Alla vigilia del G20 di Amburgo un gruppo di scienziati, imprenditori, dirigenti politici, economisti, analisti e opinionisti scrivono e sottoscrivono un articolo in cui affermano che solo un'azione immediata di riduzione nell'uso dei combustibili fossili potrà evitare le devastanti ondate di calore e l'ingestibile aumento del livello dei mari, proponendo delle misure in 6 tappe fondamentali da implementare entro il 2020.

Il mondo ha bisogno di un'azione climatica estremamente veloce per far scendere la curva delle emissioni globali di gas ad effetto serra, che comporta una drastica riduzione dell'utilizzo di combustibili fossili se si vuole evitare effetti non gestibili come ondate di calore devastanti e l'aumento del livello dei mari.

È quanto scrivono e sottoscrivono 60 scienziati, imprenditori, dirigenti politici, economisti, analisti e opinionisti (tra i più noti: Johan Rockström della Stockhom University; Jochim Schellnhuber e Stefan Rahmstorf del PIK; Anthony Hobley, Direttore esecutivo di Carbon Tracker; Jonathan Bamber, Presidente dell'Unione Europea delle Geoscienze) nell'articolo "Three years to safeguard our climate" pubblicato il 28 giugno 2017 su Nature.
"Noi siamo nella possibilità di piegare verso il basso la curva delle emissioni di gas serra entro il 2020, come richiede la scienza, a protezione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'ONU e, in particolare all'eradicazione della povertà estrema - ha affermatola co-autrice e prima firmataria Christiana Figueres, l'ex Segretaria esecutiva dell'UNFCCC e attuale coordinatrice di Mission 2020, una campagna di ampio respiro che richiede un'azione urgente per assicurare che le emissioni di carbonio inizino una caduta inesorabile entro il 2020 - Questa sfida monumentale coincide con l'apertura senza precedenti di autodisciplina da parte dei Governi subnazionali all'interno degli Stati Uniti, dei Governi a tutti i livelli al di fuori degli Stati Uniti, e del settore privato in generale. L'opportunità che ci viene data nei prossimi tre anni è unica nella storia".

Alla vigilia del G20 di Amburgo (6-7 luglio 2017), gli autori sono sicuri che sia il progresso tecnologico che lo slancio politico hanno raggiunto un punto che permette di avviare la "grande trasformazione della sostenibilità" e che il 2020 è una data fondamentale perché solo in quell'anno gli Stati Uniti potranno legalmente ritirarsi dall'Accordo di Parigi (vedi L'uscita dall'Accordo di Parigi conferma l'isolazionismo degli USA).

Ancora più convincenti sono le considerazioni basate sulla fisica: le recenti ricerche hanno dimostrato che il mantenimento del riscaldamento globale al di sotto dei +2 °C diventa quasi impossibile se si ritarda l'azione climatica oltre il 2020 e il superamento di quel limite sarebbe pericoloso E la violazione della linea a 2 ° C sarebbe pericolosa, poiché il numero dei fenomeni destabilizzanti del sistema Terra, come lo scioglimento delle grandi masse di ghiaccio, potrebbero risultare irreversibili.

"Finora siamo stati beneficati dalla notevole resilienza del Pianeta negli ultimi 100 anni, che ha assorbito la maggior parte dei nostri abusi sul clima - ha dichiarato a sua volta Rockström, riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti sulle questioni legate alla sostenibilità globale per la teoria dei "Planetary boundaries" ovvero dei 9 confini planetari, oltrepassati i quali, gli effetti a cascata che ne derivano possono essere assolutamente fuori delle nostre capacità di controllo e devastanti per l'umanità - Ora abbiamo raggiunto la fine di questa epoca e abbiamo bisogno di piegare immediatamente la curva globale delle emissioni, per evitare risultati ingestibili per il nostro mondo moderno".

Secondo gli esperti, siamo sul punto di giungere ad un punto di svolta sociale, con la produzione di energia eolica e solare in grande espansione. In Europa, ad esempio, più di tre quarti delle nuove capacità energetiche installate si basano su tali fonti rinnovabili. La Cina sta rapidamente istituendo un sistema nazionale di scambio delle emissioni. Gli investitori finanziari negli Stati Uniti sono sempre più preoccupati per i rischi da carbonio.

Sono 6 le tappe che gli autori indicano accelerare la trasformazione in atto entro il 2020.
Energia. Le energie rinnovabili dovranno costituire almeno il 30% dell'approvvigionamento elettrico mondiale, dal 23,7% che era nel 2015. Non dovranno essere più approvate centrali elettriche a carbone dopo il 2020 e quelle in funzione dovranno essere progressivamente chiuse.
Infrastrutture. Le città e gli Stati avvieranno piani di azione per decarbonizzare completamente gli edifici e le infrastrutture entro il 2050, con un finanziamento di 300 miliardi di dollari l'anno, migliorando ogni anno di almeno il 3% il proprio parco immobiliare e infrastrutturale ad emissioni zero o quasi zero.
Trasporti. I veicoli elettrici dovranno rappresentare almeno il 15% delle vendite di auto nuove in tutto il mondo, un aumento significativo rispetto alla quota di mercato attuale di quasi l'1% che i veicoli ibridi a batteria e plug-in. Sono inoltre necessari impegni per un raddoppio l'utilizzo dei trasporti pubblici nelle città, un aumento del 20% , un aumento del 20% ddi efficienza dei carburanti per veicoli pesanti e una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra dell'aviazione civile per ogni chilometro percorso.
Suoli. Dovranno essere adottate politiche di utilizzo dei suoli che riducano la distruzione delle foreste e indirizzino gli sforzi per il rimboschimento e l'afforestamento. Le emissioni nette attuali derivanti dalla deforestazione e dalle modifiche all'uso del suolo rappresentano circa il 12% del totale globale. Se fossero ridotti a zero nel prossimo decennio, rimboschimento e afforestamento potrebbero essere utilizzati, invece, per creare un dissipatore di carbonio entro il 2030, contribuendo a spingere le emissioni globali nette totali a zero, a sostenere l'approvvigionamento idrico e a produrre altri vantaggi. Le pratiche agricole sostenibili possono ridurre le emissioni e aumentare il sequestro del CO 2 nei suoli sani e ben gestiti.
Industrie. L'industria pesante adotterà e svilupperà piani per aumentare l'efficienza e ridurre le emissioni, con l'obiettivo di dimezzare le emissioni ben prima del 2050. Le industrie ad alto tenore di carbonio - quali quelle del ferro e dei metalli, del cemento, dei prodotti chimici, del petrolio e gas - attualmente costituiscono il 20% delle emissioni globali di escludendo le loro esigenze di elettricità e calore.
Finanza. Il settore finanziario dovrà ridefinire gli investimenti mobilitando almeno 1.000 miliardi di dollari l'anno per l'azione climatica. La maggior parte dei finanziamenti deriverà dal settore, ma Governi, Banche e Istituti di Credito come la Banca Mondiale dovranno emettere "obbligazioni verdi" per finanziare gli sforzi di mitigazione del clima. Ciò creerebbe un mercato annuale che, entro il 2020, gestirà obbligazioni 10 volte superiori agli 81 miliardi di dollari emesse nel 2016.

"La matematica del clima è brutalmente chiara: mentre il mondo non può essere guarito in pochi anni, può essere tuttavia ferito fa morte se la negligenza continua fino al 2020 - ha concluso Schellnhuber, Climatologo di fama mondiale e conosciuto per i suoi studi sui cosiddetti "tipping points" del sistema Terra ovvero il livello oltre il quale un cambiamento diviene inarrestabile - È necessario agire entro il 2020, ma non è chiaramente sufficiente: occorre impostare il percorso per dimezzare le emissioni di CO2 ad ogni decennio. Analogamente, alla leggendaria 'Legge di Moore' che afferma che i processori per computer raddoppiano di potenza ogni due anni, la 'Legge del Carbonio' può diventare una profezia che si autoadempie, mobilitando le innovazioni e le forze di mercato. Ciò diventerà inarrestabile, ma solo se spingiamo ora il mondo ad agire".