Dopo le modifiche introdotte dal Senato che restringono l’obbligatorietà ai rifiuti pericolosi speciali e aumentano di altri 60 giorni il periodo di inapplicabilità delle sanzioni, si attende ora il via libera della Camera, dove giace anche un D.dl di sostituzione del SISTRI con lo STRIF.

sistri per portale

Con l’approvazione del Ddl S 1015 di conversione del DL n. 101/2013 Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”, il Senato della Repubblica ha consegnato alla Camera dei Deputati un testo che modifica l’Art. 11 (Semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti e in materia di energia).

In particolare, per quanto attiene il campo di applicazione del controverso SISTRI, che il DL del Governo aveva limitato “ai produttori iniziali di rifiuti pericolosi e agli enti o alle imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e termediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori”, il testo varato dal Senato limita ulteriormente l’adesione al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti agli enti e alle imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e a quelli che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale o di tipo transfrontaliero a titolo professionale, e ai nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi. Quindi, verrebbero esclusi i produttori di rifiuti pericolosi non organizzati in forma di ente o impresa, quali i professionisti sanitari,  e i trasportatori di rifiuti urbani pericolosi.

La possibilità di iscriversi volontariamente al SISTRI per i produttori e gestori di rifiuti, viene estesa ora anche agli intermediari e commercianti di rifiuti.

Inoltre, ferme restando le sanzioni relative ai registri di carico e scarico e al FIR fissate dal TUA, il Senato  ha introdotto un’ulteriore proroga di 60 giorni del periodo di non applicabilità delle sanzioni previste dal SISTRI che passerebbe da 30 a 90 giorni successivi alla data di operatività del sistema, che viene confermata al 1° ottobre 2013

Questo vuol dire, più semplicemente, che per coloro che sono obbligati ad aderire al SISTRI, da tale data, le sanzioni slittano al 31 dicembre 2013; per coloro che ne sono obbligati dal 3 marzo 2014, le sanzioni verranno applicate dal 2 giugno 2014.
Tuttavia, il Ministro dell’Ambiente con il previsto Decreto da emanare entro il 3 marzo 2014, che dovrà individuare eventuali altre categorie di soggetti a cui è necessario estendere il SISTRI, potrà apportare modifiche ed integrazioni alla disciplina delle sanzioni.

Tra i circa 100 emendamenti al testo dell’Art. 11 del DL n. 101/2013, presentati dai Senatori, spiccava quello, respinto, di sostituire il SISTRI con un nuovo Sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti pericolosi (STRIP) da avviarsi previa adeguata sperimentazione e la preventiva definizione delle necessarie semplificazioni per le piccole imprese. 

Non sappiamo, però, quel che potrebbe accadere alla Camera dei Deputati, anche se il tempo a disposizione è ormai esiguo (la Legge dovrà essere pubblicata in Gazzetta entro la fine del mese), dove sarebbe stata depositata anche una Proposta di legge che prevede l’abolizione completa del SISTRI e l'istituzione di un nuovo “Sistema integrato per controllo e la tracciabilità dei rifiuti pericolosi “ (STRIF) che riguarderebbe la movimentazione di rifiuti pericolosi oltre la tonnellata annua per i singoli produttori e trasportatori e comunque per tutti i gestori di impianti di stoccaggio, trattamento e discarica.

Secondo quanto dichiarato dal primo firmatario proponente, ci sarebbe anche la previsione della restituzione dei diritti di adesione al SISTRI pagati dalle imprese e la risoluzione del contratto con la Selex, la Società del Gruppo Finmeccanica, affidataria del sistema. 

Poiché quest’ultima opportunità, contrasta con quanto affermato dal Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sull’impossibilità di risolvere il contratto, per saperne di più siamo andati sul sito della Camera dei Deputati dove la proposta di legge risulta esser stata presentata in data 6 settembre 2013 ed acquisita con il n. 1550, ma non c’è la disponibilità del testo né risulta essere stata ancora assegnata per la discussione.
Anche sul sito del primo firmatario
, il testo è tuttora “in fase di pubblicazione”. 

Se c’è chi ha temuto, “sbagliando” (dice lui), che questo STRIF fosse un ennesimo “Sistema per Turlupinare Reiteratamente I Fessi”, non vorremmo che per compiacere le imprese, giustamente arrabbiate per aver pagato un servizio che non ha mai funzionato, si finisse per scaricare le milionarie penalità, conseguenti all’inadempienza contrattuale, sui più generalizzati contribuenti italiani.