Sostenibili le megalopoli del futuro se adeguatamente progettate e pianificate

Sostenibili le megalopoli  del futuro se adeguatamente progettate e pianificate

Il consumo di risorse si riduce con il maggior reddito dei suoi abitanti

megalopoli

Lo Studio “Asian Green City Index”, commissionato alcuni mesi fa da Siemens e realizzato dall’organismo indipendente Economist Intelligence Unit (EIU), è stato presentato contestualmente il 14 febbraio 2011 a Monaco di Baviera e a Singapore City. 

Il Report che analizza l’impatto ambientale delle metropoli asiatiche di più rapida crescita, giunge ad una conclusione assai interessante: il maggior reddito degli abitanti non significa necessariamente un maggior consumo di risorse.
Per anni si è dibattuto sugli eventuali rischi ambientali connessi alla crescente ricchezza dei Paesi emergenti come Cina e India, qualora fosse replicato in tali aree geografiche il modello di consumo intensivo di risorse che si è assunto in Occidente.



Ora questo studio dimostra che le metropoli con il maggior reddito dei suoi abitanti sono quelle che consumano meno acqua, generano meno rifiuti ed emettono meno anidride carbonica. Ovviamente, questa relazione deve essere limitata al contesto asiatico, dal momento che uno studio analogo svolto in America Latina ha offerto risultati diversi, ma nondimeno assume un notevole valore indicativo in merito alle capacità delle megalopoli del futuro di essere sostenibili se adeguatamente pianificate e progettate per avere edifici in grado produrre più energia di quanta ne consumino, per gestire i rifiuti come delle risorse, per far uso di acqua riciclata, per essere, insomma, delle “smart city”.
Lo studio ha analizzato gli obiettivi e i risultati raggiunti nelle 22 principali Lo skyline di Singapore City città asiatiche in tema di salvaguardia dell’ambiente e del clima. La città di Singapore si è distinta in modo particolare per gli ambiziosi target ambientali e l’efficiente approccio nel raggiungerli, mentre Karachi è risultata quella con le prestazioni più basse. Anche in altre città dell’Asia, tuttavia, le linee guida per la coscienza ambientale e la salvaguardia del clima stanno assumendo un ruolo sempre più importante.
L’Asian Green City Index ha misurato e valutato le performance ambientali delle grandi città asiatiche, mettendo a confronto otto diversi parametri:
- emissioni di CO2;
- consumi energetici;
- compatibilità ambientale degli edifici;
- trasporti;
- gestione e trattamento delle acque;
- gestione dei rifiuti; - qualità dell’aria;
- governance ambientale.

L’Economist Intelligence Unit ha sviluppato questa metodologia in collaborazione con i migliori esperti mondiali di urbanistica, inclusi specialisti dell’OCSE, della Banca Mondiale e di CITYNET, un network regionale di autorità asiatiche locali.
“Lo studio effettuato sulle città dell’Asia evidenzia chiaramente che non necessariamente un reddito più alto corrisponde ad un maggiore consumo di risorse. Mentre il consumo di risorse cresce considerevolmente fino al prodotto interno lordo di circa 15.000 di euro pro capite, esso si abbassa nuovamente quando il reddito supera questo valore”, sostiene Jan Friederich, responsabile dello studio EIU.
Secondo gli analisti nelle floride metropoli asiatiche, c’è una maggiore coscienza ambientale e le infrastrutture sono più efficienti, riducendo attivamente il loro consumo di risorse naturali e sviluppando, quindi, una maggiore sostenibilità.

“Inoltre, le città che hanno raggiunto le più alte posizioni nella classifica sono caratterizzate dalla loro capacità di applicare con successo progetti ambientali e nel far rispettare risolutamente le regole”, ha spiegato Friederich. Tra i risultati emersi dallo studio, alcuni sono particolarmente rilevanti: - la coscienza ambientale si sta sviluppando e la maggior parte delle città dell’Asia ha già cominciato ad introdurre dettagliate linee guida in merito;
- in Asia, l’emissione annuale di CO2 pro capite è pari a 4.6 tonnellate, una cifra inferiore al corrispettivo dato per le città europee (5.2 tonnellate annuali pro capite); - le 22 città asiatiche prese in considerazione dallo studio, producono una media di 375 kg di rifiuti pro capite annuali, meno che in America Latina (456 kg) e in Europa (511kg). Secondo lo studio, le sfide più grandi che le città asiatiche dovranno affrontare riguardano principalmente due aree:
- i livelli di inquinamento atmosferico, che sono relativamente alti in tutte le città prese in esame, a prescindere dal reddito, con valori medi che eccedono ovunque gli standard WHO (World Health Organization).
- le metropoli dell’Asia presentano ancora un buon margine di miglioramento nell’area delle energie rinnovabili, che rappresentano l’11% dell’elettricità totale generata nelle 22 città, a differenza delle città dell’America Latina che si aggira attorno al 64%, disponendo di numerosi impianti idroelettrici.

Il progressivo esodo dalle zone rurali alle città, che sta avvenendo in questi anni in Asia, non ha precedenti nella storia. In accordo con la United Nations Population Division, infatti, la percentuale di popolazione che vive nelle città è cresciuta esponenzialmente negli ultimi 20 anni di circa un terzo fino a superare il 40%. Solo negli ultimi 5 anni, il numero di abitanti nelle città asiatiche è cresciuto di circa 100.000 persone al giorno. Questo trend, peraltro, è destinato a crescere nei prossimi anni. Nella sola Cina, gli esperti prevedono che entro il 2025 saranno presenti ben 200 città con più di un milione di abitanti. Oggi, nel 2011, ce ne sono poco meno di 90, mentre in Europa solo 25 città raggiungono tale grandezza.
La crescente urbanizzazione sta avendo un enorme impatto sulle infrastrutture: la crescita del numero di abitanti, richiede maggiori quantità di energia, acqua potabile, trasporti e case ad efficienza energetica.

La Banca di Sviluppo Asiatico ha stimato che per essere all’altezza di questo afflusso le città dovranno, per fare un esempio, costruire 20.000 nuove case e 250 km di strade, implementare i trasporti e le infrastrutture e fornire ulteriori 6 milioni di litri di acqua potabile, il tutto su base giornaliera.
Inoltre, le città sono le principali responsabili per l’emissione di gas serra: rappresentano le principali leve per lo sviluppo futuro, ma incidono per il 75% sui consumi energetici e sono responsabili di circa l’80% delle emissioni di CO2.

“La battaglia contro i cambiamenti climatici sarà decisiva nelle città - ha affermato Barbara Kux, membro del Managing Board di Siemens AG e Capo sezione Sostenibilità della compagnia - Questo vale per l’Asia, con i suoi agglomerati urbani in piena espansione, più di qualsivoglia altra parte sulla Terra. Ma solo le città green renderanno la vita degna di essere vissuta nel lungo termine”. Fonte: Asian Green City Index

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