Sistemi energetici ancora insostenibili

Sistemi energetici ancora insostenibili

Presentato a Doha l'Energy Sustainability Index 2012 del World Energy Council.

2012

A Doha (Qatar) dove è ancora in corso la Conferenza ONU sui Cambiamenti Climatici (COP 18), il World Energy Council (WEC), Forum energetico globale e inclusivo, con una rete di 92 comitati nazionali ed oltre 3.000 organizzazioni tra Governi, Industrie e Gruppi di Esperti, la cui mission “è di promuovere la fornitura e l’uso sostenibili di energia per il massimo beneficio di ogni individuo”, ha presentato il suo annuale Indice di Sostenibilità Energetica (Energy Sustainability Index) da cui si evince che la maggior parte dei 94 Paesi valutati sono ancora lontani dal raggiungere dei sistemi energetici completamente sostenibili.

L’ESI fa parte del Rapporto “World Energy Trilemma: Time to get real - the case for sustainable energy” (Il trilemma energetico mondiale: è ora di passare ai fatti - il caso dell’energia sostenibile), dove il “trilemma” è l’insieme dei 3 aspetti fondamentali su cui il WEC basa il concetto di “sostenibilità energetica”:

classifica-2012
- la sicurezza energetica (Energy Security), la gestione effettiva dell’approvvigionamento di energia primaria proveniente da fonti nazionali ed estere, l’affidabilità delle infrastrutture energetiche e la capacità delle imprese che forniscono energia di incontrare l’attuale e futura domanda;

- l’equità sociale (Social Equity), ovvero l’accessibilità, la qualità e la disponibilità di rifornimenti energetici fra la popolazione;

- la mitigazione degli impatti ambientali (Environmental Impact Mitigation), vale a dire la quantità delle emissioni e l’intensità energetica, lo sviluppo del rifornimento energetico da rinnovabili e da altre fonti a basse emissioni.

Questi tre aspetti, analizzati sulla base di altri indicatori prestabiliti, hanno costituito la performance energetica di ogni singolo Paese ed hanno contribuito con il 25% ciascuno a determinarne per il 75% la posizione nella Classifica della Sostenibilità energetica; l’altro 25% è stato assegnato alle Prestazioni contestuali costituite da: punti di forza politici (8,3%), della società (8,3%) ed economici (8,3%).

L’Italia ha fatto notevoli progressi passando dal 31° al 21° posto, grazie soprattutto al gruppo di performance energetica (dal 37° al 20°), anche se retrocede nel sottogruppo equità sociale (dal 23° al 26°).

Deve, viceversa, progredire per quanto attiene le prestazioni contestuali, dove rimane al palo per i punti di forza delle politiche (38°); indietreggia nei punti di forza della società (controllo della corruzione; normative; qualità dell’educazione; qualità della salute) , dal 33° al 34° posto; e peggiora anche nei punti di forza dell’economia (costo della vita; stabilità macro-economica; accesso al credito da parte del settore privato), dal 42° al 43° posto. 

wec-italia

“I nostri sistemi energetici non sono sostenibili - ha affermato Pierre Gadonneix, Presidente WEC - Tutti i Paesi stanno incontrando difficoltà crescenti nell’affrontare le sfide di una transizione verso sistemi energetici più sicuri, rispettosi dell'ambiente ed equi. I responsabili politici debbono impegnarsi in un dialogo con le imprese, necessario per fornire sistemi energetici sostenibili, in grado di supportare la governance rinnovata su questioni globali come il clima, la sicurezza delle energie e il lorol commercio Se vogliamo avere qualche possibilità di fornire energia sostenibile per tutti, abbiamo bisogno di passare ai fatti”.

Nel Rapporto del WEC c’è un ordine del giorno chiaro per i decision maker su tre settori chiave delle politiche energetiche fra loro collegate:

- Progettazione coerente e di lungo termine delle politiche energetiche;

- Condizioni di mercato che consentano di attirare investimenti a lungo termine;

- Incoraggiare le iniziative che promuovono ricerca e sviluppo (R & S) in tutti i settori delle tecnologie energetiche. 


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