Smart Grids: investimenti da 3 a 10 miliardi di euro al 2020

Smart Grids: investimenti da 3 a 10 miliardi di euro al 2020

Nel corso di una Tavola Rotonda, svolta a Milano il 4 dicembre 2013, è stato presentato uno Studio realizzato dal Politecnico di Milano per conto di ANIE e ANIE Energia, in cui si indicano i potenziali investimenti che il forte sviluppo della generazione distribuita presuppongono per l’evoluzione del sistema elettrico verso un modello che utilizzi prodotti e sistemi intelligenti.
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Il forte sviluppo delle Fonti Energetiche Non Programmabili (FRNP) ha inciso profondamente sulle reti di distribuzione e sui sistemi elettrici, soprattutto sulla cosiddetta Generazione Diffusa (GD) che ha richiesto un cambio radicale nella gestione dei sistemi di controllo, regolazione protezione e automazione delle reti di distribuzione media tensione (MT), compresa tra 1 e 30 kV, e  bassa tensione (BT), in Europa compresa tra 230 e 400 Volt,  spinto in modo pressante da provvedimenti tecnici-regolatori intrapresi, in tempi molto brevi, per garantire la sicurezza dell’intero sistema elettrico. Questa direzione di evoluzione è identificata con il termine Smart Grid, sottintendendo strutture e procedure operative fortemente innovative che, oltre a mantenere un elevato livello di sicurezza e affidabilità dell’intero sistema, siano anche in grado di far fronte ai numerosi problemi legati alla gestione della GD, alle possibilità di controllo del carico da parte del sistema, alla promozione dell’efficienza energetica e ad un maggiore coinvolgimento degli utenti finali, attivi e passivi (che comprendono anche nuove tipologie come i veicoli elettrici o i sistemi di storage), in relazione al mercato elettrico.

La realizzazione di una rete smart non può avvenire tramite lo sviluppo di un’unica soluzione integrata che copre l’intero sistema elettrico dalla trasmissione, alla distribuzione fino agli utenti finali e che può applicarsi indifferentemente in ogni diverso contesto; le smart grid, infatti, devono essere considerate come un insieme di soluzioni tecnologiche differenti da personalizzare, sviluppare e implementare a seconda delle diverse esigenze in modo da realizzare una gestione e un controllo ottimale di tutti i componenti di rete.

L’insieme di queste tecnologie, ad oggi, rappresenta l’unico approccio in grado di risolvere i nuovi problemi delle reti di energia: solo un uso intelligente di più componenti innovativi, abbinati a sistemi di comunicazione, permette di superare le attuali limitazioni e rende possibile un reale e significativo aumento del contributo della GD, mantenendo alto il livello di sicurezza e affidabilità dell’intero sistema, nonché di qualità del servizio reso all’utenza.

In questo contesto così dinamico, in questi anni, in Italia (come in tutta Europa) si sono registrate moltissime iniziative relative alle smart grid, quasi tutte, però, in ambito di ricerca, o, al più, di ricerca applicata. Il Joint Research Centre della Commissione UE nell’Inventory Smart Grid Project ha catalogato per l’Italia 40 progetti.

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Fonte: JRC Smart Grids Project Maps

Tuttavia, gli investimenti in questo settore sono fortemente condizionati dalle politiche pubbliche delsistema nazionale, in quanto gli obiettivi energetici e gli incentivi economici di sviluppo delle rinnovabili (e la presenza di meccanismi di sostegno economico agli investimenti al fine di

promuovere il miglioramento dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura) creano un quadro favorevole agli investimenti (minor grado di rischio dei finanziamenti). In particolare, la prospettiva di crescita degli investimenti negli impianti di produzione di energia rinnovabile appresenta una spinta per l’intera industria degli apparati e dei componenti ad essi correlati, sia presso l’utente stesso sia presso la rete elettrica, soprattutto in presenza di meccanismi di supporto finanziario, laddove gli investimenti risultassero non completamente redditizi in un’ottica puramente di mercato.

Proprio per investigare sui principali fattori che influenzano gli investimenti in rete, soprattutto quelli riferiti alle smart grid, Anie Energia, che rappresenta i comparti della produzione, trasmissione, distribuzione e utilizzo di energia elettrica in seno all’ANIE, ha commissionato al Politecnico di Milano uno Studio, illustrato nel corso dell’evento dai suoi redattori, il Prof. Maurizio Delfanti e dall’Ing. Valeria Olivieri del Dipartimento Energia del Politecnico di Milano, dal quale emerge che il potenziale di investimento nelle “reti intelligenti” va da un minimo di 3 miliardi a un massimo di 10 al 2020.
Tali calcoli sono stati effettuati sulla base di due scenari di evoluzione, entrambi caratterizzati da elevata penetrazione della generazione diffusa, considerando che l’Italia ha ormai raggiunto livelli elevati in questo settore, livelli che potenzialmente aumenteranno una volta raggiunta la grid parity:

- in uno scenario si ipotizza un quadro normativo e regolatorio che non crea condizioni favorevoli allo sviluppo delle smart grid

- nell’altro si suppone una garanzia di massimo sostegno anche dal punto di vista legislativo

In aggiunta alla definizione di possibili scenari di sviluppo, per determinare il valore monetario del mercato potenziale delle soluzioni smart in Italia è necessario individuare i costi di ciascuna tecnologia - si legge nello Studio - I costi per ciascun elemento di rete sono esposti con un possibile range che considera le incertezze relative alla parte di innovazione, sperimentazione, e sviluppo di nuovi componenti. Non è infatti possibile determinare per ciascun prodotto un valore unico e definito, proprio perché alcuni componenti non sono ancora presenti sul mercato, altri, invece, devono essere personalizzati rispetto alle diverse esigenze; la maggior parte delle soluzioni, non essendo standardizzata, richiede una forte personalizzazione rispetto alle esigenze del cliente e quindi comporta una forte incertezza sia sui tempi sia sui costi di fornitura

L’investimento potenziale totale calcolato include sia le nuove installazioni, sia quelle già esistenti, considerando i Centri Operativi, le Cabine Primarie, quelle Secondarie e le tecnologie di generazione diffusa.ù

Primo Scenario

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Secondo Scenario
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Fonte: “Sviluppo delle smart grids: opportunità per le aziende italiane del settore”

L’Italia è senz’altro all’avanguardia sia dal punto di vista regolatorio che da quello normativo - ha affermato Matteo Marini, Presidente di Anie Energia- ma per una completa applicazione su scala nazionale delle smart grid c’è ancora molto lavoro da fare. Si impone infatti un ripensamento delle modalità di protezione, gestione e regolazione delle reti di distribuzione, che devono passare da passive ad attive. È questa la strada strategica da percorrere per rendere indipendente il nostro Paese e per portare i costi dell’energia a livelli competitivi anche in Italia”.

 

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