Siria: meglio la produzione di grano, ma la sicurezza alimentare resta difficile

Siria: meglio la produzione di grano, ma la sicurezza alimentare resta difficile

In Siria, la produzione alimentare quest’anno è aumentata principalmente per via delle eccellenti piogge, ma rimane ben al di sotto dei suoi livelli pre-crisi poiché il conflitto in corso continua a spingere sempre più persone verso fame e povertà: è quanto afferma il rapporto congiunto pubblicato dalla FAO e dal Programma Alimentare Mondiale (WFP).

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In Siria, la produzione alimentare quest’anno è aumentata grazie soprattutto alle eccellenti piogge, ma resta ben al di sotto dei suoi livelli pre-crisi per colpa del conflitto in corso che obbliga milioni di persone a soffrire la fame e la povertà. È quanto emerge dal rapporto congiunto e pubblicato pochi giorni fa dalla FAO in collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (WFP).

Secondo l’analisi il raccolto di grano 2015 dovrebbe essere migliore rispetto a quello dello scorso anno, che è stato fortemente penalizzato dalla siccità, ma non porterà a progressi significativi della situazione generale in merito alla sicurezza alimentare delle famiglie.

In Siria si stima che complessivamente siano circa 9,8 milioni le persone che soffrono la carenza di cibo, e di questi circa 6,8 milioni versano in uno stato di grave insicurezza alimentare - un livello di necessità che richiede assistenza esterna. Solo a gennaio quest’anno ci sono stati più di mezzo milione di sfollati e il conflitto in corso continua a perturbare gravemente le attività agricole e i mercati alimentari.

Anche se il raccolto è migliore del previsto grazie alle buone piogge, il settore agricolo del paese rimane decimato dalla guerra - ha dichiarato Dominique Burgeon, direttore della Divisione Emergenza e Riabilitazione della FAO - È necessario il sostegno urgente dei donatori per far sì che gli agricoltori possano essere pronti per la prossima stagione di semina dei cereali, che inizia ad ottobre”.

La produzione agricola è ostacolata dalla carenza di combustibile, di manodopera e di mezzi di produzione come sementi e fertilizzanti, ma anche dal costo elevato dei fattori di produzione e dalla loro qualità inaffidabile, così come dai danni ai sistemi di irrigazione e alle attrezzature. Tutti questi elementi non fanno che aggravare una situazione già difficile in tutto il paese.

È ormai assodato che quasi cinque anni di conflitto hanno distrutto l’economia siriana e la capacità delle persone di acquistare elementi essenziali come il cibo di cui hanno bisogno per sopravvivere - ha affermato Arif Husain, capo economista del WFP - Siamo preoccupati per il numero ingente di sfollati e per l’impatto in particolare sulle donne e sui bambini. Il rischio di danni irreversibili è reale, con tragiche conseguenze future se questo conflitto dovesse durare molto più a lungo. Invitiamo la comunità internazionale a continuare a sostenere i soccorsi fino a che non regnerà la pace”.

La produzione di grano nel 2015, stimata in 2.445 milioni di tonnellate, si prevede sarà superiore al raccolto molto scarso del 2014 e leggermente migliore di quella del 2013. Tuttavia, è ancora un 40% inferiore rispetto ai livelli di produzione pre-conflitto. Il paese si trova di fronte a un deficit di grano di circa 800.000 tonnellate rispetto al suo fabbisogno annuale di quasi 5 milioni di tonnellate. Inoltre, la superficie coltivata a cereali è molto diminuita a causa della crisi e il rapporto stima che l’area coltivata a grano sia la più ridotta dal 1960.

Anche l’allevamento di bestiame ha risentito della guerra in corso. Il settore, una volta importante contributo all’economia nazionale della Siria e al suo commercio estero, ha registrato una riduzione del 30% dei bovini e del 40% degli ovini, mentre il pollame, di solito la fonte più abbordabile di proteine nelle diete, si è ridotto del 50%. Il rapporto fa notare, inoltre, che il servizio veterinario del paese sta esaurendo rapidamente vaccini e farmaci di routine.

Dopo essere stato relativamente stabile nel 2014, dall’inizio del 2015 i prezzi alimentari hanno cominciato ad aumentare bruscamente a seguito dei minori sussidi governativi e del deprezzamento dei tassi di cambio. Ad esempio, il prezzo del pane lo scorso anno è salito alle stelle con aumenti fino all’87% nei panifici pubblici.

Di conseguenza la quota della spesa delle famiglie destinata al cibo è aumentata enormemente dall’inizio del conflitto, a scapito di altre esigenze critiche. Le persone spendono oggi più della metà dei loro redditi per l’alimentazione e in alcuni luoghi come Sweida, Aleppo e Hama questa percentuale è ancora più elevata. A Dara’a, una delle zone teatro di alcuni degli scontri più intensi, è balzata a quasi l’80%.

Il rapporto FAO-WFP ha rilevato che la maggioranza delle gente consuma una dieta povera o “borderline”. La diversità alimentare è in qualche misura migliore nei governatorati nord-occidentali di Idlib, Tartous e Lattakia, dove le famiglie sembrano avere accesso a cibo di qualità, ricco di proteine e vitamine, e alle verdure. Mentre chi abita nei governatorati coinvolti nel conflitto di Deir Ezzor, Hassakeh, Aleppo e Hama mostra i peggiori indicatori di consumo alimentare.

Senza dimenticare che i produttori, i trasportatori ed i commercianti siriani si trovano a dover affrontare costi estremamente elevati di transazione a causa di un’escalation della situazione d’insicurezza delle arterie autostradali. Come risultato, la circolazione dei prodotti agricoli dalle zone di produzione verso i mercati principali è molto ostacolata, con conseguente aumento degli sprechi di frutta e verdura e con la difficoltà di far arrivare le eccedenze di grano dal nord-est alle aree con deficit alimentare della parte occidentale del paese.

Così, mentre la fine del conflitto rimane il presupposto principale per garantire che la popolazione in Siria abbia adeguato accesso al cibo, il rapporto della FAO-WFP fornisce anche una serie di raccomandazioni volte a migliorare la situazione della sicurezza alimentare in corso, sottolineando la necessità di portare assistenza alimentare alle aree del paese sotto assedio ed afflitte dalla violenza. Prima tra tutte, chiede l’assistenza per far incrementare la produzione di grano e di altri cereali attraverso la fornitura di sementi di buona qualità, di fertilizzanti e di altri fattori di produzione agricoli. Inoltre, al fine di rafforzare la capacità di resistenza delle comunità colpite, suggerisce di creare centri di produzione e distribuzione di sementi a livello di villaggio per promuovere la creazione di orti e di allevamenti avicoli da cortile attraverso la distribuzione di sementi di buona qualità e di pulcini, oltre a fornire vaccini per il bestiame e farmaci veterinari.
 

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