Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia che ha svolto una approfondita analisi dei progressi sulle politiche energetiche compiuti dal nostro Paese negli ultimi 7 anni dal precedente Rapporto, l'Italia avrebbe le carte in regola per assumere un ruolo guida nella tabella di marcia dell'UE al 2050 in campo energetico a patto di seguire le raccomandazioni indicato per i vari settori.

Il nuovo Rapporto dell'IEA (Agenzia Internazionale dell'Energia), di Revisione delle Politiche energetiche dei Paesi membri dedicato all'Italia, a 7 anni dall'ultimo, contiene apprezzamenti per i passi compiuti in questo lasso di tempo dal nostro Paese che ha registrato un aumento continuo delle fonti rinnovabili nel mix energetico, raggiungendo nel 2013 il 13,5%, con previsioni che indicano il possibile superamento del target del 17% fissato al 2020.

Secondo l'Agenzia, che per la redazione ha usufruito degli apporti di organismi istituzionali italiani (AEEGSI, GME, GSE, Terna, ecc.), la Strategia Energetica Nazionale (SEN) del 2013 ha inviato un segnale forte sugli obiettivi energetici di medio-lungo termine del Governo: ridurre i costi dell'energia; soddisfare gli obiettivi ambientali; rafforzare la sicurezza di approvvigionamento; favorire una crescita economica sostenibile. Tuttavia, la revisione dell'IEA sottolinea che il monitoraggio della sua attuazione e il mantenimento di quello slancio costituiranno una sfida per il Governo.
Al riguardo, viene accolto con favore l'annuncio del Governo italiano di presentare una nuova SEN, aggiornandola al periodo 2030-2050, per tener conto del nuovo "Pacchetto Clima ed Energia al 2030" dell'UE e degli impatti conseguenti l'Accordo di Parigi sul contenimento del riscaldamento globale. Era stato il Ministro dello Sviluppo Economico a indicare, infatti, che in occasione del G7 Energia del 7 aprile 2017 il Governo è intenzionato ad avere una nuova SEN.

Per l'Agenzia, l'obiettivo di decarbonizzare l'economia italiana, se raggiunto, potrebbe far assumere al Paese un ruolo da leader in campo energetico nella tabella di marcia dell'UE al 2050, in particolare nel settore dei trasporti che è quello che contribuisce in modo considerevole alle emissioni di gas ad effetto serra. L'Italia è il Paese che ha quasi un milione di veicoli che vanno a metano, con una diffusa rete di rifornimento. Inoltre, si stanno esaminando progetti per l'implementazione del gas naturale liquefatto (LNG) nei trasporti delle merci e nei traffici marittimi, anche se si registra uno sviluppo lento nel settore del gas che non va di pari passo con l'ambizione del Paese di diventare un hub del gas nella regione europea meridionale. C'è da osservare, poi, che non sono stati compiuti progressi nello sviluppo di sistemi integrati di trasporto urbano e il diesel è sempre più supportato da un regime fiscale favorevole.

L'Italia ha continuato a fare progressi nell'attuazione di politiche per l'efficienza energetica, raggiungendo 2,5 tep all'anno di consumi energetici pro-capite, uno dei più bassi tra i Paesi membri dell'OCSE, intraprendendo e pubblicando una serie di valutazioni sul rapporto costi/efficacia delle politiche di efficienza energetica, ed adottando misure quali il sistema dei certificati bianchi. L'IEA raccomanda di collaborare con il sistema bancario per lo sviluppo di nuovi programmi di finanziamento degli investimenti a lungo termine nel settore dell'efficienza energetica.

Nel Rapporto si elogiano i risultati raggiunti nel settore delle energie rinnovabili e per l'integrazione di grandi volumi di produzione da fonti rinnovabili variabili, ma si deve evitare misure retroattive sui meccanismi di sostegno alle rinnovabili, come quelle introdotte nel 2014 per ridurre i costi dei sussidi, che, come accaduto anche in altri Paesi europei, hanno avuto ripercussioni negative sulla fiducia degli investitori, con il rischio anche di aumentare nel lungo periodo i costi degli impianti. Secondo l'IEA, il fotovoltaico andrebbe incoraggiato anche nell'ambito delle riforme delle tariffe elettriche, mentre giudica positivamente la competizione tra le tecnologie attraverso il meccanismo delle aste per i grandi impianti che permette controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva.

Se nel Rapporto si mettono in evidenza gli aspetti positivi di una maggiore liberalizzazione del mercato e di uno sviluppo delle infrastrutture energetiche, che hanno determinato una uniformità di prezzi di mercato all'ingrosso e una convergenza di quelli degli altri mercati europei, si rileva comunque che i prezzi di vendita al dettaglio di energia elettrica rimangono tra i più alti in Europa e stanno avendo un impatto sulla competitività dell'industria italiana.

L'IEA raccomanda, quindi, di completare la liberalizzazione dei mercati elettrici e del gas , anche con l'aumento della vigilanza, semplificando la struttura delle tariffe energetiche al dettaglio e aumentando la liquidità nel mercato del gas all'ingrosso.