Stop alla prossima “air-pocalypse”

Stop alla prossima “air-pocalypse”

Secondo il nuovo rapporto pubblicato dall'International Council on Clean Transportation (ICCT), introducendo norme più rigorose in merito agli standard di qualità dei carburanti si può ridurre il numero di morti premature causate ogni anno dalle emissioni di polveri sottili fino al 75% nel 2030 e allo stesso tempo rispettare clima e ambiente.

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Applicando in tutto il resto del mondo le norme in merito alla qualità dei carburanti, già in vigore nei principali mercati delle auto americani ed europei, si può drasticamente ridurre il numero di decessi prematuri causati ogni anno dalle emissioni di particelle sottili, fino al 75% nel 2030.

Così annuncia il rapporto pubblicato dal Council on Clean Transportation (ICCT) dal titolo “The Impact of Stringent Fuel and Vehicle Standards on Premature Mortality and Emissions” e presentato a Varsavia, in occasione dell’apertura della 19ª Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nel quale si sottolinea anche che migliorando la qualità dei carburanti e di altri inquinanti di breve durata si riduce l'impatto sul clima di circa 710 milioni di tonnellate di anidride carbonica all'anno.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha identificato l'inquinamento atmosferico come uno dei principali fattori di rischio a livello mondiale per la morte prematura, responsabile di oltre 3,2 milioni di decessi nel 2010. Nel rapporto dell’ICCT i veicoli rappresentano una fonte importante di inquinamento dell'aria esterna: il loro impatto sulla salute e cioè l’effetto delle emissioni dirette di polveri sottili (meno di 2,5 micron di diametro) sulla mortalità prematura nelle aree urbane è notevole. Ma lo stesso rapporto evidenzia che attraverso una corretta azione si possono evitare fino a 210.000 morti premature all’anno.

Gli autori hanno precisato, inoltre, che se le norme in merito alla qualità dei carburanti venissero applicate oltre ai veicoli stradali nelle aree urbane, anche alle emissioni nelle aree rurali e da trasporto marittimo, aereo e non su strada, la mortalità prematura e i benefici per la salute pubblica aumenterebbero esponenzialmente.

Il problema dell’inquinamento da emissioni dei veicoli è particolarmente acuto nelle regioni in rapido sviluppo e nei mercati emergenti. Lo studio rileva infatti che, sebbene siano stati messi in atto controlli più severi, il numero di morti precoci potrebbe aumentare del 50% nel 2030 nei paesi che detengono il primato negativo di morti premature (fino all’85% all’anno) come Cina, India e gli stati dell’area del Pacifico, dell’Africa e del Medio Oriente.

Le severe normative in atto in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia e Corea del Sud hanno dimostrato massima efficacia nella riduzione dell'inquinamento da veicoli. Monitorando le emissioni dirette dello scarico delle auto (costituite da composti nocivi come ossidi di azoto, ossidi di zolfo e polveri sottili nonché lo zolfo contenuto nel combustibile), la mortalità precoce si è ridotta già nel 2000 dall’80% al 90%
 

La nostra analisi dimostra chiaramente come l’utilizzo di carburanti e veicoli più puliti stia già salvando vite umane negli Stati Uniti e in Europa” ha dichiarato Dan Greenbaum, presidente dell’Health Effects Institute e presidente del consiglio dell’ICCT, aggiungendo che “L’uso di carburanti con un alto quantitativo di zolfo, come accade in Cina o in India, può inibire il funzionamento dei dispositivi post-trattamento come i filtri antiparticolato. L’America e l’Europa hanno scelto da tempo combustibili a basso tenore di zolfo come fattore chiave nel controllo delle emissioni inquinanti dei veicoli. E’ ora di estendere questi benefici al resto del mondo”.

Nella relazione dell’ICCT viene delineata, a tal proposito, una roadmap politica globale per accelerare la diffusione di veicoli ad emissioni non nocive e la regolamentazione della qualità del carburante. L'obiettivo, sostengono gli autori del rapporto, deve essere quello di raggiungere lo standard di emissioni da scarico equivalente a quello adottato in Europa, il cosiddetto Euro 6/IV standard, oltre all’utilizzo di combustibile a basso tenore di zolfo (non più di dieci parti per milione) entro e non oltre il 2025.

Seguendo la tabella di marcia prevista dalla roadmap, si potranno ridurre le morti premature da emissioni dei veicoli del 75% nel 2030. “Agire in questo modo significa mettere in atto politiche aggressive” ha dichiarato il direttore del programma ICCT Kate Blumberg, uno dei coautori del rapporto. “Ma solo così si possono ottenere risultati concreti già entro pochi anni, sulla base della nostra valutazione di fattibilità tecnica, capacità locale ed esperienza internazionale”.
 

Seguire la roadmap tracciata nel rapporto significa evitare la prossima ‘air-pocalypse’, cioè salvare vite umane e ridurre al tempo stesso l’impatto sul clima” ha affermato Ray Minjares, co -autore e capo dell’ICCT’s Program on Climate and Health. “La relazione, infatti, prende spunto da uno studio pubblicato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) nel gennaio 2013 sul Journal of Geophysical Research in cui si rilevava che il nero di carbonio risulta essere tra i primi inquinanti a contribuire al riscaldamento del clima. Lo studio evidenziava che un chilo di nero di carbonio provoca un impatto sul clima nel breve periodo equivalente a 3.200 chilogrammi di anidride carbonica. I veicoli a diesel, in particolare, sono i più pericolosi in questo senso. Per questo i benefici attraverso l’introduzione di mezzi non inquinanti a livello globale saranno massimi”.

Achim Steiner, sotto - segretario generale delle Nazioni Unite e direttore esecutivo del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), ha dichiarato: “La relazione dell’ICCT fornisce ulteriori prove sui significativi effetti per la salute e il clima derivanti dalla limitazione di emissioni come il carbonio nero o la fuliggine in tanti settori produttivi, compreso il trasporto. Pur mantenendo alta l'attenzione internazionale e nazionale sulla nocività dei gas serra, attivarsi allo stesso tempo sulle emissioni dei veicoli significa mettere in atto misure di sostegno e complementari per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità voluti da tutti i paesi del mondo”.

Il rapporto conclude sottolineando che l’utilizzo di carburanti e veicoli più puliti rappresenta anche un ottimo investimento finanziario. “L'EPA statunitense ha stimato che l’uso di carburanti diesel puliti nel trasporto pesante (tir o camion) consente di risparmiare fino a 17 dollari per ogni dollaro investito” ha detto il capo del programma ICCT Cristiano Façanha “In Cina, i controlli sulle emissioni dei veicoli potrebbero permettere di risparmiare fino a 150 miliardi di dollari all’anno. Investire nella sanità e nella salute porta sempre un profitto alla società”.

Che cosa è l’ICCT.
 

L’International Council on Clean Transportation è un'organizzazione no-profit indipendente fondata per offrire ricerca, analisi tecnica e scientifica alle autorità ambientali. I partecipanti al Consiglio ICCT sono funzionari di alto livello, ricercatori accademici ed esperti indipendenti di trasporto e di politica ambientale, che si riuniscono a intervalli regolari per progettare e realizzare il “trasporto pulito”. Fondata nel 2005, la ICCT ha sedi a Berlino, Bruxelles, Cina e Londra, così come negli Stati Uniti. L’organizzazione è finanziata principalmente da fondazioni private, come la Hewlett Foundation and ClimateWorks negli Stati Uniti e Stiftung Mercator in Europa, ed è partner del Climate and Clean Air Coalition to Reduce Short-Lived Climate Pollutants.

Per maggiori info: www.theicct.org /global-health-roadmap

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