Trasformare le città europee in un clima che cambia

Trasformare le città europee in un clima che cambia

A conclusione dell’Open European Day di Bonn, l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato il Rapporto sulla situazione dei piani di adattamento ai cambiamenti climatici delle città europee per offrire ad urbanisti e politici una panoramica delle misure che possono essere intraprese, tra cui viene citato il piano della città di Bologna, anche se purtroppo sono molte le città che non hanno nemmeno in programma un piani per adattarsi ai cambiamenti climatici che avranno impatti sempre più pesanti. 

urban adaptation to climate change in europe 2016

Alla vigilia della 7a Conferenza annuale  “Resilient Cities 2016 - Global Forum on Urban Resilience and Adaptation”, in svolgimento a Bonn (6-8 luglio 2016), ICLEI - Local Governments for Sustainability e Agenzia Europea dell’Ambiente hanno organizzato congiuntamente la 3a Open European Day al termine della quale è stato presentato il Rapporto “Urban adaptation to climate change in Europe 2016. Transforming cities in a changing climate”, redatto dall’AEA, che offre una panoramica completa delle azioni che urbanisti e politici possono adottare per contribuire a ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici.
Le città di tutta Europa devono intensificare i loro sforzi di adattamento - sottolinea l’Agenzia - se si vuole affrontare le sfide sempre più complesse causate dai cambiamenti climatici, quali inondazioni più estreme o ondate di calore prolungate”.

Secondo il Rapporto, il modo migliore per affrontare queste sfide è quello di assumere un approccio sistemico più ampio, che affronti le cause della vulnerabilità ai cambiamenti climatici, includendo una migliore pianificazione urbana, con più aree verdi che possano trattenere acqua piovana in eccesso o raffreddare i nuclei di edifici urbani in estate, o impedendo la costruzione di case in zone soggette a inondazioni. Questo approccio può rendere le città dei luoghi sostenibili, molto più attraenti e resilienti ai cambiamenti climatici.
Le città europee sono sempre più sensibili agli aspetti negativi dei cambiamenti climatici, che si prevede aumenteranno in frequenza e intensità di eventi estremi come le ondate di calore, le  inondazioni, la scarsità d’acqua e la siccità. Al contempo, gli sviluppi socio-economici e demografici possono rendere le città più vulnerabili con impatti pesanti su una vasta gamma di funzioni urbane, sulle infrastrutture e sui servizi come l’energia, i trasporti, e l’acqua, influenzando la qualità della vita.

In Europa 100 città, hanno già iniziato a guardare alla loro vulnerabilità ai cambiamenti climatici e hanno sviluppato ed avviato piani e strategie di contrasto. Tra queste viene citata Bologna e il suo BLUEAP (Bologna Local Urban Adaptation Plan for a Resilient city), progetto che ha coinvolto 150 portatori di interesse (istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria, università, cittadini), interessato 70 progetti di idee e messo in atto 6 azioni pilota.

Alcuni Governi e organizzazioni europee, nazionali e regionali hanno implementato strutture politiche e legislative per attuare le misure e piani, tra cui la Strategia di adattamento dell’Unione europea (2013) e  il Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia.
Tuttavia -  evidenzia il Rapporto - c’è ancora molto da fare, dato che molte altre città non hanno ancora in programma piani di adattamento ai cambiamenti climatici”.

Il Rapporto dell’AEA, pur completo, non è stato redatto per essere letto dall’inizio alla fine, bensì è suddiviso in 3 guide di lettura a seconda degli stakeholders (per Governi locali; per livello internazionale, europeo, nazionale e regionale; per attività di ricerca e conoscenza). 

 

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