Tornano a crescere (17%) gli investimenti nelle rinnovabili, ma non in Europa (+ 1%).

Tornano a crescere (17%) gli investimenti nelle rinnovabili, ma non in Europa (+ 1%).

Il Rapporto annuale dell’UNEP sugli investimenti globali nelle energie pulite conferma che dopo due anni di declino hanno registrato una solida crescita, trainata soprattutto dal continente asiatico e dai Paesi in via di sviluppo.

L’Europa dopo essere stata il motore delle rinnovabili, non è più un’area appetibile per gli investitori, sia per le misure retroattive introdotte nei Paesi del sud del continente che per il progressivo abbandono delle tariffe incentivanti e l’introduzione delle aste inverse in quelli del centro-nord.

investimenti rinovabili 2015

 Il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) ha rilasciato il 31 marzo 2015 “Global Trends in Renewable Energy Investment 2015” (GTR), la ricognizione annuale sugli investimenti globali nell’energia pulita, che costituisce la pubblicazione complementare di “Renewables Global Status Report” (GSR), redatta per l’UNEP da REN 21, che fa il punto sulla situazione relativa alle installazioni mondiali di impianti a fonti rinnovabili e che sarà pronta, invece, per giugno 2015.

Il GTR 2015 è stato redatto, come di consueto, dalla Bloomberg New Energy Finance e dalla Frankfurt School of Finance & Management, che con l'UNEP ha costituito il Collaborating Centre for Climate and Sustainable Energy Finance.

Secondo il Report, nel 2014 si è registrata una solida crescita del 17% degli investimenti (270 miliardi di dollari) nelle fonti rinnovabili, dopo due anni di declino e nonostante il forte calo del prezzo del petrolio, grazie anche alla significativa riduzione dei costi delle tecnologie, in particolare nel solare, ma pure nell’eolico, che hanno portato ad un aumento record della capacità installata, passata dal 86GW nel 2013 e 89GW nel 2012, ai 103GW del 2014.
Di nuovo nel 2014, le fonti rinnovabili hanno costituito quasi la metà della capacità di potenza netta che si è aggiunta in tutto il mondo - ha affermato Achim Steiner, Direttore esecutivo dell'UNEP nel corso della presentazione del Rapporto - Queste tecnologie energetiche pulite sono ormai una componente indispensabile del mix energetico globale e la loro importanza crescerà non soltanto in relazione ai mercati maturi, ma anche per effetto della riduzione dei prezzi che continuano a scendere e alla necessità sempre più urgente di tenere a freno le emissioni di carbonio”.

investimenti in rinnovabili

La Cina è stato di gran lunga il Paese con i maggiori investimenti nelle energie rinnovabili con il record di 83,3 miliardi dollari, in crescita del 39% rispetto al 2013. Seguono gli Stati Uniti con 38,3 miliardi dollari, in crescita del 7% rispetto all'anno precedente, anche se questo dato è al di sotto del massimo storico conseguito nel 2011, quindi, al 3° posto si piazza il Giappone, a 35,7 miliardi dollari, il 10% in più rispetto al 2013, al suo livello storico più alto. e il suo più grande mai totale.
Come negli anni precedenti, il mercato nel 2014 è stato dominato dagli investimenti record nel solare e nell’eolico, che hanno rappresentato il 92% di quelli complessivi per l’energia rinnovabile e combustibili: il solare è aumentato del 25%  con 149.600 milioni dollari, il 2° trend storico; mentre, l’eolico è cresciuto al suo livello più alto con 99,5 miliardi di dollari (+ 11% rispetto al 2013).

Tra gli altri dati significativi che emergono dal report:

- gli investimenti in energia pulita nei Paesi in via di sviluppo (131,3 miliardi di dollari) sono ormai pari a quelli dei Paesi industrializzati (138,9 miliardi di dollari);

- 1.3 Gtonn. di emissioni di carbonio evitate con la produzione di energia elettrica delle rinnovabili; per mantenersi nella traiettoria del + 2 °C entro la fine del secolo, le emissioni da evitare al 2020 dovrebbero arrivare a 10 GtCO2;

- 9,1% il contributo alla produzione mondiale di energia elettrica delle rinnovabili, rispetto 8,5% del 2013;

- in Europa gli investimenti sono aumentati di appena l’1%, con la Gran Bretagna che ha salvato il segno positivo del continente, grazie ai massicci investimenti nell’eolico offshore.
Secondo gli autori del rapporto gli investitori stanno perdendo fiducia nei sistemi di supporto per le energie rinnovabili dei responsabili politici europei.

“Spagna e Italia sono aree no-go per gli investitori a seguito delle misure retroattive introdotte - ha affermato Michael Liebreich, Presidente del comitato consultivo di Bloomberg New Energy Finance - In Gran Bretagna e Germania stiamo assistendo a un progressivo abbandono delle tariffe incentivanti e dei certificati verdi, a favore del meccanismo delle aste inverse e di tetti ai sussidi, volti a mettere un limite ai costi della transizione energetica. L'Europa è stato il primo motore dell’energia pulita, ma è ancora in una fase di ristrutturazione di quei meccanismi di sostegno iniziali”.

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