SISTRI: sarà ancora il “Milleproroghe” a metterci una pezza?

SISTRI: sarà ancora il “Milleproroghe” a metterci una pezza?

Mentre sul sito del Ministero dell'Ambiente dedicato al Sistema di controllo di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi proseguono gli aggiornamenti della Sezione Manuali e Guide, si avvicina sempre più la data del 1° gennaio 2017 quando, terminato il doppio regime, il SISTRI dovrebbe entrare in vigore a pieno titolo, salvo un'ulteriore rinvio con il Decreto "Milleproroghe" di fine anno.

Nei giorni scorsi sul sito dedicato al SISTRI del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nella sezione Documenti è tornata a comparire la intermittente parola "NEW" che segnala l'ultimo aggiornamento introdotto. In questo caso trattasi di "Caso d'uso: gestione rifiuti respinti (Ver. del 7 dicembre 2016)" ovvero delle procedure che il Produttore è tenuto ad effettuare a seguito dell'esito della movimentazione indicato dal Destinatario, in particolare di "Rifiuto respinto" o "Rifiuto parzialmente accettato".

Di per sé non sarebbe stata una notizia se non fosse intervenuta esattamente a 15 giorni dalla data del 1° gennaio 2017 quando, terminato il doppio regime, il SISTRI dovrebbe entrare in vigore a pieno titolo. Il condizionale è d'obbligo considerando i precedenti eventi che hanno caratterizzato la storia, anche giudiziaria come noto, di questo sistema.

Il giorno 8 giugno 2016 erano entrate in vigore le Disposizioni contenute nel Decreto 30 marzo 2016, n. 78 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il cosiddetto nuovo "Testo Unico del SISTRI" che avrebbe dovuto riordinare e "semplificare" gli aspetti operativi, e fissare dei "paletti" all'interno dei quali dovrà agire il futuro concessionario che sarebbe stato scelto tramite il Bando di gara indetta dalla CONSIP e che ha visto, poi, l'aggiudicazione al raggruppamento Amaviva, TIM e Agriconsulting.
Sulla gara indetta c'era stata un'istanza cautelare di un altro raggruppamento che il TAR aveva tuttavia rigettato, non ritenendo che vi fossero ragioni di urgenza tali da sospendere il procedimento di gara. Sulla questione sarà comunque il Tribunale Civile di Roma a pronunciarsi, presumibilmente in gennaio.

Nonostante l'aggiudicazione della gestione del sistema, non c'è notizia di una sottoscrizione di contratto, senza del quale non può essere ufficializzato il passaggio dal vecchio al nuovo concessionario.
Le principali Associazioni rappresentative delle imprese del settore sono preoccupate e in una lettera indirizzata al Presidente del Tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione SISTRI hanno lamentato la mancata convocazione del Tavolo, previsto dal nuovo Testo Unico, la cui funzione è quella di ridefinire il sistema con la concertazione delle Associazioni. Dala lettera traspare anche la sensazione che qualcosa si stia definendo, senza il coinvolgimento delle Associazioni stesse che si cautelano, chiedendo al Ministero "di assicurare il rinvio tempestivo dell'applicazione delle sanzioni per la piena operatività dell'attuale SISTRI. Infatti, è evidente che i tempi della gara, della realizzazione del nuovo sistema, del necessario periodo di sperimentazione con gli operatori non sono compatibili con la scadenza della non applicabilità delle sanzioni, oggi fissata al 31 dicembre 2016".

Pertanto, appare del tutto probabile che la via d'uscita più semplice sia l'inserimento di un'ulteriore proroga nel Decreto di fine anno, il cosiddetto "Milleproroghe".

La sensazione è che il "tormentone" SISTRI che ha riempito in questi anni le pagine delle riviste specializzate, e non solo, che ha fatto scrivere a giuristi volumi di informazione e aggiornamento, e che ha dato occasione ai parlamentari di presentare un considerevole numero di interrogazioni e ordini del giorno, sia tutt'altro che prossimo a concludersi!

La Corte dei Conti - Sezione Centrale di Controllo sulla Gestione delle Amministrazioni dello Stato nella Delibera n. 4/2016/G di indagine su "Il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI)", condotta nell'esercizio delle attribuzioni che l'ordinamento intesta alla Corte dei conti e che riguarda la gestione amministrativa della vicenda, ha criticato le modalità con cui il Ministero dell'Ambiente ha gestito la vicenda, ma anche le proroghe, modifiche e riduzioni della platea dei soggetti obbligati (introdotte da Governi e Parlamenti che si sono succeduti in questi anni) che hanno creato "un clima di intolleranza che ha impedito il rafforzarsi di una coscienza collettiva consapevole della necessità di doversi adeguare a un obbligo giuridico".

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