Stati Generali del Turismo per il nuovo Piano Nazionale

Stati Generali del Turismo per il nuovo Piano Nazionale

Nonostante l’Italia sia una meta turistica di eccellenza e gli ultimi dati dell’Istat confermino l’aumento delle presenze straniere nei nostri esercizi, la necessità di migliorarne la competitività nel mercato internazionale ha visto i principali attori della filiera riunirsi per definire e attuare le scelte strategiche per il nuovo Piano Strategico di Sviluppo del Turismo , che il MiBACT intende definitivamente approntare entro l’anno.

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Si sono svolti al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa (NA) dal 7 al 9 aprile 2016 gli “Stati Generali del Turismo. Visioni e strategie di sostenibilità per il nuovo Piano Nazionale del Turismo”, che ha chiamato a raccolta i principali attori della filiera: albergatori, associazioni di settore, istituzioni, università, enti locali, direttori dei principali musei statali ed Enit, che hanno portato il loro contributo, per definire e attuare la visione e le scelte strategiche per migliorare la competitività turistica dell’Italia.

La capacità competitiva dell’Italia nel mercato internazionale del turismo è largamente al di sotto delle sue potenzialità, anche se il nostro Paese rimane naturalmente una meta di eccellenza, penalizzata da diversi fattori che, in linea generale, riguardano l’insufficiente innovazione tecnologica ed organizzativa, la scarsa reattività alle trasformazioni del mercato, una diffusa obsolescenza delle competenze, l’esistenza di condizioni sfavorevoli per l’attività delle imprese.
L’Italia si trova così sopravanzata nelle graduatorie di competitività da Paesi con un patrimonio culturale, naturale e territoriale certamente non superiore al nostro. Questa tendenza rappresenta una seria minaccia nel medio e nel lungo periodo, considerando la velocità dei cambiamenti nel mercato turistico, l’urgenza di innovare l’offerta e migliorare i canali di distribuzione e vendita (anche attraverso le tecnologie digitali), la crescita delle mete alternative al turismo in Italia.

L’aumento del turismo internazionale in Italia - ha dichiarato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), Dario Franceschini nel discorso introduttivo - è strettamente legato al turismo culturale, come dimostrano gli ottimi dati di afflusso nei musei e nei siti archeologici statali nel primo trimestre del 2016. I visitatori sono cresciuti del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2015, attestandosi a quasi 7,9 milioni, mentre gli introiti sono aumentati del 24%, portandosi a oltre 25,4 milioni di euro. Un dato ancor più lusinghiero se raffrontato al primo trimestre 2014, rispetto al quale l’incremento dei visitatori è del 25,3% e quello degli introiti del 40,5%. Segno che la rivoluzione museale, con le nuove politiche tariffarie, l’autonomia e gli esiti del bando internazionale, sta dando i suoi frutti”.
Per il Ministro la valorizzazione dell'Italia come “museo diffuso è quindi una necessità e un'urgenza, altrimenti avremo alcune grandi capitali dell'arte che già oggi hanno il problema del sovraffollamento e a pochi chilometri luoghi meravigliosi in cui non va nessun turista internazionale”.

Le entrate turistiche rappresentano il 7,2% del totale dell'export italiano, in linea con Paesi come la Francia e il Regno Unito, dove le entrate turistiche rappresentano rispettivamente il 7,8% e il 7,4% dell'export totale, mentre per Paesi europei con una minore tradizione manifatturiera orientata alle esportazioni come Spagna, Grecia e Portogallo il dato è ben superiore e rappresenta rispettivamente il 14,5%, il 25,4% e il 18,9% dell'export totale.
I dati positivi diramati dal MiBACT sono confermati da quelli provvisori diffusi l’8 aprile dall’Istat.
Nel quarto trimestre 2015 gli arrivi negli esercizi ricettivi sono stati pari a circa 18,7 milioni di unità e le presenze a circa 48,8 milioni, con aumenti, rispetto al quarto trimestre del 2014, rispettivamente del 2,9% e dell'1,8%.
Si sono registrate 24,4 milioni di presenze di clienti residenti, che rappresentano il 50,1% delle presenze totali. Le presenze dei non residenti sono state 24,3 milioni.
Le presenze negli esercizi alberghieri sono state pari a 38,6 milioni di unità, corrispondenti al 79,2% delle presenze totali, mentre le presenze negli esercizi extralberghieri ammontano a poco più di 10,1 milioni.
La crescita delle presenze nel quarto trimestre 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, è stata rilevata per entrambe le componenti della clientela: i residenti sono aumentati del 2,0%, i non residenti dell'1,7%.
Le presenze hanno mostrato incrementi per entrambe le tipologie di alloggio, in misura maggiore per le strutture extralberghiere, che aumentano del 5%, mentre quelle alberghiere crescono dell'1,0%.
La permanenza media è in lieve calo, passando da 2,64 giornate nel quarto trimestre del 2014 a 2,61 nel quarto trimestre del 2015.

presenze tipologia struttura


presenze clienti

Fonte: Istat


Obiettivo generale del Piano Strategico di Sviluppo del Turismo in Italia è di accrescere il ruolo dell’Italia nel mercato turistico globale, articolato in 5 obiettivi chiave.
1. Rendere più efficiente, semplice, razionale e rispondente ai fabbisogni il “sistema delle regole” del turismo italiano, definendo le innovazioni necessarie di tipo nor- mativo e regolamentare in modo partecipato con i diversi livelli territoriali coinvolti, anche per ridurre gli oneri burocratici.
2. Valorizzare l’offerta turistica nazionale attraverso un’azione integrata e territoriale sulla qualità, l’innovatività e la specializzazione delle destinazioni e dei prodotti. Questo obiettivo viene perseguito attraverso la ricognizione di progetti rilevanti (nazionali, interregionali, territoriali) associabili ad una strategia unitaria di valorizzazione turistica per l’Italia. Rientra inoltre in questo obiettivo la definizione di politiche ed azioni di rete che creino condizioni di contesto favorevoli per l’attività turistica, in primo luogo nel campo della mobilità, oppure che promuovano la creazione o l’irrobustimento delle filiere produttive direttamente e indirettamente legate all’economia del turismo.
3. Ottimizzare gli impatti dei processi di valorizzazione delle risorse ambientali e culturali del territorio per accrescerne la fruizione da parte dei turisti nazionali e internazionale e individuando ed introducendo delle regole che consentano un uso turistico delle risorse compatibile con la loro conservazione e qualità.
4. Creare condizioni favorevoli per il consolidamento e lo sviluppo delle imprese turistiche e della filiera, la generazione di nuova imprenditorialità e l’occupazione giovanile. Questo obiettivo viene perseguito anche attraverso la promozione della digitalizzazione e dell’innovazione delle imprese del sistema turistico, la creazione e rafforzamento delle reti di imprese e delle filiere legate al turismo, la razionalizzazione e semplificazione dei regimi di aiuto, la programmazione di nuovi investimenti in formazione e capacità delle risorse umane del settore turistico.
5. Migliorare la capacità di penetrazione del “Brand Italia” dal lato della domanda, ampliare i mercati di riferimento, adottare strategie condivise per stimolare i diversi segmenti della domanda turistica nazionale ed internazionale.

Inoltre, il Piano Strategico intende favorire una maggiore centralità delle destinazioni turistiche italiane nell’ambito della Macroregione Adriatico Ionica e promuovere una più efficace attività di promozione internazionale (prioritariamente extra Unione Europea) basata su specifici segmenti della domanda. nella necessità di recuperare terreno sul piano dell’innovazione, delle tecnologie digitali, della valorizzazione del patrimonio e del nostro territorio, del rapporto qualità/prezzi, del marketing.
 

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