La Task Force Intergovernativa della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie della fauna selvatica (CMS), nella sua prima riunione del Cairo ha adottato una Dichiarazione per porre fine alla strage di 25 milioni di uccelli migratori che avviene ogni anno nella regione mediterranea, dove in Italia si stima che vengano uccisi 18 uccelli per km2.

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Prevista dalla risoluzione adottata a Quito (2014) dalla Conferenza delle Parti della Convenzione per la conservazione delle specie migratorie della fauna selvatica (CMS) dell'UNEP, si è svolta a Il Cairo (12-15 luglio 2016) la 1a Riunione della task force intergovernativa sulla uccisione illegale, la cattura e il commercio di uccelli migratori nel Mediterraneo (MIKT).

Nella risoluzione si riconosce che l'uccisione illegale, la cattura e il commercio degli uccelli migratori è un problema globale, ma nella regione del Mediterraneo questa attività è particolarmente acuta che necessita di un approccio proattivo per trovare soluzioni che possano aiutare a prevenire o ridurre al minimo il fenomeno.

Si stima che circa 25 milioni di uccelli vengano uccisi ogni anno nel Mediterraneo, durante la loro migrazione tra l' Europa e l'Africa, con conseguente rapido declino di specie come l'ormai vulnerabile Colomba della tartaruga (Streptopelia turtur), il cui numero dal 2000 è sceso fino al 90% in alcuni Paesi.

Per arginare la strage di uccelli migratori che vengono uccisi, incollati a bastoni o intrappolati nelle reti, i Governi di tutto il Mediterraneo riuniti in Egitto hanno concordato una serie di forti impegni politici, quali sanzioni più pesanti e un maggior controllo per cogliere i trasgressori, compreso il dispiegamento dei corpi di polizia ambientale per scoraggiare il bracconaggio, che sono stati inclusi nella Dichiarazione del Cairo, adottata nell'occasione.

"Gli uccelli vengono braccati, intrappolati e macellati su scala industriale mentre compiono i loro lunghi viaggi attraverso il Mediterraneo - ha affermato Bradnee Chambers, Segretario esecutivo della CMS - Questo massacro senza senso ha innescato un preoccupante calo in molte specie. Ma non sono solo gli uccelli a risentirne. Reti criminali internazionali stanno lucrando su un commercio illegale che si estende dal Golfo verso l'Italia, minando la sicurezza nei Paesi in tutta la regione. La Dichiarazione del Cairo manda un forte messaggio forte ai criminali che tali barbare pratiche non saranno più tollerate".

Gli uccelli canori che si riproducono nell' Europa continentale e migrano verso i loro luoghi di svernamento a sud del Sahara, come pure piccioni, rapaci e uccelli acquatici migratori, vengono uccisi in numeri spaventosi in tutta la regione. In Egitto, dove si stima che 5,7 milioni di uccelli siano illegalmente uccisi ogni anno con reti invisibili innalzate lungo la costa per 700 chilometri. In Italia, dove si crede che avvenga il maggior numero di uccisioni illegali nell'UE, si stima che vengano uccisi ogni anno 18 uccelli per Km2.

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(Clicca qui per ingrandire - Fonte: Birdlife International - "The Killing")

Se alcune comunità dei Paesi più poveri dipendono da questi uccelli per la sussistenza, sono in aumento le attività illecite, dal momento che si tratta di un commercioaltamente lucrativo. Gli uccelli sono venduti ai ristoranti che li offrono come prelibatezze, tenuti in cattività, venduti nei mercati e catturati per la falconeria.Il contrabbando di uccelli canori vivi o morti, tra cui, fringuelli, pispole e allodole, costituiscono la stragrande maggioranza degli uccelli mercanteggiati. Gli uccelli rapaci, in particolare i falchi, sono per lo più inviati ai Paesi del Golfo Persico, dove la domanda è in crescita. Un gran numero di questi uccelli catturati non sopravvive alla catena del contrabbando, morendo in cattività.

Un recente rapporto di BirdLife International, sottolinea l'UNEP, ha identificato 3 zone in particolare (l'area di Famagosta a Cipro, quella della diga di Menbej-Tishreen  in Siria e quella di El Manzala in Egitto) dove, incredibilmente, più di mezzo milione di uccelli vengono illegalmente uccisi ogni anno.

Anche se andranno prese specifiche misure per ogni Paese del Mediterraneo per affrontare il bracconaggio, la Task Force ha convenuto di rafforzare nella Dichiarazione del Cairo 3 aree chiave come parte di un approccio di tolleranza zero per questo tipo di crimine nei confronti della fauna selvatica.

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Le sanzioni devono essere aumentate, la legislazione deve essere applicata e il numero e la qualità dei ranger della fauna selvatica devono essere aumentati per perseguire meglio i criminali. Queste azioni potrebbero portare vantaggi immediati già da questo autunno, allorché inizia il periodo migratorioome si avvicina migrazione autunnale di quest'anno.

Conservazione e monitoraggio
Deve essere effettuata una ricerca mirata sull'uccisione illegale di uccelli, al fine di determinare quali specie sono coinvolte, quali zone sono a maggior rischio e il relativo impatto sulle rotte migratorie degli uccelli. Alcune specie possono essere legalmente cacciate, come la quaglia europea o la tortora dal collare, ma per lo più la caccia è illegale e insostenibile. Le Parti hanno discusso dell'adozione di un protocollo di monitoraggio per misurare le tendenze, indirizzare le misure di conservazione e di migliorare l'informazione sulle uccisioni illegali.

Educazione e sensibilizzazione del pubblico
È fondamentale capire i driver sociali, economici e culturali che stanno dietro la cattura di uccelli, soprattutto nelle comunità che ne sono dipendenti per essere  parte del loro sostentamento. A tal fine sono stati individuati mezzi di sussistenza alternativi per ì, come ad esempio la piscicoltura o l'allevamento di quaglie rilanciare quaglia. Di conseguenza, saranno determinanti nei prossimi anni le attività di educazione e sensibilizzazione delle comunità locali, per gruppi mirati di opinione pubblica e in generale per tutti i cittadini.