Troppe falle nella legislazione europea sulla qualità dell’aria interna

Troppe falle nella legislazione europea sulla qualità dell’aria interna

 

Secondo il BPIE, l’organizzazione che si dedica alla diffusione delle prestazioni energetiche del parco edilizio europeo, l’analisi effettuata in 8 Paesi europei per verificare la situazione normativa di regolamentazione per edifici efficienti e sani, anche alla luce dell’implementazione della Direttiva “Edifici a energia quasi zero”, mostra che la normativa per il comfort abitativo è piuttosto carente, poco standardizzata e scarsamente prescrittiva.

indoor-air-quality-thermal-comfort-and-daylight

Il Buildings Performance Institute Europe (BPIE), organizzazione indipendente con sede a Bruxelles che studia il miglioramento del rendimento energetico degli edifici in tutta Europa al fine di ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2 correlate, ha pubblicato il 19 marzo 2015 un Rapporto in cui si analizza il quadro normativo dei nuovi ed esistenti edifici residenziali in 8 Paesi europei per la Qualità dell’Aria Interna, il Comfort Termico e l’Illuminazione, che costituiscono gli aspetti chiave per la salubrità delle costruzioni e dei suoi occupanti.

Nonostante la Direttiva EPBD 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, meglio conosciuta come Direttiva “edificio a energia quasi zero” (recepita in Italia con il Decreto legge 4 giugno 2013, n. 63), prescriva all’Art. 4 - comma 1, che gli Stati membri adottano “le misure necessarie affinché siano fissati requisiti minimi di prestazione energetica per gli elementi edilizi che fanno parte dell’involucro dell’edificio e hanno un impatto significativo sulla prestazione energetica dell’involucro dell’edificio quando sono sostituiti o rinnovati, al fine di raggiungere livelli ottimali in funzione dei costi. Nel fissare i requisiti, gli Stati membri possono distinguere tra gli edifici già esistenti e quelli di nuova costruzione, nonché tra diverse tipologie edilizie. Tali requisiti tengono conto delle condizioni generali del clima degli ambienti interni allo scopo di evitare eventuali effetti negativi quali una ventilazione inadeguata, nonché delle condizioni locali, dell’uso cui l’edificio è destinato e della sua età”, lo Studio BPDE “Indoor air quality, thermal comfort and daylight. Analisys of residential building regulations in eight EU Member State” evidenzia che la normativa al riguardo presenta incoerenze e scarsa efficacia sulla base dell’analisi effettuata nella legislazione dei Paesi analizzati (Belgio - Regione di Bruxelles, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Svezia e Regno Unito - Inghilterra e Galles).

Considerando che le persone trascorrono tra il 60 e il 90% della loro vita negli edifici, gli individui dovrebbero essere in primo piano nella legislazione relativa al comfort abitativo, perché le condizioni termiche, di qualità dell’aria e di illuminazione sono elementi che incidono sulla loro salute.
Il BPIE dice che i co-benefici per il comfort termico e un ambiente interno sano dovrebbero essere presi in considerazione nel valutare l'impatto macroeconomico delle misure di ristrutturazione energetica (ad esempio, per la riduzione dei costi per il servizio sanitario nazionale), e riflettersi nelle strategie di ristrutturazione come indicato nella Direttiva sopra nominata.


Il rispetto della qualità dell'aria interna o del comfort termico, inteso come “condizione psicologica che esprime soddisfazione per la temperatura interna”, è raramente controllato dagli organismi di controllo designati e, in caso affermativo, questo avviene soprattutto nella fase di progettazione, piuttosto che eseguire misurazioni in loco.

Anche se la ventilazione è inclusa nei Regolamenti di tutti gli Stati presi in considerazione, è obbligatoria solo in 4 (Belgio, Danimarca, Francia e Svezia), mentre per gli altri ci si limita a “raccomandazioni”.

I requisiti per il recupero del calore, in grado di compensare l'energia persa da ventilazione, sono deboli nella maggior parte delle normative nazionali per le nuove costruzioni  e nei codici nazionali per le nuove costruzioni. Per i lavori di ristrutturazione, i requisiti minimi vincolanti di ventilazione, isolamento e limitazione degli inquinanti, difficilmente sono rintracciabili nelle normative.


Secondo stime dell’OMS, l’inquinamento atmosferico interno è superiore da 2 a 5 volte quello esterno e in Europa nel 2012 sono state valutate 99.000 le morti premature per i livelli di concentrazione di CO2 all’interno degli edifici. Eppure solo in Francia sono obbligatori livelli minimi di concentrazione di CO2, mentre la Gran Bretagna si limita a raccomandazioni e la Danimarca prescrive la riduzione della presenza dei NOx.


Anche un buon livello di illuminazione è parte integrante di un ambiente interno adeguato sia in termini di riduzione di consumi energetici e di emissioni sia per il benessere degli occupanti. Tutti  i Paesi presi in esame hanno un riferimento normativo di base, ma solo Francia, Italia e Polonia la includono nei loro regolamenti.


Sulla base dei principali risultati dello Studio, vengono fatte dal PBIE delle Raccomandazioni:

- nell’implementazione della Direttiva o della sua rifusione, dovrebbero essere inclusi i requisiti per un ambiente interno sano e piacevole;
- sono necessari adeguati requisiti e raccomandazioni per garantire la corretta qualità dell'aria interna, della luce del giorno e del comfort termico;

- potenziali non utilizzati risparmi energetici dovrebbero essere ulteriormente sfruttati, assumendo  un approccio sistemico alla costruzione;
- la qualità dell'aria interna, il comfort termico e  l’illuminazione dovrebbero essere integrati nel Certificato di Prestazione Energetica (per l’Italia, l’Attestato);
- dovrebbero essere sviluppati e ulteriormente integrati nella metodologia europea indicatori di costi e formule di calcolo per stimare i benefici di un ambiente interno sano;

- devono essere considerati nel rendimento energetico complessivo degli edifici, sia per i nuovi che per gli esistenti in fase di ristrutturazione energetica (come avviene nella progettazione edilizia Passivhaus), la trasmittanza termica, l'utilizzo di luce naturale e il guadagno di calore solare;

-  dovrebbero essere maggiormente riconosciute nelle normative il valore dell’uso di una ventilazione energeticamente efficiente e le misure di contenimento del riscaldamento.

Commenta