Strategia Nazionale sul Gas Naturale Liquefatto (GNL)

Strategia Nazionale sul Gas Naturale Liquefatto (GNL)

Il MiSE ha pubblicato i risultati della Consultazione avviata nell’estate scorsa al fine di ricevere utili contributi per l’elaborazione di una strategia complessiva dell’uso del GNL che troverà la sua principale collocazione nell’ambito del recepimento della Direttiva DAFI (2014/94/UE) sullo sviluppo dell’infrastruttura per i combustibili alternativi.

infrastructure for alternative fuels


A seguito della Consultazione avviata nell’estate scorsa dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) per la Strategia Nazionale sul Gas Naturale Liquefatto (GNL), è stata messa online il 12 febbraio 2016 sul sito del MiSE un’analisi sintetica dei contributi ricevuti.

L’esigenza di valutare tale Strategia è derivata da due atti propulsivi: l’iniziativa parlamentare e l’altro connesso a specifiche previsioni in ambito europeo.

Il Governo Italiano si è infatti impegnato in sede parlamentare ad adottare iniziative per la realizzazione di centri di stoccaggio e ridistribuzione nonché norme per la realizzazione dei distributori di GNL, in tutto il territorio nazionale, anche al fine di ridurre l'impatto ambientale dei motori diesel nel trasporto via mare e su strada, nonché di ridurre i costi di gestione per gli utilizzatori di motori diesel e per sviluppare l'uso del GNL.

A livello comunitario, la Commissione Europea, con la Direttiva 2014/94/UE sullo sviluppo delle infrastrutture per i combustibili alternativi (DAFI), ha previsto che gli Stati Membri producano piani di sviluppo delle diverse fonti alternative per il settore dei trasporti entro il 2016. In tale contesto si colloca anche il GNL, per il quale la direttiva prevede che, attraverso i rispettivi quadri strategici nazionali, gli Stati Membri assicurino che entro il 31 dicembre 2025 venga realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per il GNL nei porti marittimi appartenenti alla rete centrale TEN-T (“Trans-European Transport Network”) ed entro il 31 dicembre 2030 nei principali porti della navigazione interna.

Il documento, redatto da un gruppo di lavoro coordinato dal MiSE cui hanno partecipato vari Ministeri, associazioni, e stakeholders, ha esaminato i settori di utilizzo, il mercato del GNL, le previsioni di domanda nazionale nel campo dei trasporti e degli altri usi, le normative di sicurezza, la logistica, le possibilità di sviluppo in ambito portuale e del traffico marittimo, l’utilizzo come carburante per il trasporto stradale pesante, le innovazioni normative utili a incentivarne lo sviluppo, la accettabilità sociale.

Dal Documento di sintesi emerge che sono stati ricevuti 246 contatti e 60 commenti scritti, che sono stati suddivisi per categorie omogenee.

Per quanto riguarda i commenti dei cittadini e singoli esperti della materia:
- l’iniziativa è stata condivisa, soprattutto in considerazione dei vantaggi ambientali derivanti dall’utilizzo del GNL:
- sono stati considerati fattori determinanti per lo sviluppo del Piano: la semplificazione della normativa sui procedimenti autorizzativi, l’individuazione di opportuni incentivi economici, una maggiore stabilità del sistema fiscale, l’accettabilità sociale e la sicurezza;
- la maggioranza di coloro che hanno partecipato alla consultazione considera il GNL una soluzione positiva anche per il lungo termine, anche se andrebbero considerate anche altre alternative, soprattutto per il trasporto su strada (prevedendone anche la diffusione nei trasporti urbani pubblici), come:
* il metano super compresso a 600 atmosfere, che consente maggiori percorrenze, sia in considerazione della rete di distribuzione già esistente, sia in quanto utilizzabile anche per le automobili, sia perché non presenta il fenomeno del boil off (tipico del GNL) rilevante soprattutto in caso di soste prolungate degli autoveicoli;
* le auto elettriche, in previsione di sistemi di accumulo che consentano maggiori autonomie;
* l’idrogeno sia super compresso, sia liquido;
- alcuni contributi sollevano la preoccupazione in merito al tema sulla sicurezza relativamente a possibili incidenti di mezzi alimentati a GNL con ricadute sullo sviluppo del GNL e sulle sue infrastrutture;
- altri contributi si preoccupano dell’accettabilità sociale del GNL e suggeriscono la creazione di un vero e proprio “Piano di informazione sul GNL”, anche mediante l’istituzione di un sito apposito da parte del Ministero (soluzione peraltro appoggiata anche da associazioni, amministrazioni, gruppi industriali).

Per quanto riguarda i commenti delle Associazioni, Amministrazioni, Gruppi industriali, le osservazioni più rilevanti sono le seguenti:
- l’iniziativa viene condivisa praticamente all’unanimità e le relative argomentazioni a favore sono molto simili fra loro e sintetizzabili come segue:
a. riduzione delle sostanze inquinanti quali NOx, SOx e CO2 e delle emissioni sonore;
b. possibilità di soluzioni in ambito industriale di maggiore efficienza energetica, ad esempio mediante l’utilizzo dell’acqua refrigerata per il condizionamento e per i processi industriali di raffreddamento;
c. possibilità di utilizzo di un combustibile meno inquinante in quelle zone non ancora raggiunte dalla Rete Nazionale dei Gasdotti;
d. maggiore efficienza economica per il trasporto navale rispetto ai combustibili convenzionali;
e. possibilità di sviluppo industriale, soprattutto nel settore navale con conseguente ammodernamento della flotta e realizzazione di nuove bettoline/piccole metaniere e sviluppo delle aree portuali;
f. modularità e flessibilità delle tecnologie Small Scale LNG;
g. valorizzazione delle infrastrutture esistenti (in particolare dei terminali di rigassificazione).

Le osservazioni sopra riportate e le altre contenute nel Documento di sintesi, a cui si rinvia per ulteriori dettagli ed approfondimenti, forniranno un utile contributo per l’elaborazione di una strategia complessiva dell’uso del GNL che troverà la sua principale collocazione nell’ambito del recepimento della citata direttiva DAFI e dei relativi piani per i diversi combustibili alternativi.

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