TARES: il tormentone continua

TARES: il tormentone continua

C’è qualcuno che voglia interessarsi se il tributo sarà equo, anziché soffermarsi sulle modalità e tempi di pagamento?

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Dopo che il Senato, in sede di conversione del D.L n. 1/2013 recante “Disposizioni urgenti per il superamento di situazioni di criticità nella gestione dei rifiuti e di taluni fenomeni di inquinamento ambientale”, ha introdotto l’Art. 1- bis che posticipa per il 2013 al mese di luglio il termine per il versamento della prima rata del tributo comunale sui rifiuti e servizi (TARES), che la Legge di Stabilità 2013 aveva già posticipato ad aprile, ferma restando la facoltà per il Comune di posticipare ulteriormente tale termine, si devono registrare delle prese di posizioni che denunciano come la questione non si risolverà tanto facilmente (vedi post precedente).

In particolare, FISE-Assoambiente (l’Associazione che in Confindustria rappresenta le aziende operanti nel settore della gestione rifiuti) ne trae occasione per lanciare un allarme: “La situazione di emergenza della raccolta e gestione dei rifiuti rischia di estendersi all’intero territorio nazionale”.

“Lo slittamento di 3 mesi creerà gravi ripercussioni sotto il profilo finanziario per le aziende del settore che vedranno ulteriormente posticipati i pagamenti da parte dei Comuni - prosegue la nota di FISE-Assoambiente - alle prese ‘con insormontabili problemi di liquidità’, come sostenuto dal Presidente dell’ANCI”.

“Tale misura contestata si inserisce, del resto, in un quadro di forte penalizzazione per gli operatori del settore già afflitti dai cronici ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione e dalla stretta creditizia imposta dal sistema bancario - conclude il Comunicato - E’ facile quindi prevedere immediate ripercussioni sotto il profilo della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali del settore e, di conseguenza, sulla salubrità dell’ambiente e qualità dei servizi erogati ai cittadini. La nuova data di riscossione della TARES, inoltre, inciderà congiuntamente sulle tasche delle famiglie italiane che nell’arco di poche settimane si troveranno alle prese con varie scadenze nei confronti del Fisco (IMU, IRPEF) ”.

Come accennato da FISE-Assoambiente, qualche giorno fa è stato il Presidente dell’ANCI Graziano Delrio ad esprimersi contro il rinvio del pagamento della prima rata della TARES (comprensiva anche della seconda e della terza). In una lettera inviata al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il Presidente ANCI aveva chiesto “un intervento normativo urgente volto ad eliminare il posticipo del pagamento della TARES”.

“Il nuovo regime ha il pregio di superare l’attuale pluralità di dispositivi (di tipo tributario e patrimoniale), nonché le eccezioni che la Corte Costituzionale ha sollevato in merito alla natura tributaria della tariffa di igiene ambientale - ha sottolineato Delrio - Il Parlamento ha disposto però in questi giorni il rinvio del pagamento della prima rata del tributo a luglio, mettendo in seria difficoltà la possibilità di adempimento dei pagamenti dei Comuni, soprattutto quelli che riguardano la gestione dei rifiuti. Infatti il pagamento a luglio crea un insormontabile problema di liquidità dei Comuni che dovrebbero anticipare alle aziende i corrispettivi per l’erogazione del servizio. Né è pensabile che le aziende possano anticipare queste somme essendo già il settore in forte sofferenza’’.

Ma era stato proprio Delrio a nome dell’ANCI con una lettera a Novembre 2012 indirizzata al Sottosegretario all’Economia, Vieri Cerini, a ritenere per la TARES “necessario ed urgente un intervento concertato di revisione normativa, al cui fine si potrebbe rendere necessaria una congrua proroga dell’entrata in vigore del nuovo tributo”.

Forse che la proroga del pagamento fino ad Aprile prevista dalla Legge di Stabilità è sostenibile, mentre non lo è uno slittamento fino a luglio?
Che non è pensabile che i Comuni possano autonomamente prevedere un ulteriore slittamento come la Legge consente?
Che le modeste modifiche introdotte dalla stessa Legge siano sufficienti a superare le perplessità e le criticità del sistema?

Ma c’è qualcuno che voglia anche pensare ai cittadini vessati da norme “presuntive” che non rispettano il principio dell’UE “chi inquina paga”?


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