Troppo smog "spegne" il capodanno

Troppo smog "spegne" il capodanno

L’invito delle autorità municipali di Pechino a limitare l’uso dei fuochi d’artificio palesa il crescente allarme per la salute pubblica minacciata da troppo inquinamento.

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Strano destino, quello della Cina.
Dal coloratissimo passato feudale del Celeste Impero, alla monocromatica Rivoluzione Popolare, una tradizione millenaria, fra le poche, aveva resistito alle purghe culturali: quella dei fuochi d’artificio per celebrare festività e ricorrenze.
Sin dalla sua genesi nell’VIII secolo, infatti l’arte pirotecnica messa a punto dai protochimici asiatici, ha abbellito ricorrenze, illuminato battaglie, celebrato trattati e divini sponsali, traghettando la sapienza d’Oriente fino alle corti d’Europa per divenire, infine, la più popolare delle forme di intrattenimento pubblico.
Eppure, all’alba del terzo millennio, nella congestione dello sproporzionato sviluppo economico che la caratterizza, ecco che pure l’arte che stupì Marco Polo, è costretta a subire l’ingiuria della limitazione, per motivi ecologici.
Sì, perché l’aria talmente inquinata della Capitale cinese non consente ulteriori immissioni di particolato atmosferico e allora ecco le pragmatiche autorità municipali chiedere alla popolazione di limitare l’utilizzo di fuochi d’artificio in occasione del Capodanno (domani, 10 febbraio).

Per dare un’idea dei numeri in gioco (dati diffusi dall’Agenzia Xinhua): “quest’anno saranno messi in vendita 750.000 cartoni di fuochi d’artificio contro gli 810.000 dello scorso anno . Il numero delle botteghe autorizzate a proporre questi prodotti è passato dalle 1.429 del 2012 alle 1.337 di quest’anno”.
Un segno dei tempi?
Certo, perché nel primo mese del 2013 Pechino ha subìto 23 giorni di smog soffocante (con picchi che hanno spinto le Autorità a richiedere alla popolazione di non uscire di casa e di imporre il cambio delle mascherine antismog ogni 4 ore.

Una bella gatta da pelare per il Governo della Repubblica Popolare, che se da un lato macina guadagni e consensi per risultati notevoli dal punto di vista produttivo e commerciale; dall’altro deve fare i conti con un depauperamento di risorse e territorio che non ha eguali nel mondo e si palesa con indici di inquinamento e di peggioramento della salute, altissimi a fronte di disparità sociali ed economiche che si vanno allargando sempre più.

Né il problema ambientale si limita alla qualità dell’aria se si considerano gli sversamenti di sostanze inquinanti nel suolo e nelle acque e lo smaltimento indiscriminato di rifiuti vari (peraltro, spesso, ivi recapitati dal resto del mondo).

Riprendendo una nota dell’Agenzia di Stampa Xinhua del 4 febbraio si legge che l’inquinamento atmosferico, accanto a mezzi finanziari limitati e una carente assicurazione sanitaria si ripercuote sul tasso di neoplasie e sulle cure relative.

L’Health News, in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro ha diramato alcuni dati relativi al comportamento dell’insorgenza di particolari patologie tumorali, in Oriente e in Occidente:

Tumore al seno
“Se nei paesi occidentali, a elevato onere, il tasso di incidenza del tumore al seno é in diminuzione, lo stesso non avviene in Cina, dove i cambiamenti dello stile di vita, la dieta e l’occidentalizzazione delle città hanno causato un aumento dei casi della patologia”, ha affermato a Health News Jiang Zefei, oncologo dell’Ospedale n.307 dell’Esercito di Liberazione del Popolo. “L’età di insorgenza della malattia é di dieci anni più bassa rispetto alle donne occidentali”, ha aggiunto Jiang.
 Secondo i dati del Rapporto Nazionale 2012 sui casi di tumore, il tasso di incidenza della malattia é sui 25 anni di età, con un picco intorno ai 50 anni, e l’età delle pazienti che richiedono cure mediche si attesta sui 48,7 anni, 10 anni prima rispetto all’Occidente. “Per quanto riguarda le cure, mentre le donne nei paesi sviluppati hanno un maggiore accesso agli esami medici di prevenzione, grazie a specifici programmi nazionali che includono un efficiente sistema sanitario, le donne cinesi possono fare affidamento solo sull’autopalpazione del seno senza l’utilizzo di nessun macchinario medico", continua Jiang.
“Se l’80-90% delle donne negli Stati Uniti preferisce evitarlo, in Cina sono molte le quelle che decidono di farsi asportare il seno, perché non possono permettersi una lunga radioterapia”, afferma Jiang.


Tumore ai polmoni
“I pazienti cinesi, rispetto a quelli europei e statunitensi, tendono a riportare una maggiore adesione e calcificazione ai linfonodi polmonari ilari”, lo ha detto a Health News Wang Jun, esperto di Chirurgia Toracica all’Ospedale del Popolo dell’Università, “e ciò, fra le altre cose, é causato dall’inquinamento atmosferico, dalle condizioni di vita e dalla dieta”. “Una iperplasia anomala ai linfonodi ilari comporta maggiori rischi durante operazioni chirurgiche”, ha aggiunto Wang. Dato che le pareti dei vasi sanguigni nella zona polmonare ilare sono molto sottili, una separazione dell’iperplasia adesiva potrebbe causare una grave emorragia toracica, in grado di mettere in pericolo la vita del paziente.

Tumore al colon retto
In Cina, l’età dell’incidenza del tumore al colon retto é di dieci anni inferiore a quella dei paesi occidentali. “Mentre in Occidente si riscontrano più casi di tumore al colon che di tumore al retto, in Cina avviene il contrario, e non c’é nessuna giustificazione adeguata alla mancanza di indagini epidemiologiche su vasta scala”, ha dichiarato a Health News Gu Jin, esperto di Chirurgia colon rettale al Beijing Cancer Hospital. La terapia per il tumore rettale consigliata a livello internazionale prevede una radiochemioterapia della durata di 25 giorni prima dell’operazione chirurgica, con un lasso di tempo fra le due di 6-8 mesi. “Tuttavia, essa risulta lunga e costosa per i pazienti con mezzi finanziari ridotti”, ha detto Gu, “e di conseguenza i medici si sono inventati una nuova cura che sembra funzionare bene: essa prevede 10 giorni di radioterapia seguiti dall’operazione chirurgica dopo due settimane”. Secondo i dati del Rapporto Nazionale 2012 sui casi di tumore, in Cina ci sono 3,12 milioni di nuovi casi di tumore ogni anno. I decessi causati dalla patologia sono 2,7 milioni, il 13% del totale.

E intanto, per tentare di arginare un po’ di danni, si comincia a consigliare l’uso limitato dei fuochi artificiali, forse l’unica, innocente e spensierata esperienza di meraviglioso, per chissà quanti bambini e adulti cresciuti troppo in fretta che, magari, nell’atto di accendere una miccia, non solo pensano di compiere un esorcismo contro le forze del Male, ma sublimano anche il desiderio di sogno e di rapimento celeste.


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