“Stop Vivisection”: la Commissione UE frena sull’abolizione della sperimentazione sugli animali

“Stop Vivisection”: la Commissione UE frena sull’abolizione della sperimentazione sugli animali

Nella Comunicazione di risposta all’iniziativa dei cittadini europei per abrogare o modificare la Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, la Commissione ribadisce che l’UE non è ancora pronta ad abbandonare la sperimentazione sugli animali a fini scientifici, pur condividendo nel merito l’iniziativa.

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La Commissione UE ha adottato il 3 giugno 2015 una Comunicazione sull’iniziativa dei cittadini europei “Stop Vivisection” dove vengono esposte le conclusioni giuridiche e politiche e le azioni che intende intraprendere e le relative motivazioni, quale risposta alla iniziativa popolare avviata nell’aprile 2012 di abrogare o modificare la Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, attuata nel nostro ordinamento nazionale con il D. Lgs. n. 26 del 4 marzo 2014.

Presentata alla Commissione UE il 3 marzo 2015, dopo aver ottenuto dalle autorità nazionali competenti i certificati che attestavano l’avvenuta raccolta di 1.173 di dichiarazioni di sostegno necessario, quasi metà delle quali italiane (il regolamento prevede almeno un milione con un numero minimo raggiunto in almeno 7 Stati), gli organizzatori di “Stop Vivisection” sono stati ricevuti dalla Commissione stessa l’11 maggio e nello stesso giorno hanno presentato in audizione pubblica presso il Parlamento europeo l’iniziativa, fornendo in entrambe le occasioni chiarimenti sulla loro petizione.

Nella Comunicazione, la Commissione, pur condividendo pienamente nel merito l'iniziativa, ossia l'abolizione graduale della sperimentazione sugli animali in Europa, non concorda con l'approccio proposto per raggiungere questo obiettivo.
"L'iniziativa dei cittadini ‘Stop Vivisection’ giunge in un momento di transizione, in cui grazie ai grandi progressi tecnologici l'Europa sta riducendo l'uso della sperimentazione animale - ha dichiarato Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la Crescita, gli Investimenti e la Competitività - I tempi però non sono ancora maturi per vietarla totalmente e si correrebbe il rischio di far migrare la ricerca biomedica fuori dai nostri confini”.

La Commissione considera la Direttiva lo strumento legislativo giusto per realizzare gli obiettivi perseguiti dall'iniziativa e non ne proporrà quindi l'abrogazione, essendo necessaria per garantire un livello elevato di tutela degli animali utilizzati nella ricerca e verrà riesaminata quando il tempo trascorso dall'entrata in vigore sarà stato sufficiente per valutarne l'efficacia.
Il fine ultimo della legislazione dell'UE è l'abolizione graduale della sperimentazione sugli animali - ha aggiunto Karmenu Vella, Commissario responsabile per l'Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca - In risposta all'iniziativa dei cittadini, la Commissione europea sta intraprendendo una serie di azioni per far sì che l'uso di metodi alternativi trovi rapida diffusione”.

La comunicazione illustra, inoltre, una serie di ulteriori azioni che la Commissione intende intraprendere per far sì che la sperimentazione possa gradualmente prescindere dall’uso degli animali. Entro la fine del 2016 la Commissione organizzerà una Conferenza che vedrà la partecipazione della comunità scientifica e dei portatori d'interesse e, in tale occasione, si propone di presentare una relazione sullo stato d'avanzamento delle azioni intraprese.

Nell'ultimo decennio, sottolinea la Commissione UE, il progresso tecnologico ha rivoluzionato la ricerca biomedica e ha permesso di compiere grandi passi avanti nello sviluppo di metodi alternativi: grazie alle prove su colture cellulari e tissutali e agli strumenti computazionali, ad esempio, è possibile ridurre le prove sugli animali. Molti processi ed effetti fisiologici e tossicologici sono però troppo complessi per le attuali conoscenze e non si riescono ancora a studiare o valutare con metodi alternativi ai modelli animali, che continuano quindi ad essere necessari per far avanzare la ricerca e salvaguardare la salute umana, animale e dell'ambiente.

Uno degli aspetti messi in luce nella Comunicazione è quanto sia urgente favorire la sostituzione, la riduzione e il perfezionamento della sperimentazione animale attraverso la condivisione delle conoscenze. La Commissione continuerà, pertanto, a sostenere lo sviluppo e la convalida di approcci alternativi, così come a dialogare con tutti i portatori d'interesse, in particolare con la comunità scientifica, per trovare strade diverse dall'uso degli animali nella ricerca.
 

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