SISTRI: “carro vuoto avviato ad un binario morto”

SISTRI: “carro vuoto avviato ad un binario morto”

Ormai si pensa all’avvio di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, che entri in funzione solo dopo idonea e collaudata sperimentazione e con il coinvolgimento delle imprese coinvolte.

SISTRI: “carro vuoto avviato ad un binario morto”

Dopo la diffusione del “Resoconto e conclusioni della consultazione delle organizzazioni delle imprese interessate al SISTRI” che Edo Ronchi, incaricato del coordinamento, ha presentato al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Andrea Orlando, si è capito che il sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, ufficiosamente “su un binario morto” e già si parla che  il Ministero sarebbe propenso ad introdurrebbe in sua vece un altro sistema di tracciabilità informatizzata la cui progettazione avverrà con il coinvolgimento delle imprese coinvolte, senza oneri aggiuntivi e con una serie di semplificazioni per varie categorie di operatori, individuate sulla base di obiettive esigenze.

L’orientamento del Governo di andare ad una sua revisione era emerso durante l’Assemblea di Confindustria in maggio allorché il Ministro dello Sviluppo economico Zanonato aveva indicato il SISTRI come l’emblematico esempio di ingiustificato aggravio per gli operatori.

A questo punto salta anche la prima scadenza operativa che era stata fissata dall’ex-Ministro Corrado Clini con il Decreto del 20 marzo 2013?.

Sembrerebbe di sì, stante quanto si legge nel documento, predisposto dal coordinatore  Ronchi sulla base degli interventi svolti nell’incontro preliminare del 5 giugno e delle risposte scritte pervenute alle 3 domande che successivamente erano state distribuite alle organizzazioni.

Siamo convinti che il termine del 1° ottobre 2013, qualora fosse confermato, comporterebbe notevoli disagi delle diverse decine di migliaia di imprese e di operatori che producono e gestiscono rifiuti pericolosi: i costi economici e organizzativi ditale avvio sarebbero rilevanti, in particolare in un momento di crisi e di difficoltà delle imprese. Riteniamo che sia inopportuno utilizzare tale scadenza anche solo come sperimentazione poiché sappiamo già che il SISTRI è troppo oneroso e abbiamo avuto già sufficienti prove della sua non funzionalità. Occorre prendere atto che il SISTRI non è idoneo perché comporta eccessivi sovraccarichi organizzativi e che va quindi abolito con un intervento legislativo, abrogando le norme che lo prevedono e sostituendolo con nuovi criteri da affidare poi a normativa secondaria e mantenendo nel frattempo il sistema preesistente, con eventuali piccole integrazioni che ne garantiscano una maggiore efficacia, compreso quello sanzionatorio”. 

In sua vece nel documento stesso si indicano 5 possibili indirizzi di sviluppo:

- trasmettere in forma digitale i dati dei registri di carico e scarico dei rifiuti dei soggetti che ne sono obbligati secondo la legislazione vigente alle ARPA/APPA e agli organi di polizia, abolendo le chiavette USB con software standardizzati ;

- per il trasporto dei rifiuti, oltre all’abolizione delle chiavette e le Black box, si utilizzi il modello di formulario trasmesso in forma digitale all’Albo nazionale dei gestori ambientali, alle loro sezioni regionali e delle province autonome, in modo da verificarne la destinazione;

- gli impianti di recupero e di smaltimento rendano accessibile in forma digitale quali tipologie e quantità di soli rifiuti pericolosi sono autorizzati a gestire, affinché produttori e trasportatori di tali rifiuti ne possano verificare l’idoneità;

- la tracciabilità dei rifiuti sia assicurata anche da organizzazioni, quali quelle di categoria e i consorzi dei rifiuti, in particolare per le piccole imprese;

- i dati dell’Albo relativi ai trasporti e quelli delle ARPA/APPA che attengono alla produzione dei rifiuti siano trasmessi ad un centro elaborazioni dati che potrebbe utilizzare la dotazione informatica del SISTRI, operando in collegamento con l’ISPRA, in modo da segnalare eventuali anomalie agli organi competenti.

Dopo 6 anni di inapplicazione e ben 9 provvedimenti normativi e ministeriali emanati, costato alle imprese oltre 70 milioni di euro e 28 milioni di euro all’anno al Ministero, dopo tentativi di abrogarlo e inveterate reviviscenze, il SISTRI è ormai un “carro vuoto avviato sul binario morto”  che “non muore e vorrebbe, e non vive e vorrebbe”, come nell’allegoria della bella e omonima poesia di Clemente Rebora in “Frammenti lirici”, raccolta di cui quest’anno si celebra il centenario della pubblicazione.

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