Disponibile sul sito di “The Solutions Project”, l’infografica interattiva che presenta le road map di 139 Paesi, che indicano come la loro conversione al 100% di energie rinnovabili al 2050 sia possibile economicamente e tecnologicamente, facendo uso delle proprie fonti rinnovabili.

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Nel momento in cui il mondo cerca le soluzioni per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici tramite lo sviluppo di politiche energetiche e ambientali in grado di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, e i leader politici affermano (a parole) che bisogna decarbonizzare il mix energetico, se si parla della possibilità di coprire il 100% del fabbisogno di energia (non solo di produzione di elettricità) con un mix di energie pulite, tutti si affrettano a dire che un tale obiettivo è utopico.

Eppure, un team di ricercatori della prestigiosa Stanford University di California, guidato dal Prof. Mark Z. Jacobson del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale e co-Fondatore e Direttore del Programma Atmosfera/Energia dell’ateneo, ha definito le roadmap per 139 Paesi, che indicano quale composizione da fonti rinnovabili ogni Paese potrebbe adottare, qualora volesse raggiungere l’obiettivo di zero emissioni al 2050.

Il piano è stato pubblicato sul sito di “The Solutions Project”, una no profit fondata dallo stesso Jacobson, dal Vice-Presidente della RaboBank Marco Krepels, dall’attore-regista candidato più volte all’Oscar Mark Ruffalo e dal regista Josh Fox, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dei cittadini, in particolare quelli statunitensi, verso i temi della sostenibilità.

La ricerca su cui si sono sviluppate le tabelle di marcia è durata anni ed è stata condotta utilizzando una metodologia coerente in tutti i Paesi. Concentrandosi sulla soddisfazione della domanda di energia, ha utilizzato solo le energie rinnovabili disponibili in ogni singolo Stato.

Per definire un quadro completo del consumo di energia, i ricercatori hanno preso in esame i consumi di 4 settori: residenziale, commerciale, industriale e trasporti; per ognuno dei quali hanno analizzato la quantità e la fonte di energia consumata, calcolando le richieste di combustibile se tutto il consumo di carburante venisse sostituito con l’elettricità.

Ovviamente, la roadmap per ogni Paese richiede politiche aggressive sia per le infrastrutture che per le modalità con cui attualmente viene consumata energia, tuttavia indica che la conversione è tecnicamente ed economicamente possibile attraverso l’implementazione su vasta scala delle tecnologie esistenti.

Al fine di raggiungere il grande pubblico, secondo la mission di “The Solutions Project”, i risultati sono stati riassunti in una rappresentazione grafica interattiva che in dettaglio mostra come potrebbe essere il mix energetico dei singoli Paesi al 2050, tenendo conto, oltre che delle disponibilità di fonti pulite, anche, per esempio, della loro futura domanda di energia, dei costi e della disponibilità di uso dei suoli.

Selezionando il Paese, viene mostrato come potrebbe essere la sua composizione energetica, e vengono offerte ulteriori informazioni sul numero di posti di lavoro in più che si creerebbero, sui costi futuri dell’energia rispetto agli attuali, nonché sui benefici correlati alla salute che tale transizione comporterebbe.

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Su una ricerca di tal genere potrebbero essere fatte osservazioni sulle modalità temporali con cui si arriverebbe a un tale scenario, soprattutto per settori quale quello dei trasporti (per esempio il massiccio passaggio all’auto elettrica o agli aerei non alimentati da cherosene), specialmente da chi fosse preoccupato che una simile transizione comporterebbe il rischio di fallimento di banche e istituti finanziari che si sono fortemente esposti per sovvenzionare progetti di sfruttamento di fonti fossili che rischiano di dover rimanere sotto terra.

Ma quel che è più interessante della ricerca è l’impatto positivo che avrebbe sulla società la dimostrazione che un modello energetico a basse emissioni è possibile, dando così un’ulteriore spinta all’implementazione delle tecnologie pulite.
Gli ostacoli principali sono di tipo sociale, politico e  di indisponibilità a cambiare da parte delle industrie - aveva dichiarato Jacobson in occasione della presentazione della roadmap statunitense -  Un modo per superare le barriere è quello di informare la gente su ciò che è possibile. Dimostrando che è tecnologicamente ed economicamente possibile, questo studio potrebbe ridurre gli ostacoli per una trasformazione su vasta scala”.