiuda i rubinetti del gas verso l’Europa, la Commissione UE ha adottato una nuova Strategia in materia di sicurezza energetica che poggiando essenzialmente sulle fonti fossili, anziché enfatizzare le risorse autoctone e sostenibili del risparmio energetico, delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, rischia di creare un’ulteriore dipendenza esterna, oltre che continuare a fare spese all’estero.

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A seguito dei recenti avvenimenti in Ucraina che potrebbero compromettere il rifornimento del gas proveniente dalla Russia, la Commissione UE ha adottato il 28 maggio 2014 una nuova Strategia in materia di sicurezza energetica.
Dopo la crisi del gas del 2009 l’UE ha già fatto molto per aumentare la sicurezza delle forniture energetiche, ma rimane ancora vulnerabile. Le tensioni in Ucraina hanno portato di nuovo alla ribalta questo problema - ha affermato José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea - Alla luce di una dipendenza generale da un’importazione di energia superiore al 50%, è necessario compiere ulteriori progressi. La Commissione ha presentato oggi una strategia globale che sarà discussa dai leader dell’UE nel mese di giugno. Conto sul loro forte sostegno, poiché una maggiore sicurezza energetica è nel nostro interesse. Sulla sicurezza energetica l’Europa deve parlare e agire all’unisono”.

La Commissione europea vuole reagire all’attuale situazione geopolitica e alla dipendenza dell’UE dalle importazioni, diversificando le forniture esterne di energia, potenziando le infrastrutture energetiche, realizzando un mercato interno dell’UE per l’energia e il risparmio energetico.
La strategia sottolinea, inoltre, la necessità di coordinare le decisioni di politica energetica e l’importanza di agire all’unisono nei negoziati con i partner esterni e si basa sui progressi già compiuti dopo la crisi del gas del 2009. Le proposte della Commissione, comprese le azioni per garantire la continuità delle forniture durante il prossimo inverno, saranno discusse dai capi di Stato o di Governo dell’UE in occasione del Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014.

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Fonte: http://ec.europa.eu

Per garantire la continuità delle forniture durante l’inverno, la Commissione propone valutazioni globali del rischio (stress test) che sarebbero condotte a livello regionale o dell’UE, simulando un’interruzione della fornitura di gas. Lo scopo è verificare come il sistema energetico possa affrontare i rischi legati alla sicurezza delle forniture e, su questa base, sviluppare piani di emergenza e creare meccanismi di riserva. Tali meccanismi potrebbero prevedere di aumentare le riserve di gas, diminuendo la domanda di gas attraverso il passaggio ad altri combustibili (in particolare per il riscaldamento), di sviluppare infrastrutture di emergenza, ad esempio completando le opportunità di flusso inverso e raggruppando le diverse riserve energetiche di sicurezza esistenti.

Vogliamo partenariati forti e stabili con importanti fornitori, ma dobbiamo evitare di cadere vittima di ricatti politici e commerciali. L’UE e i suoi Stati membri devono impegnarsi su molti fronti: collettivamente dobbiamo potenziare la solidarietà nei confronti degli Stati membri più vulnerabili - ha sottolineato Günther Oettinger, Commissario UE per l’Energia - Dobbiamo inoltre completare il mercato interno dell’energia, migliorare le nostre infrastrutture, diventare più efficienti sotto il profilo energetico e sfruttare meglio le nostre risorse energetiche. Dobbiamo inoltre accelerare la diversificazione dei fornitori di energia esterni, soprattutto per quanto riguarda il gas. Serviranno solo azioni concrete”.

La proposta della Commissione UE poggia su azioni in 5 settori chiave.
• Completare il mercato interno dell’energia e realizzare i collegamenti infrastrutturali mancanti è fondamentale per reagire rapidamente a eventuali interruzioni delle forniture, dirigendo i flussi di energia in tutta l’UE, se e quando necessario.
La Commissione ha individuato 33 progetti infrastrutturali che sono fondamentali per la sicurezza energetica dell’UE. Oltre a ciò, la Commissione propone di estendere l’obiettivo relativo all’interconnessione della capacità elettrica installata al 15% entro il 2030, tenendo conto anche dell’aspetto dei costi e dei potenziali scambi commerciali nelle regioni coinvolte. (Gli Stati membri si sono già impegnati a garantire l’interconnettività del 10% entro il 2020).
Diversificare i Paesi e le rotte di fornitura.
Nel 2013, il 39% delle importazioni di gas in volume dell’UE proveniva dalla Russia, il 33% dalla Norvegia e il 22% dai paesi dell’Africa settentrionale (Algeria, Libia). L’UE manterrà i propri rapporti con i partner affidabili, ma promuoverà anche i legami con nuovi paesi partner e nuove rotte di fornitura, ad esempio nella regione del bacino del Caspio, sviluppando ulteriormente il corridoio meridionale del gas, sviluppando l’hub gasiero mediterraneo e aumentando le forniture di GNL.
• Rafforzare i meccanismi di solidarietà e di emergenza e proteggere le infrastrutture critiche. A questo proposito, la Commissione rivedrà, ad esempio, le disposizioni e l’applicazione del regolamento sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas.
• Aumentare la produzione locale di energia: ciò comprende l’ulteriore sviluppo delle energie rinnovabili e la produzione sostenibile di combustibili fossili.
• Migliorare il coordinamento delle politiche nazionali dell’energia ed esprimersi all’unisono nella politica esterna in materia di energia. La Commissione intende essere coinvolta già ad uno stadio iniziale nei previsti accordi intergovernativi con i paesi terzi che potrebbero avere un impatto potenziale sulla sicurezza delle forniture. La Commissione garantirà inoltre che tutti questi accordi e tutti i progetti infrastrutturali sul territorio dell’UE rispettino pienamente la pertinente legislazione UE.
• Continuare a sviluppare le tecnologie energetiche.
• Migliorare l’efficienza energetica. Dato che gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e di un terzo dell’utilizzo di gas naturale, questo settore svolge un ruolo cruciale.

Par di capire che, anziché puntare in maniera più decisa sul risparmio energetico, sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili ovvero sulle soluzioni veramente sostenibili e autoctone, si continua a cercare soluzioni alternative e costose, quali la diversificazione delle rotte di approvvigionamento del gas (anche dagli USA?) o di sviluppare lo shale gas continentale (!).

Per mantenere la nostra indipendenza, dobbiamo garantirci l'accesso alle risorse naturali del terzo mondo. Perciò, fin dall’inizio una disabilità evidente, una malformazione congenita: questa Europa qui non sarà un ‘gigante dai piedi d'argilla’, ma sarà un gigante le cui gambe, piedi e risorse vitali non gli apparterranno, saranno di altri, presso altri: è questa l'indipendenza dell'Europa?

Così scriveva nel suo romanzo autobiografico “La notte sarà calma” (1974) uno dei più lucidi intellettuali “europei”, eroe di guerra e scrittore francese di origine ebreo-lituana (vincitore del Premio Goncourt) che esordì con “Educazione europea” (1945), romanzo di formazione che Jean Paul Sartre giudicò il miglior libro sulla Resistenza, scritto quando era aviatore delle forze alleate durante la II guerra mondiale.
Pare di capire che, quarant’anni dopo la riflessione di Romain Gary sulla necessità per l’Europa di avere un’indipendenza delle risorse e dell’energia, siamo ancora a “non so più quali spazi occupare” - per mutuare ancora lo scrittore morto suicida nel 1980 - “una variazione sul tema del risentimento da parte dei vecchi padroni del mondo”.