Stop al taglio indiscriminato degli alberi

Stop al taglio indiscriminato degli alberi

Il Comitato per il verde pubblico del Ministero dell’Ambiente spiega che la norma del Codice della Strada, che prevede per gli alberi una distanza di sicurezza di 6 metri dalla sede stradale, deve essere intesa per quelli da impiantare. Ma molti amministratori, sulla base di una sentenza mal interpretata della Corte di Cassazione, hanno preferito l’abbattimento indiscriminato per evitare presunte conseguenze.

alberi

Con colpevole ritardo è stata pubblicata solo in data 3 febbraio 2015, la Delibera n. 3 dell’11 novembre 2014 del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, istituito presso il Ministero dell’Ambiente dall’Art. 3 della Legge n. 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, che ha il compito, tra gli altri, di monitorare gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione degli spazi verdi.

Con detta Delibera, il Comitato è intervenuto sull’abbattimento indiscriminato degli alberi lungo le strade.
Secondo il Comitato, molti Enti locali, specialmente durante il periodo invernale, tagliano gli alberi lungo le strade per motivi di sicurezza, traendo spunto da un’erronea, seppur diffusa, interpretazione della Sentenza n. 17601 del 7 maggio 2010 della IV (non già la V come riportato nella Delibera) Sezione Penale della Corte di Cassazione.

Nella fattispecie, la Suprema Corte aveva condannato un dipendente dell’ANAS con funzioni di sorvegliante per aver causato la morte di un automobilista che, uscendo di strada, aveva urtato un albero posto a meno di 6 metri dal confine stradale, in posizione non consentita secondo quanto previsto dall’Art. 26, comma 6, del Codice della Strada (DPR 495/1992).
Da tale sentenza, gli Amministratori locali avrebbero interpretato che tutti gli alberi che sono a meno di 6 metri dal limite stradale sono in difetto rispetto a quanto prevede il CdS e, pertanto, per non avere “grane” ne ordinano l’abbattimento.

Nella deliberazione il Comitato per il Verde Pubblico sottolinea  che “non è dato rinvenire affatto quella clausola espressa di retroattività che sarebbe invece necessaria a suffragare l'abbattimento anche degli alberi piantumati antecedentemente all'entrata in vigore (nel dicembre del 1992) del Regolamento di attuazione ed esecuzione del codice della strada (DPR n. 495 del 1992) e, per quanto qui interessa, del suo art. 26”.
La disposizione riguarda, pertanto, gli alberi da impiantare, per i quali sussiste la distanza da rispettare di 6 metri, non già quelli impiantati precedentemente all’entrata in vigore del CDS.
Resta fermo - si legge nella deliberazione - l’attesa esigenza di tener insieme gli irrinunciabili obiettivi di sicurezza stradale con la tutela dell’ambiente e dei territori (superando quell'approccio che tende semplicisticamente a individuare la soluzione del taglio degli alberi, neppure selettivo e sovente affidato a tecnici non provvisti della necessaria competenza), che netta rimane la differenza fra una presunzione indiscriminata di rischiosità delle alberature stradali preesistenti site al di sotto (e per il fatto in sé di essere site al di sotto) del limite metrico di cui all’art. 26, comma 2, DPR 495/1992, da un lato, e i casi invece di rischiosità verificata, nei modi di legge, delle situazioni che interessano singoli alberi (per rimanere nello specifico, alberi siti a meno di 6 metri dalla strada e preesistenti all’entrata in vigore del DPR 495/1992), dall’altro”.

Peccato che la pubblicazione della Delibera sia intervenuta alla fine dell’inverno, quando gli abbattimenti, laddove indiscriminatamente pianificati, sono già stati effettuati.

Commenta