Per arginare gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici sulle foreste di tutto il mondo, alcuni studiosi americani e cileni hanno ideato, attraverso la tecnologia o semplicemente l’incrocio di diverse specie di alberi da frutta, due innovative soluzioni per salvare gli arbusti: arrivano cosi le Cyberforeste o foreste “virtuali” e il “super albero” che riescono a resistere agli effetti del riscaldamento globale come siccità, aumento delle temperature e incendi.

cyber foreste

Sembra proprio che per le foreste, e in generale gli alberi di tutto il mondo, la sopravvivenza nei prossimi 20-40 anni sia estremamente a rischio. La causa principale va ricercata soprattutto nei cambiamenti climatici, ma anche nell’inquinamento e nella continua espansione umana che stanno rendendo vani i tentativi di mantenere intatte le vestigia di queste maestose distese verdi che un tempo ricoprivano tutta la Terra.

A quanto pare però esistono delle soluzioni. La prima viene dalla tecnologia: in aiuto delle foreste arrivano, infatti, le cyberforeste, vere e proprie foreste virtuali sviluppate da un team di ricercatori della Washington State University di Vancouver. La seconda arriva da alcuni studiosi cileni che hanno messo a punto un “super albero” in grado di produrre frutti nonostante gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, e dunque di sopravvivere.

Per quel che riguarda gli studiosi americani, essi hanno ricreato, grazie a una precisa simulazione informatica, una foresta virtuale con lo stesso grado di complessità di una foresta reale, dalle radici alle chiome, e tutto in sole tre settimane. L’intenzione è quella di capire più in fretta come siccità, aumento delle temperature, incendi sempre più frequenti e parassiti possano impattare nel futuro, e di conseguenza prevenirne o almeno diminuirne gli esiti negativi.

Finora - sottolineano dalla Washington State University - con altri simulatori era stato possibile ricreare virtualmente solo i sistemi di radici oppure le strutture delle chiome di ogni singolo albero. Ora per la prima volta è stato creato un modello che riesce a fare entrambe le cose contemporaneamente. Il simulatore combina le informazioni provenienti da diversi database con immagini raccolte da droni. In questo modo sono state realizzate delle rappresentazioni tridimensionali delle foreste per capire cosa accadrà loro in futuro. Si tratta di un grande traguardo per la ricerca nell’ambito della sostenibilità ambientale, in quanto riuscire a prevedere se una foresta sia a rischio di desertificazione o di altre minacce potrebbe aiutare a capire cosa va fatto in anticipo per salvaguardarla”.

La ricerca della Washington State University si è concentrata, in particolare, sulle foreste nordamericane che, secondo uno studio della Duke University da poco pubblicato, risultano quasi tutte minacciate soprattutto dalla siccità, al punto che già sembrano chiari i danni che gli alberi subiranno nei prossimi 20 anni.

Il progetto cileno invece, avviato nel 2009 dal Chilean Center for Advanced Studies in Fruit Culture (CEAF), punta ad ottenere nuovi portinnesti, ovvero le parti inferiori di una pianta moltiplicata con la tecnica dell’innesto (unendo due o più individui), per sostituire quelli esistenti che sono considerati “obsoleti” dal punto di vista genetico. Ad esempio, i ricercatori hanno scoperto che combinando alberi di pesche e prugne si ottiene una specie che resiste maggiormente alle inondazioni; mentre un ibrido fra pesco e mandorlo resiste a siccità e risulta tollerante ai nematodi, cioè un tipo di patogeno del suolo che colpisce le radici.