Dall’annuale Rapporto statistico regionale dell’Eurostat, emerge che per il settore turistico l’Italia si conferma come una delle principali mete turistiche europee, ma nessuna delle regioni inserite nella classifica riesce a porsi tra le prime 5. Ancora in ritardo le regioni meridionali che riescono ad intercettare solo il 20% delle presenze turistiche in Italia.

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In concomitanza con l’avvio della Settimana Europea delle Regioni e delle Città (European Week of Regions and Cities), l’Eurostat ha pubblicato il 6 ottobre 2014 l’annuale Rapporto sulle statistiche regionali Regional Yearbook 2014.
How is my region doing within European Union?" ovvero "Come sta la mia regione all'interno della UE?" è la domanda cui cerca di offrire una risposta Eurostat, offrendo un quadro dettagliato di una vasta gamma di settori nelle 272 NUTS 2 dei 28 Paesi membri, dei 4 Paesi candidati a far parte dell’UE (Islanda, Macedonia, Montenegro,Turchia) e dei 3 dell’EFTA (Liechtenstein, Norvegia, Svizzera).
L’acronimo NUTS sta per “Nomenclature des Unités Territoriales Statistiques” e il numero 2 indica il livello, come le regioni italiane, le comunità autonome spagnole, le regioni e i DOM (Départements d’outre mer) francesi, le province belghe e olandesi, i Länder austriaci, i distretti governativi tedeschi (Regierungsbezirkee), ecc.

Tra i vari settori analizzati (popolazione, salute, istruzione, mercato del lavoro, economia, statistiche strutturali sulle imprese, ricerca e innovazione, società dell’informazione, turismo, trasporti, agricoltura, ambiente, copertura e uso dei suoli, città, competitività), meritano attenzione i dati del turismo, con l’Italia che si conferma una delle principali mete turistiche europee, con 6 delle 20 regioni del vecchio continente in cui vengono passate più notti in strutture ricettive, anche se nessuna si colloca tra le prime 5.
Il numero di pernottamenti, riflettendo sia la durata del soggiorno che il numero dei visitatori è considerato un indicatore chiave all'interno di statistica della ricettività turistica.

top 20 eu tourist regions nuts 2013
Così, sulla base di tale parametro, al primo posto ci sono le spagnole isole Canarie, con quasi 90 milioni di notti nel 2013, seguite dalla regione parigina dell’Ile de France (77,5 milioni), la Catalogna (70,5 milioni) e le Isole Baleari (65,3 milioni) e dalla Croazia adriatica (61,8 milioni).
Per trovare la prima regione italiana, il Veneto, bisogna arrivare al 6° posto (61,5 milioni di notti, principalmente a Venezia). Le altre 5 sono nell’ordine la Toscana (11° posto), l’Emilia Romagna (13° posto), la Lombardia (16° posto), il Lazio (19° posto) e, infine, l’Alto Adige (20° posto).

Perdura la situazione di ritardo delle nostre regioni meridionali, dalle quali ci si aspetta un contributo notevole al sistema turistico italiano, nonché europeo, ma puntualmente ogni anno si deve registrare l’ulteriore occasione persa, con i numeri che indicano che 380 milioni di presenze turistiche in Italia solo il 20% (76 milioni) sceglie le località meridionali e il dato peggiora se si considerano gli stranieri: uno striminzito 13% che in valore assoluto vuol dire 20 milioni sui 160 che raggiungono il nostro Paese.

Il turismo ha le potenzialità per svolgere un ruolo significativo nello sviluppo delle regioni europee, contribuendo all'occupazione e alla creazione di ricchezza, allo sviluppo sostenibile, al mantenimento del patrimonio culturale. Le infrastrutture create a fini turistici possono contribuire più in generale allo sviluppo economico locale, mentre i lavori che vengono creati (o mantenuti) possono aiutare a contrastare il declino industriale o rurale.
Il turismo può essere particolarmente significativo nelle regioni periferiche, isolate, dove i servizi connessi al turismo sono spesso una delle principali fonti di reddito per la popolazione locale. Ciò vale in particolare in molte delle regioni insulari europee, così come nelle regioni costiere e alpine.