SISTRI: il difficile groviglio da districare

SISTRI: il difficile groviglio da districare

Il sistema di tracciabilità dei rifiuti esteso a tutte le tipologie è complicato e penalizzante per le imprese, ma ripartire “ex-novo” con un diverso strumento aprirebbe un contenzioso dalle imprevedibili conseguenze

sistri

Le affermazioni del neo-Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, fatte all’annuale Assemblea di Confindustria del 23 maggio 2013, sono state “musica per le orecchie” di molti imprenditori intervenuti. Al di là che l’incontro, svoltosi nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, risultasse di per sé favorevole all’ascolto di “melodiose” arie, utilizzando il SISTRI (non già il sistro), il Ministro è riuscito a raccogliere gli applausi dell’uditorio.

Soffermandosi sul problema delle semplificazioni degli oneri e degli adempimenti amministrativi delle imprese, Zanonato, infatti, ha affermato che si deve eliminare “uno per uno tutti gli elementi di complicazione e penalizzazione ingiustificata introdotti in sede di recepimento delle Direttive”.

Un caso emblematico di ingiustificato aggravio per gli operatori è certamente il SISTRI - ha proseguito il Ministro - estendendo la tracciabilità dei rifiuti pericolosi anche a tipologie diverse e non pericolose, siamo stati più realisti del re. Il nostro sistema di tracciabilità va semplificato, a partire proprio dal perimetro di applicazione, per far sì che non rappresenti un ostacolo ingiustificato all’attività imprenditoriale. Per questo, insieme al Ministro Orlando [il neo-Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare] abbiamo concordato la necessità di rivedere l’attuale sistema e la possibilità di introdurre un regime più agile allineato alle prassi europee”.

Bisogna ricordare che il SISTRI per la sua complessa e complicata messa in opera e per le ingenti spese sostenute senza che sia mai entrato in funzione, aveva suscitato tra gli operatori del settore ricorrenti malumori che si erano acuiti a mano a mano che si allargava l’inchiesta della Magistratura sull’appalto diretto del SISTRI da parte del Ministero alla Selex e che aveva portato all’arresto lo scorso Aprile di vari dirigenti, tra cui un ex-Sottosegretario del Governo Monti.

Accogliendo le lamentele che il sistema non poteva ancora funzionare, il Governo aveva già sospeso con il Decreto Legge 22 giugno 2012, recante “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito in Legge n. 134 del 7 agosto 2012, la sua operatività fino al 30 giugno 2013.

Poi, nel mese di marzo di quest’anno, durante il periodo in cui il Governo Monti è rimasto in carica per l’ordinaria amministrazione, l’allora Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, “dopo avere ascoltato i suggerimenti del mondo imprenditoriale”, con il DM 20 marzo 2013 “Termini di riavvio progressivo del SISTRI”, oltre a confermare la sospensione del contributo per l’iscrizione al sistema anche per il 2013, ha previsto la sua entrata in operatività in due periodi. 

Dal 30 aprile al 30 settembre 2013 i produttori di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti e gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi, cioè le imprese più grandi e meglio organizzate, sono tenute ad “allineare” i dati e le informazioni già inserite a sistema. In questo periodo potranno essere introdotte modifiche e semplificazioni necessarie per il migliore funzionamento del sistema e per la riduzione degli oneri amministrativi ed organizzativi a carico delle imprese. Per questi operatori il sistema sarà pienamente operativo a partire dal 1° ottobre 2013.

Per gli altri operatori il periodo di “allineamento” è compreso tra il 1° ottobre 2013 ed il 2 marzo 2014. Anche in questo periodo potranno essere introdotte modifiche e semplificazioni necessarie per il migliore funzionamento del sistema e per la riduzione degli oneri amministrativi ed organizzativi a carico delle imprese. A partire dal 3 marzo 2014 il sistema sarà pienamente operativo.

Ma la decisione del riavvio non è piaciuta alle imprese, tant’è che R.ETE. Imprese Italia (Associazione che riunisce Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) in una lettera inviata al Presidente del Consiglio in carica, pur ribadendo di non aver mai messo in discussione l’utilità e la necessità della tracciabilità dei rifiuti, anche al fine di contrastare le ecomafie e la criminalità organizzata, contestava la complessità del SISTRI e le pesanti ricadute per le imprese.

“Per questo - spiegava l’Associazione - ne sosteniamo l’abrogazione e, al tempo stesso, chiediamo invano da due anni, prima al Ministro Prestigiacomo e poi al Ministro Clini, la riprogettazione di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che risponda a criteri di efficienza, trasparenza, economicità e semplicità”.

Che il SISTRI tra proroghe, modifiche e partenze false o annunciate sia diventato un groviglio interpretativo difficile da dipanare non c’è alcun dubbio, nondimeno sarebbe operazione rischiosa andare in questo momento ad una sorta di “spoil system normativo”, sia in termini di legalità che sotto l’aspetto di “immagine” per il Paese.

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