Tecnologie e tendenze per il recupero dei rifiuti

Tecnologie e tendenze per il recupero dei rifiuti

A Piacenza, una  ricca giornata di aggiornamento sul recupero di materia e di energia da rifiuti, Green Economy

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Si é svolto a Piacenza lo scorso 15 e 16 Maggio presso la prestigiosa location della Sala dei Teatini, il Convegno dal titolo “Tecnologie e tendenze per il recupero dei rifiuti”. La giornata di aggiornamento è stata patrocinata dal Politecnico di Milano, dal Consorzio LEAP (Laboratorio Energia e Ambiente Piacenza) e dal Centro Studi MatER.


L’introduzione e la presentazione del convegno sono state curate da Stefano Consonni, Direttore del Centro studi MatER (Materia & Energia da Rifiuti) il quale ha ricordato come il Centro mira, sulla base di solide basi scientifiche, ad identificare soluzioni tecnicamente ed economicamente percorribili oltre che sostenibili riguardo i numerosi temi connessi al recupero dei rifiuti. Pertanto l’obiettivo fondamentale é quello di fornire una rappresentazione rigorosa delle tecnologie e delle politiche adottate per il recupero di materia e di energia dai rifiuti, contribuendo ad identificare le scelte più efficaci per una gestione dei rifiuti sostenibile. In altre parole l’obiettivo é quello che da fonte di preoccupazione i rifiuti diventino una preziosa risorsa.
La prima sessione del convegno é stata dedicata alle strategie e prospettive per il recupero. In rappresentanza di Federambiente hanno parlato Gianluca Cencia riguardo la gestione dei rifiuti urbani in Italia e Alberto Ferro riguardo alle attività del gruppo di lavoro Raccolta Differenziata e Riciclaggio di Federambiente nella direzione degli obiettivi europei.
Sabrina Freda, Assessore regionale dell’Emilia Romagna, ha sottolineato come sia fondamentale il recupero di materia dai rifiuti. Infatti nelle linee guida della regione troviamo prima la prevenzione, poi il recupero di materia, poi il recupero di energia ed infine lo smaltimento in discarica come ultima possibilità. L’obiettivo di materiale recuperato per la regione Emilia Romagna é del 60% addirittura maggiore di quello europeo che é del 50%.
Paola Zerbinati ha relazionato sul Piano Regionale Rifiuti della Regione Lombardia. In particolare si è soffermata sul fato che la nuova programmazione regionale recepisce e fa proprie le indicazioni dettate dalla normativa nazionale e comunitaria di riferimento. Viene stabilito chiaramente un ordine di priorità tra le forme di gestione del rifiuto, ponendo al primo posto la prevenzione della produzione dei rifiuti, dando piena attuazione a quanto stabilito dalla Direttiva che si pone l’obiettivo di attuare la “società del riciclaggio”. Dal punto di vista della raccolta differenziata (RD) in Regione Lombardia sono presenti al 2010 274 Comuni che hanno già superato l’obiettivo del 65%.
Stefano Leoni della Fondazione Sviluppo sostenibile ha parlato di Green Economy ed uso efficiente delle risorse. Ha sottolineato che “La conversione ecologica dell’economia, crea una nuova domanda capace di produrre lavoro, nuovi redditi e rilanciare la ricerca e la sperimentazione di nuove tecnologie. L’Unione Europea sta spingendo gli Stati membri a muoversi verso questo cambiamento. In particolare in materia di rifiuti si propone di creare una “Società del Riciclaggio” e tal fine non solo ha imposto nuovi obiettivi, ma ha anche promosso studi ed elaborato previsioni sugli effetti positivi di una simile riforma. Il settore del riciclaggio ha registrato in percentuale la maggiore crescita dell’occupazione dopo quello delle rinnovabili, rispetto a tutti gli altri settori che classificano i green jobs”.
La seconda sessione, dedicata al riciclaggio, si é aperta con l’intervento di Grosso e Rigamonti del Politecnico di Milano. Eccone una brevissima sintesi. Analizzando le filiere di recupero di ciascuno dei sei materiali da imballaggio, concettualmente schematizzabili con una prima fase di selezione ed una successiva di riciclo vero e proprio, si vede come da tali operazioni si ottiene una certa percentuale di scarti che vanno a diminuire l’efficienza totale del processo di recupero (selezione + riciclo) del materiale. Questa può essere definitiva come il rapporto tra la quantità di materia prima secondaria (MPS) prodotta negli impianti di riciclo e il materiale in ingresso alla filiera di recupero. In generale si può concludere che raccolte differenziate comprese tra il 50% e il 75% comportano comunque scarti da smaltire pari a circa il 20%, materiale che si va a sommare al rifiuto urbano residuo (RUR).
Il dottor Gorani è intervenuto per il CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi. “È un consorzio privato senza fini di lucro – ha spiegato - costituito dai Produttori e Utilizzatori di imballaggi, con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti dalla normativa italiana. Le aziende aderenti al Consorzio versano un Contributo obbligatorio che rappresenta la forma di finanziamento che permette a CONAI di intervenire a sostegno delle attività di raccolta differenziata e di riciclo dei rifiuti di imballaggi. CONAI indirizza l’attività e garantisce i risultati di recupero dei 6 Consorzi dei materiali: acciaio (Ricrea), alluminio (Cial), carta/cartone (Comieco), legno (Rilegno), plastica (Corepla), vetro (Coreve)”.
A seguire, l’intervento di Gino Schiona del Cial: “Accanto alla raccolta differenziata, con diverse modalità di gestione sul territorio nazionale, alla captazione dell’alluminio da impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati, al recupero di tappi e capsule dagli impianti di lavorazione del vetro, alla valorizzazione tramite recupero energetico delle frazioni sottili incenerite, una nuova tecnologia, sotto molti aspetti “rivoluzionaria”, si va oggi affermando: il recupero dell’alluminio dal trattamento delle scorie (ceneri pesanti) degli impianti di termovalorizzazione”.
La Terza sessione é stata dedicata al recupero di energia. Sono state fornite informazioni relative ai processi integrati di digestione anaerobica ed al compostaggio; sono state discusse le tappe fondamentali della realizzazione del termovalorizzatore dei rifiuti di Torino; si é parlato della raccolta differenziata del legno e dell’impianto a biomassa legnosa asservito alla rete di teleriscaldamento di Cremona.
La Quarta sessione si è incentrata sulle tecniche di misura. Il Professor Stefano Cernuschi del Politecnico di Milano ha provveduto a fare un’analisi delle emissioni di particolato ultrafine. Giorgio Buonanno dell’Università di Cassino ha discusso del contributo delle emissioni dei termoutilizzatori alla dose giornaliera di polveri in Italia.
Nella sessione relativa alle “nuove tecnologie e processi per il recupero” sono stati affrontati da Umberto Arena dell’Università di Napoli gli aspetti principali dei trattamenti termici per la gassificazione, mentre Elza Bontempi dell’Università di Brescia ha parlato della stabilizzazione con silice amorfa di polveri residue da termovalorizzazione.
Nella successiva sessione Michele Giugliano del Politecnico di Milano ha trattato dell’attuale ruolo ambientale della termoutilizzazione. Ha sottolineato come “La base dei dati su cui fondare il dibattito sulla questione ambientale è profondamente cambiata nell’ultimo decennio ed occorrerà prenderne atto per argomentare opposizioni o accettazioni consapevoli, che evitino la deriva dei pregiudizi ideologici. Intanto nuovi problemi si profilano all’orizzonte come lo sviluppo tumultuoso della presenza di nano materiali diffusi nell’ambiente che inevitabilmente finiranno anche nei rifiuti”.
Stefano Consonni del Politecnico di Milano nonché Direttore del MatER ha spiegato come si valuta l’indice di recupero energetico. Per quanto concerne l’intervento di Giuseppe Genon del Politecnico di Torino, il professore ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di adoperare gli inceneritori sia pur con i dovuti accorgimenti in quanto ancora non siamo pronti a fare un recupero di materia così spinto da riuscire a minimizzare il quantitativo da portare in discarica.
Si è parlato anche di biogas e biomassa; in particolare della nuova centrale energetica di Berna in Svizzera dove dai rifiuti solidi e dalla biomassa viene ricavata energia per il teleriscaldamento della città e delle zone circostanti.
Nell’ultima sessione del convegno Fabio Tatano dell’Università di Urbino ha relazionato della caratterizzazione e recupero dei rifiuti industriali nella Regione Marche. In particolare ha preso in esame il settore legno-arredamento, il settore calzaturiero ed il settore nautica; dopo avere presentato le stime condotte sulla qualità e quantità dei rifiuti, Tatano ha proposto spunti ed indicazioni critiche circa possibili opzioni di recupero di materia e/o energia.

La dottoressa Elena Rada dell’Università di Trento ha presentato una relazione dal titolo “Rifiuto urbano residuo o combustibile solido secondario?”. La presentazione ha esaminato casi di studio caratterizzati da differenti scenari di RD (porta a porta e/o contenitori stradali) e conseguente generazione di CSS, con e senza bioesiccazione e post-trattamento. Variando le efficienze di raccolta è infatti possibile evidenziare alcune conseguenze sulla gestione dei rifiuti che i decisori dovrebbero tenere in conto quando devono programmare investimenti nel settore.

Infine, Francesco Lombardi dell’Università di Roma è intervenuto con una relazione dal titolo “Il recupero energetico da impianti di trattamento meccanico biologico per rifiuti urbani residuali da raccolta differenziata: dal CDR al CSS. Confronto e prospettive”.



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