In vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2014, si fanno sempre più diffuse le espressioni di insoddisfazione di comunità, istituzioni, associazioni, organismi europei, per la mancanza di ambizione che emerge dalla proposta formulata dalla Commissione UE per un nuovo Pacchetto “Clima-Energia” al 2030.

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Questa mattina, 28 febbraio 2014, si è svolta a Roma, davanti a Piazza Montecitorio, la Manifestazione promossa da Legambiente, WWF, Greenpeace, Kyoto Club, Coordinamento FREE, Sì alle rinnovabili No al nucleare: “SOS Clima. Europa rispondi”.

In vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2014, si fanno sempre più diffuse le espressioni di insoddisfazione di comunità, istituzioni, organismi e associazioni europei, per la mancanza di ambizione  che emerge dalla proposta formulata dalla Commissione UE per un nuovo Pacchetto “Clima-Energia” al 2030 (vedi il recente post sul Coordinamento Energy Cities) che viene giudicato inadeguato ad affrontare la sfida di una economia e di una società low carbon, a svolgere un’azione efficace di contrasto i cambiamenti climatici e che rischia di far perdere quel ruolo di leadership che l’Unione europea aveva conquistato all’interno dei colloqui UNFCCC, al fine di raggiungere un Accordo per contenere il riscaldamento globale entro i 2 °C alla fine del secolo, che dovrà essere approvato alla Conferenza di Parigi a fine 2015

Noi chiediamo che l’Unione europea confermi il suo ruolo di leader nella lotta ai cambiamenti climatici - affermano nel Manifesto i sottoscrittori dell’iniziativa - Gli obiettivi comunitari al 2030 proposti dalla Commissione nel libro bianco - 40% di riduzione delle emissioni interne di CO2 e aumento non vincolante per gli Stati membri al 27% per le rinnovabili - purtroppo non consentono all’Europa di mettere in campo una forte e coerente azione di contrasto ai cambiamenti climatici in grado di invertire la rotta e contribuire ad un accordo globale ambizioso e giusto. L’UE potrà svolgere un ruolo decisivo solo se avrà definito obiettivi ambiziosi di riduzione dei gas-serra e di spinta verso una economia low-carbon attraverso target legalmente vincolanti che spingano anche lo sviluppo delle fonti rinnovabili e gli interventi di efficienza energetica a livello nazionale”.

Il Manifesto è anche una sorta di appello al Governo italiano che sarà chiamato durante il prossimo semestre di Presidenza UE ad assolvere un compito di stimolo, stante anche le iniziative assunte dal precedente Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando di sottoscrizione del Documento “Going Green Growth”, della lettera al Commissario UE di Azione per il Clima e a quello per l’Energia, in cui si chiedeva di fissare obiettivi vincolanti anche per il 2030 per la produzione di energia da fonti rinnovabili, perché "Un target per l’energia rinnovabile rafforzerà la competitività europea e porterà più crescita e occupazione” e dell’altra lettera, indirizzata oltre che al Commissario Connie Hedegaard al Presidente e ai Vice-Presidenti della Commissione UE, per sottolineare la comune e ferma convinzione dei nostri Governi affinché la prossima proposta della Commissione per il framework ‘Energia e Clima’ includa obiettivi nazionali di riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas serra”.

“Che l’Italia si impegni per un’Europa leader nella sfida di una economomia e di una società low-carbon - prosegue il Manifesto - Il ruolo del Governo italiano sarà fondamentale per raggiungere un accordo europeo più ambizioso di quello proposto dalla Commissione sugli obiettivi al 2030, sia nella discussione nel Consiglio europeo del prossimo 20-21 marzo che durante il semestre di presidenza italiana che si apre a Luglio. Per la lotta ai cambiamenti climatici e per spingere una innovazione dell’economia europea che aiuti i cittadini e l’ambiente è indispensabile alzare l’obiettivo di riduzione dei gas serra e prevedere dei target vincolanti più ambiziosi per l’efficienza energetica e per il contributo delle rinnovabili che siano vincolanti anche per i Paesi membri. Noi chiediamo al Governo italiano di battersi per questi obiettivi”.